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Tennis

Immortale Novak Djokovic! Ferma la corsa di Zverev e accede in semifinale a Pechino!

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Novak Djokovic
Novak Djokovic / LaPresse

Ci sono occasioni nelle quali il dilemma di Novak Djokovic, per Alexander Zverev, rimane senza soluzione. Il serbo si guadagna la semifinale dell’ATP 500 di Pechino superando il tedesco per 4-6 6-4 6-4 e rimanendo ancora imbattuto nella capitale cinese, dove la sequenza di partite consecutive da lui vinte si allunga a 32, senza nessuna sconfitta in ogni occasione in cui si è presentato. Ora la semifinale con Daniil Medvedev, anche se contro il russo la vera domanda riguarderà i tempi di recupero.

Già nel primo set succedono cose particolari, perché nel secondo game Zverev, vistosi tornare indietro una risposta magistrale a una prima a 222 km/h, si lamenta perché dice di aver visto un cambio sul ledwall dietro Djokovic al servizio e anche per una situazione di hindrance. La protesta viene accolta, con il serbo che non è minimamente d’accordo. Il tutto con il tedesco che, pochi minuti prima, aveva ottenuto il break con una partenza lenta da parte dell’ex numero 1. Gli scambi sono già in questa fase lunghi e lottati, e nel quarto game Zverev deve salvarsi nei propri turni di battuta. Dopo una fase non di quelle particolarmente lunghe, Djokovic deve faticare, e non poco, per riuscire a restare nel set: sotto 5-3 annulla una chance in tal senso al tedesco, riuscendo poi a procurarsi due palle break con un gran passante di rovescio. Zverev, però, riesce a ricomporsi, a servire molto bene e a chiudere per 6-4.

Ripartenza senza brividi per entrambi. Anzi, per tre. Due sono Zverev e Djokovic, l’altro è un elemento distinto che inizia a chiamarsi prima di Zverev, che entra sempre. E per sempre s’intende sempre: in ogni singolo punto, il tedesco la spedisce in campo, a qualsiasi velocità, e si prende quasi un quindici dopo l’altro, senza mai fermarsi. Una sequenza di proporzioni viste molto raramente, dietro alla quale però Djokovic riesce a stare, anche a costo di dover annullare una palla break derivante da una gran risposta di dritto lungolinea del giocatore di Amburgo. Oltre a entrare in campo, però, la prima dovrebbe indirizzare il punto. E questo, nel decimo game, a Zverev non accade: va sotto 0-30, poi sbaglia la volée di rovescio sul 15-30 e, sul 15-40, gioca l’unica seconda del parziale. Fatale. Djokovic gli prende tempo, rete e volée di dritto: 6-4, si va al terzo.

Al ritorno in campo i due continuano a lottare furiosamente, perché già sull’1-1 c’è una palla break a favore di Zverev, che la spreca malamente con il dritto. Si va avanti con un po’ meno lotta nei game, ma non necessariamente dei punti, che continuano ad esaltare un centrale di Pechino che ha tutte le tinte dell’esaurito di fronte a una sfida che, da dovunque la si veda, continua a essere generazionale (e lo è dallo scorso decennio). Sul 5-4 per Djokovic, improvvisamente, il tedesco torna a tremare al servizio: c’è un primo match point, che se ne va dopo uno scambio davvero lunghissimo e un rovescio che vola via da parte del serbo. Questi, però, la seconda chance la sfrutta bene, o meglio lascia che sia l’avversario a buttare l’ultimo dritto in rete.

Djokovic vince questa sfida tirando sì 26 vincenti contro 27, ma anche commettendo meno errori gratuiti (18-25). Ancora una volta, per lui ci sono dei momenti in cui la sfida al tempo sembra fermarsi. Questo è uno di essi, in un luogo che non ha mai smesso di apprezzare. Appare concreta anche la chance di rientrare nella Race per Torino, anche se questo dipenderà chiaramente pure dai prossimi tornei.

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