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Tennis

Kukushkin ricorda la vittoria su Sinner: “Già allora c’era un aspetto che avrebbe fatto la differenza”

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Mikhail Kukushkin
Mikhail Kukushkin / LaPresse

Con la sconfitta subita ieri per mano del greco Stefanos Tsitsipas nell’ATP 250 di Almaty, si è chiusa la carriera agonistica del kazako Mikhail Kukushkin, che ha scelto il torneo di casa per dare l’addio al tennis giocato, proprio come accaduto oggi a Bruxelles al belga David Goffin.

Il kazako nella conferenza stampa successiva al match ha parlato della vittoria nell’unico incrocio con Jannik Sinner, andato in scena a San Pietroburgo nel 2019: Kukushkin vinse per 6-3 7-6 (4), poi i due non si sono più sfidati, e quindi il kazako oggi ha chiuso la carriera in vantaggio negli scontri diretti con l’azzurro.

Kukushkin ricorda il match contro Sinner: “Sinner era giovanissimo, ma giocava già benissimo. Si vedeva che aveva qualcosa di speciale. Mi aveva colpito soprattutto il suo atteggiamento: era molto aggressivo, concentrato, sicuro di sé. Credo che proprio questa fiducia nel suo tennis sia stata fondamentale per la sua crescita. Fin da giovanissimo credeva moltissimo nel proprio gioco e ha continuato a fidarsi delle sue caratteristiche“.

Il kazako chiude la carriera con un saldo positivo contro l’azzurro: “Non era facile prevedere che sarebbe diventato il numero uno del mondo e avrebbe vinto così tanti Slam, ma già allora aveva qualità diverse dagli altri. Colpiva con un’aggressività impressionante, realizzava tantissimi vincenti. Sono contento di essere ancora in vantaggio 1-0 negli scontri diretti, è una bella statistica per me. Naturalmente so che allora era molto giovane, ed è anche per questo che sono riuscito a batterlo“.

Il divario tra Sinner ed Alcaraz ed il resto del mondo: “Sono semplicemente ad un altro livello. Riescono a fare cose che la maggior parte degli altri giocatori non può fare, credetemi. Sono incredibili fisicamente ed atleticamente. Oggi tutti giocano in maniera aggressiva, colpiscono forte, sono preparatissimi, ma loro hanno qualcosa in più“.

Le differenze tra l’azzurro e lo spagnolo: “Jannik riesce a colpire fortissimo dalla linea di fondo, sembra che possa fare qualsiasi cosa con la palla. E ha migliorato moltissimo anche il servizio, un elemento fondamentale nel tennis moderno. Carlos, invece, può fare davvero qualsiasi cosa con la racchetta. Ha una smorzata incredibile, trova angoli straordinari. Ed il suo modo di usare le gambe, se lo osservate attentamente, anche quando si sposta lateralmente non le distende quasi mai completamente. Rimane sempre molto basso, con le ginocchia piegate. È una cosa difficilissima dal punto di vista fisico, ma gli permette di essere aggressivo ed allo stesso tempo costante. Ha una stabilità incredibile. Quando riesci a colpire così forte mantenendo quella regolarità, diventa difficilissimo affrontarti“.

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