Formula 1
Laurent Mekies chiarisce: “In Red Bull non introdurremo nuovi sviluppi per il 2026”
Dal Gran Premio di Monza in avanti, la Red Bull sembra aver cambiato passo, ritrovando una competitività che fino a poche settimane prima appariva tutt’altro che scontata. Nelle ultime cinque tappe affrontate con Max Verstappen, la scuderia di Milton Keynes ha mostrato segnali sempre più evidenti di ripresa, fino a imporsi come una seria candidata alla vittoria.
Il fine settimana di Singapore ha rappresentato la manifestazione più eloquente di questa trasformazione: pole position sia nella Sprint sia nelle qualifiche del Gran Premio, successo nella gara breve e vittoria la domenica. Un dominio che certifica il livello raggiunto dalla RB21 e restituisce all’olandese la possibilità di esprimere tutto il proprio potenziale.
A tracciare un bilancio della crescita è stato Laurent Mekies, soddisfatto dei progressi compiuti, ma attento a non confondere i risultati recenti con la garanzia di una superiorità destinata a durare. Il Team Principal della Red Bull ha riconosciuto i passi avanti della monoposto, sottolineando come la squadra abbia finalmente trovato il ritmo necessario per giocarsi il successo su circuiti dalle caratteristiche differenti.
“Penso che sia un dato di fatto che nelle ultime tre gare avessimo il passo per la vittoria, e in effetti sono arrivati due successi. Per la prima volta in questa stagione avevamo il passo migliore, e si tratta di tre tracciati abbastanza diversi tra loro per supporre che anche su altre piste la monoposto sarà competitiva, ma non è mai scontato“, ha dichiarato.
Mekies invita alla prudenza, ricordando quanto rapidamente possano cambiare i rapporti di forza in F1. “Lo abbiamo visto quest’anno con le due vittorie consecutive da parte della McLaren e le successive difficoltà. La Mercedes ha dominato, e ora sta faticando. Estrarre il massimo potenziale è una lotta ogni weekend di gara. Se dovessimo riuscirci, potremmo lottare per la vittoria“.
Sul fronte dello sviluppo, la Red Bull ha già completato il programma di aggiornamenti stagionali, concentrando le risorse sul futuro senza perdere di vista le opportunità immediate. “Abbiamo completato il nostro programma di aggiornamenti per quest’anno. I valori in campo potrebbero cambiare molto rapidamente se alcuni dei nostri concorrenti dovessero portare altri upgrade. Il nostro programma di sviluppo non cambierà. Dobbiamo focalizzarci sul 2027, e pensiamo che ci sia ancora molto da imparare nel 2026 che ci possa essere utile per il prossimo anno“.
Una parte fondamentale della ripresa porta la firma di Verstappen, il cui contributo tecnico è considerato prezioso da Mekies. “L’input di Verstappen è enorme. Ha una sensibilità tecnica sensazionale, probabilmente senza pari. Ha la capacità di individuare cosa limita la performance. Sfortunatamente per noi, questo non vuol dire che abbiamo una soluzione quando ci dice qual è il problema, ma almeno ce lo dice, ed è un aiuto grandissimo per il team. Sono riscontri costruttivi, ed è una spinta grandissima per lo sviluppo del telaio e del motore“.
Weekend da dimenticare, invece, per Isack Hadjar, decimo al traguardo dopo un fine settimana condizionato da diversi problemi meccanici, tra power unit e cambio. “Abbiamo avuto un weekend orribile dal lato del garage di Isack. Non gli abbiamo dato la possibilità di cogliere dei giri competitivi prima del GP di domenica. Abbiamo accusato una serie di problemi meccanici differenti, alcuni riguardanti la power unit, altri il cambio. I meccanici hanno passato l’intero weekend a cambiare componenti enormi fino al regime di parco chiuso. Non è l’ideale nell’ultima di tre gare consecutive, per giunta con clima caldo e umido“.
La priorità resta riportare la scuderia a un ciclo di successi, facendo leva sulla ritrovata competitività e sulla mentalità di un gruppo che non vuole accontentarsi. “Questo è un team che non ha mai smesso di vincere. L’anno scorso il titolo mondiale ci è sfuggito per due punti. L’obiettivo è tornare a un ciclo di successo. È questo che ci unisce: il mio contributo ha lo stesso peso di quello dei miei 2.000 colleghi. Ciascuno di noi è responsabile di una piccolissima parte del tempo sul giro, a prescindere dalla funzione che ricopriamo. Vincere è l’unica cosa che ci muove. Inseguiamo il successo con un approccio brutalmente onesto tutto nostro. Celebreremo la doppia vittoria, perché è un traguardo fenomenale raggiunto in sole 15 gare, ma siamo concentrati solo su quello che ci separa dalla prossima“.
