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‘La scodata’ di De Chiesa: “Trocker ha un’essenzialità nel gesto. Colturi mi ha impressionato in allenamento”
INIZIAMO DA UN ACCOSTAMENTO ROMANTICO: I RISULTATI DEGLI ULTIMI ANNI DELLE AZZURRE CI HANNO FATTO RIVIVERE I FASTI DELLA VALANGA AZZURRA DEGLI ANNI ’70?
Sono molto d’accordo. Era stata ribattezzata ‘Valanga Rosa’ quella dei tempi della Zini e della Quario, ma non eravamo di certo ai livelli di quella attuale. Goggia e Brignone sono equiparabili a Thoeni e Gros. E’ un binomio intorno al quale si sono affiancate ragazze come Bassino, Pirovano, Curtoni. La Valanga Azzurra di quell’epoca aveva più elementi tra i primi del mondo, era un gruppo foltissimo, ma erano anche altri tempi. Si sicuro a pieno merito sono stati rinverditi i fasti della Valanga Azzurra.
FEDERICA BRIGNONE E SOFIA GOGGIA HANNO ANCORA DELLE CARTUCCE DA SPARARE?
Sicuramente sì. Se la gamba di Federica tornasse come per incanto sana, certo che sarebbe stra-competitiva: ce lo ha dimostrato vincendo le Olimpiadi con una gamba martoriata! Di sicuro deve fare i conti con una spada di Damocle, perché il dolore si fa sentire. Io ho tre sentimenti su di lei. Se smettesse di correre a novembre, sarei egoisticamente molto triste, perché saremmo privati della beatitudine di vederla scendere e disegnare questi arabeschi maestosi. Per me è unica. Volendo però bene a Federica, sarei contento se smettesse per due motivi: uno per la sua salute, perché se dovesse cadere, non oso immaginare cosa potrebbe succedere con la gamba in quelle condizioni. E poi sarei anche molto contento, perché a me piace vedere i grandissimi campioni quando hanno il coraggio di dire basta all’apice, rimanendo nell’Olimpo per sempre e mantenendo quell’aura di imbattibilità.
La Goggia ha avuto una carriera falcidiata dagli infortuni, ha tirato fuori l’anima per superare momenti molto difficili, provando dolore per periodi anche lunghi. Attualmente è anche debilitata. Se dovesse riprendersi bene fisicamente, io non vedo problemi e credo disputerà un’altra grande stagione come la precedente, quando vinse la Coppa del Mondo di superG e un fantastico bronzo olimpico. Può fare una bellissima stagione.
LAURA PIROVANO IN UNA NUOVA DIMENSIONE?
Tutto fa sperare che, grazie a questo risultato pazzesco che ha ottenuto vincendo la Coppa del Mondo di discesa, abbia fatto un passo in avanti che le consenta di stare nel gotha con assiduità. E’ sempre stata bravissima sfiorando il podio, chiaramente adesso le aspettative sono cambiate nei suoi confronti. Si spera che prosegua su quella strada. Sicuramente mi aspetto una Pirovano che continui il trend dell’ultimo scorcio della passata stagione. Potrebbe aver fatto uno step ulteriore per consacrarsi tra le più grandi.
IL RITORNO DI MARTA BASSINO
Quando si era fatta male, non era più la Marta di qualche anno prima ed in gigante era scesa molto in classifica. Premesso che sarebbe stato meglio non farsi male, va però detto che non tutto il male viene per nuocere, e forse l’infortunio è arrivato al momento giusto. In quel periodo era infatti molto stanca e priva di energie, lo vedevo dall’espressione del suo volto e da quello che diceva. Si trovava proprio in un momento di down, quindi questo stop ha interrotto una catena negativa. In seguito ha avuto tempo per rimettersi in sesto e ritrovare se stessa. Inoltre il cambio di materiali potrebbe averle ridato nuova linfa. Inizialmente dovrà fare i conti con pettorali di partenza cui non è abituata, quindi deve ricostruirsi.
LA SPERANZA ANNA TROCKER
Anna Trocker è quella che mi piace di più delle giovani, è sbocciata come meglio non si poteva. Lo scorso anno ha vinto i due titoli mondiali juniores. Ritengo sia stata invece una imbecillità totale mandarla alle Olimpiadi insieme a Giada D’Antonio, perché non aveva ancora partecipato ad una seconda manche in Coppa del Mondo! In virtù dei titoli mondiali, ha potuto partecipare alle finali, dove è entrata in entrambe le gare nelle 10: fantastica! Scia benissimo, ha qualcosa di particolare, ovvero l’essenzialità del gesto che poche hanno di pari livello. Sembra che vada piano, invece va forte. La segue Denise Karbon con il papà Arnold. Ricordiamoci della classe di Denise, che era stata anche la prima italiana a vincere a Soelden. Quindi Anna Trocker è un gioiello da tenere ovattato.
LE FAVORITE PER LA COPPA DEL MONDO GENERALE FEMMINILE
Bisogna capire quali saranno le intenzioni di Shiffrin. Lo slalom è il suo terreno preferito, questa comunicazione di disputare meno gare tra i pali stretti è un po’ sorprendente. Se vuole tornare a fare velocità in un certo modo, forse, mi viene da pensare, vorrà gestire gli impegni in calendario, quindi è probabile che 10 slalom siano troppi per un progetto che guardi anche alle prove veloci. Emma Aicher sarà un osso duro, attualmente è l’unica polivalente a 360°, ma ricordiamoci che anche Shiffrin potrebbe tornare ad esserlo, visto che ha già vinto in tutte le discipline. Ho visto sciare Lara Colturi in allenamento sui nuovi materiali. Mi pare che fisicamente abbia messo cavalli in più nel motore, essendosi preparata a Salisburgo con Hager, allenatore in passato di Vonn e Pinturault. L’ho vista molto centrale nell’assetto in gigante: mi ha impressionato. Per la generale non credo sia ancora pronta, perché non so quanti superG disputerà e, nel caso, come andrà nella velocità. Per competere con Shiffrin ed Aicher, hai bisogno di fare almeno tre discipline. Lara Colturi adesso ha anche il francese Clarey come suggeritore per le discipline veloci. Per quanto riguarda le coppe di specialità, mi aspetto molto da Julia Scheib in gigante e da Camille Rast in entrambe le discipline tecniche.
UNA POSSIBILE RIVELAZIONE AZZURRA
Lara Della Mea ha fatto una grande stagione lo scorso anno, vediamo se riesce a sbloccarsi salendo sul podio. E’ nata come slalomista, ma ultimamente mi sembra più a suo agio in gigante.
GIOVANNI FRANZONI FARO DEL MOVIMENTO ITALIANO MASCHILE
Chiaramente è la punta di diamante del nostro sci. Ha vinto il superG di Wengen, poi si è imposto a Kitzbuehel battendo Odermatt ed è arrivato secondo alle Olimpiadi. E’ veramente forte, scia in un modo eccezionale, fisicamente è cresciuto tantissimo. Penso che abbia lavorato alacremente sulla potenza, senza snaturare però la componente tecnica. Può fare veramente molto bene.
ODERMATT SENZA RIVALI PER LA GENERALE?
Schwarz non farà più lo slalom, quindi non so quanto potrà essere competitivo per la generale. Non c’è nessuno che può impensierire Odermatt, a meno che Braathen non gareggi anche in velocità, diventando competitivo. Inoltre teniamo presente che nello slalom maschile possono esserci almeno una decina di vincitori ad ogni gara, non c’è un dominatore che possa incamerare fieno in cascina. Questo rende ancora più arduo il compito del brasiliano. Odermatt invece eccelle in tre specialità più solide, ovvero discesa, superG e gigante.
POSSIBILE UN CANTO DEL CIGNO PER DOMINIK PARIS?
Paris ha dimostrato di essere tornato super competitivo su certe piste, magari non sempre costante come un tempo, ma abbiamo visto che tipo di zampate è in grado di dare. Può regalarci ancora qualche vittoria.
POSSIBILI NOMI NUOVI NELLA VELOCITÀ
Alliod è sicuramente molto bravo: in discesa si impiega più tempo a consolidarsi, serve l’esperienza. Lo scorso anno ha fatto delle ottime gare. Carattere e capacità non gli mancano. Anche Gregorio Bernardi è molto bravo, ma andrà valutato dopo due anni difficili a causa di vari problemi fisici.
VENIAMO ALLE NOTE DOLENTI: LE SQUADRE DI GIGANTE E SLALOM
La squadra di gigante è oggettivamente mediocre. Vinatzer si è consolidato tra i primi 10 al mondo, però fa fatica su certe nevi da un certo punto della stagione in poi. Per quanto si è visto fino a marzo, una luce in fondo al tunnel non c’è ancora. Bisogna che la accendano a partire da Soelden. Più che una luce, però, direi che serve un bel farone da stadio. Per risollevarsi da questa situazione generale ce ne vuole…
