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Tennis

Mahut promuove Zverev ma chiede una prova sul campo: “Deve legittimare il suo numero uno”

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Alexander Zverev
Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev si appresta a salire sul trono del tennis mondiale in una fase del circuito che inevitabilmente alimenta il dibattito. Il tedesco ha costruito la propria scalata attraverso una continuità di rendimento che, numeri alla mano, gli consente di approfittare dell’assenza anticipata di Jannik Sinner, costretto a chiudere anzitempo la stagione a causa del problema al ginocchio destro. Una situazione che riapre però una discussione destinata ad accompagnare il suo eventuale regno al vertice: quanto vale davvero questo numero 1?

Da una parte c’è chi considera il risultato la naturale conseguenza della costanza mostrata da Zverev, capace di rimanere stabilmente ai vertici e di raccogliere i punti necessari per arrivare davanti a tutti. Dall’altra, invece, c’è chi ritiene che il cambio al vertice sia stato favorito dalle vicissitudini fisiche dei due giocatori che hanno dominato il circuito negli ultimi due anni e mezzo, Sinner e Carlos Alcaraz.

Nel dibattito è intervenuto anche Nicolas Mahut, che ai microfoni di Eurosport France ha offerto una lettura tutt’altro che manichea. L’ex tennista francese ha riconosciuto i meriti di Zverev, sottolineando però come per consacrarsi definitivamente da numero 1 debba riuscire a imporsi anche nei confronti diretti contro i principali protagonisti del circuito.

“Mi piacerebbe che lo fosse con grandezza. Non è colpa sua se Alcaraz o Sinner erano infortunati; quando ha avuto rivali per vincere Grand Slam, lo ha fatto. Non ha giocato necessariamente il suo miglior tennis a Roland Garros né agli US Open, ma è sempre stato il favorito, ha assunto la pressione e ha vinto“, ha osservato Mahut.

Il concetto è chiaro: le assenze degli avversari non possono essere imputate a Zverev. Il tedesco ha saputo sfruttare le opportunità che si sono presentate e, soprattutto, ha trasformato la pressione in risultati concreti. Per Mahut, dunque, sarebbe ingeneroso considerare il suo eventuale numero 1 esclusivamente come il prodotto di una congiuntura favorevole.

Resta tuttavia una seconda dimensione, quella della legittimazione sul campo. Ed è proprio qui che l’analisi di Mahut diventa più articolata. “Si ha sempre il ranking che si merita, ma negli scontri diretti contro Alcaraz, Sinner o Djokovic, è stato sconfitto. Vorremmo vederlo battere Carlos in una finale di un Masters o torneo importante per legittimare il suo numero 1 in campo“.

Il ranking, quindi, fotografa una realtà oggettiva: chi occupa la prima posizione ha accumulato più punti degli altri nel periodo considerato e, per questo, merita quella posizione. Ma il numero uno di Zverev potrebbe essere percepito in maniera diversa se arrivasse accompagnato da una vittoria simbolica contro uno dei giocatori che hanno segnato il vertice del tennis recente.

Il riferimento ad Alcaraz non è casuale. Lo spagnolo rappresenta uno dei principali ostacoli sulla strada della piena consacrazione di Zverev, insieme allo stesso Sinner e a Novak Djokovic. Battere uno di questi rivali in una finale di un Masters 1000 o di un altro grande torneo avrebbe, secondo Mahut, un valore ulteriore rispetto a quello già certificato dalla classifica.

È dunque una distinzione tra merito e percezione. Zverev può conquistare il numero 1 perché ha avuto la continuità necessaria per arrivarci, ma per essere riconosciuto unanimemente come il miglior giocatore del momento dovrà probabilmente aggiungere al proprio rendimento anche alcune vittorie emblematiche contro i diretti concorrenti.

Il tedesco, insomma, non deve dimostrare di aver “rubato” il primo posto a nessuno: il ranking premia il percorso compiuto e le occasioni sfruttate. La vera sfida sarà trasformare quel numero accanto al proprio nome in una leadership riconosciuta anche sul piano tecnico e simbolico. Ed è proprio questo, secondo Mahut, il passaggio che ancora manca.

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