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Rugby

Il rugby piange la scomparsa di Hyron Andrews: il gigante sudafricano dei Lions aveva 31 anni, aperta un’inchiesta

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Hyron Andrews
Hyron Andrews / LaPresse

La stagione europea del rugby si apre con una tragedia che scuote profondamente il mondo della palla ovale. Hyron Andrews, seconda linea sudafricano dei Lions di Johannesburg, è morto a 31 anni mentre si trovava in Francia con la squadra, impegnata nella preparazione al debutto in Champions Cup.

Il giocatore è stato trovato senza vita quest’oggi nella propria camera all’hotel Atalante, sull’Île de Ré, nei pressi di La Rochelle. La sua scomparsa lascia la moglie Maighlin e due figli piccoli.

Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 10, quando Andrews è stato individuato privo di sensi nella cabina doccia della stanza, chiusa dall’interno. Circa un’ora prima aveva effettuato una sessione di hammam. I compagni e i membri dello staff hanno immediatamente allertato i soccorsi, che hanno tentato a lungo di rianimarlo. Le condizioni del giocatore, tuttavia, erano già gravissime: l’arresto cardiorespiratorio si è rivelato fatale.

Le prime informazioni diffuse dalla federazione sudafricana SA Rugby e dalla Procura di La Rochelle indicano come possibile causa un malore improvviso, seguito da una caduta accidentale. Per chiarire la dinamica e stabilire con precisione le cause del decesso, le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia. Al momento, dunque, la ricostruzione resta subordinata agli accertamenti medico-legali.

Alto oltre due metri, Andrews era un giocatore dalla presenza fisica imponente, ma anche una figura apprezzata nell’ambiente rugbistico internazionale. Cresciuto negli Sharks di Durban, aveva costruito in Sudafrica le basi della propria carriera prima di trasferirsi in Inghilterra, dove aveva indossato la maglia dei Sale Sharks per due stagioni, collezionando 45 presenze. Nel suo percorso figurava anche l’esperienza con la Nazionale sudafricana U20. Nell’estate del 2026 aveva scelto di tornare in patria per unirsi ai Lions, con cui aveva appena iniziato una nuova avventura sportiva.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio in Sudafrica e nel resto della comunità internazionale del rugby. Il presidente di SA Rugby, Mark Alexander, ha definito la morte del giocatore una “perdita devastante“, sottolineando il dolore per una vita spezzata prematuramente.

In accordo con la famiglia, i Lions hanno deciso di disputare regolarmente la partita di Champions Cup contro La Rochelle, in programma domani allo Stade Marcel-Deflandre. La squadra scenderà in campo con il lutto al braccio e prima del fischio d’inizio sarà osservato un minuto di silenzio. Un omaggio al compagno scomparso, mentre il mondo del rugby si stringe attorno ai suoi familiari.

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