AtleticaLos Angeles 2028
Matteo Oliveri: “Nell’asta di oggi chi fa 5,80 è dimenticato da tutti. Ho un progetto per Los Angeles 2028”
Nella nuova puntata di Sprint Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, l’ospite è stato Matteo Oliveri. L’astista italiano ha analizzato la sua stagione, impreziosita dalla finale agli Europei di Birmingham nel quale si è potuto confrontare con i più forti. Il ventitreenne ligure ha poi sottolineato la volontà di migliorarsi nel 2027, alla ricerca del primato personale e del record italiano.
Ritornando indietro alla finale europea: “Non era semplice visti i nomi. Era sicuramente un obiettivo della stagione. Ho avuto delle difficoltà perché, arrivato a Birmingham, ho avuto febbre e raffreddore. Grazie al personale medico della Federazione mi sono rimesso in piedi. Con l’ultimo salto a 5.60 ho fatto vedere quello che valevo. In finale non è andata come volevo ma sono lo stesso contento”.
Il livello nel salto con l’asta: “Qualsiasi gara si prova il record del mondo. Chi fa 5.80 è dimenticato da tutti. È difficile anche farsi vedere quando si arriva a certi risultati”.
Le emozioni in pedana: “Faccio quello che mi piace e sono sempre contento di entrare in pedana. È difficile sapere già che al massimo puoi arrivare terzo, anche facendo il risultato della vita. Entrare in pedana e vedere tutti gli atleti che si sostengono è sempre molto bello”.
Il riepilogo della stagione conclusa: “Non ho fatto il personale, è l’unica cosa che è mancata quest’anno. Ho iniziato questo sport a quattordici anni, sono ancora in una fase di apprendimento. Avendo girato tanto per l’Italia ho ancora tanto da imparare. Nel 2019 ho vinto il primo titolo allievi, poi ho fatto un anno di transizione in cui non ho performato come volevo. Da lì in poi mi sono sempre migliorato. L’anno scorso ho fatto il mio personale 5.71 che mi ha portato a Tokyo. Adesso è nato il progetto per Los Angeles 2028”.
Gli spostamenti ed i cambi di guida tecnica: “Ho iniziato a Sanremo ad allenarmi. Poi per motivi di studio sono andato a Torino. Dopo sono tornato a Sanremo ed ora sono a Padova. Dal 2024 ho introdotto un preparatore atletico che mi segue. Credo che cambiare allenatori mi abbia arricchito. Ad oggi sono più consapevole di quello che faccio. Mi sento cresciuto rispetto a chi rimane con lo stesso allenatore. Ho una visione più ampia e la posso sfruttare a mio favore”.
La valutazione sul 2026: “Non ho troppi rimpianti. L’anno scorso non avevo chiuso benissimo. Il 2025 è andato bene nella prima parte. Avevo fatto il mio personale ma poi ho avuto una distorsione alla caviglia. Nel 2026 ci sono state molte novità. Diciamo che con il coach ci siamo conosciuti. Uno degli obiettivi era la finale europea, poi è arrivato anche il bronzo a Taranto nei Giochi del Mediterraneo. Avrei voluto consolidare una misura più alta con il personale ma quest’anno non è arrivato. A livello di rendimento sono contento di come sia andato quest’anno”.
Proseguendo: “Ci vuole del tempo per assimilare cose nuove. Cambiare sempre allenatore può aver rallentato la mia crescita. Ma una volta che metterà insieme tutte le cose apprese il mio salto migliorerà”.
Gli allenamenti: “Io salto con la squadra elitè italiana ma sono l’unico ragazzo. Avere un’altra persona che salta 5.50 o 5.60 sarebbe molto utile. Gli allenamenti sarebbero più movimentati”.
Gli obiettivi per l’anno prossimo: “Nei prossimi giorni farò una riunione per il prossimo anno. Gli obiettivi sono: il Mondiale su tutti, poi la Coppa Europa, gli Europei indoor di Valencia e le Universiadi. La stagione all’aperto è lunga, valuterò se fare le gare indoor”.
La condizione atletica: “Fisicamente sto bene. Ho avuto qualche problema con il polso, lo stesso che mi ha fermato nel 2024. Gli accertamenti sono andati bene. Solo qualche problema tendineo. La prossima stagione sarà contenuta”.
Chiudendo sulle ambizioni future: “L’obiettivo fisso rimangono i sei metri. Con quella misura si può cercare il podio. Cercherò di fare il mio personale e perché no il record italiano”.
