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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Ginnastica artistica, Giappone in testa ai Mondiali. Targhetta scruta gli armeni, russi in spolvero

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Daiki Hashimoto
Daiki Hashimoto / Lapresse

Alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi) sono incominciati i Mondiali 2026 di ginnastica artistica. Ad aprire le danze sono state le qualificazioni maschili: nella giornata odierna sono andate in scena le prime quattro suddivisioni, il turno preliminare terminerà domani mattina, quando saranno coinvolti gli ultimi due gruppi (l’Italia scenderà in pedana alle ore 10.00). Ricordiamo che si qualificheranno alle finali le migliori otto squadre, i primi ventiquattro all-arounder e otto atleti per ciascuna specialità (sempre nel rispetto della regola dei passaporti).

Il Giappone ha messo in chiaro le cose con uno schiacciante 254.529 e ha fatto capire di puntare dritto alla medaglia d’oro, ma bisognerà vedere quale sarà la risposta della Cina nella giornata di domani, in vista della finale a squadre di martedì. Alle spalle degli asiatici, ben distanziati, si sono piazzate la Gran Bretagna (251.460) e la Russia (249.162), mentre gli USA sono quarti (244.228) davanti alle inattese Olanda (242.995) e Colombia (242.727).

Il russo Arsenii Dukhno ha dato un chiaro segnale al corpo libero, eseguendo un esercizio rimarchevole (5.9 di difficoltà, 8.7 di esecuzione) e mettendo la freccia con un sontuoso 14.700, utile per precedere lo statunitense Richard Frederick (14.233) e il britannico Jake Jarman (14.133). L’altro russo Ilia Zaika si è rivelato magistrale agli anelli (5.7 il D Score) e si è meritato la pole position provvisoria con 14.533, un piccolo margine nei confronti del britannico Courtney Tulloch (14.500) e dell’armeno Artur Avetisyan (14.233).

Gabriele Targhetta ha osservato da vicino gli sviluppi al cavallo con maniglie, la specialità di cui è Campione d’Europa in carica. Il ventenne brianzolo andrà a caccia della finale per poi puntare al podio, oggi i migliori sono stati i due armeni, saliti sul podio di Zagabria alle sue spalle un paio di mesi fa: Hamlet Manukyan primeggia con 14.933 (5.9 di difficoltà) davanti al connazionale Mamikon Khachatryan (14.733), ma attenzione anche allo statunitense Patrick Hoopes (14.666), al sudcoreano Hur Woong (14.633) e al giapponese Daiki Hashimoto (14.533), mentre l’irlandese Rhys McClenaghan (settimo con 14.400) rischia l’eliminazione.

Al volteggio i migliori sono stati Jarman e l’armeno Artur Davtyan (14.633), davanti all’ucraino Nazar Chepurnyi (14.450). La scuola nipponica ha brillato alle parallele pari: 14.866 per Oka Shinnosuke, 14.800 per Hashimoto e 14.800 per Shohei Kawakami (fuori dalla finale di specialità per la regola dei passaporti, 8.9 di esecuzione contro 9.1 del compagno di squadra), ma tutti sono alle spalle dello scatenato croato Illia Kovtun (14.900 per il ginnasta in passato in forza all’Ucraina).

Hashimoto ha poi sbagliato alla sbarra ed è eliminato, al momento guida Kawakami (14.600) davanti al taiwanese Tang Chia-Hung (14.566) e a Oka (14.500). Oka Shinnosuke svetta in testa al concorso generale individuale con il punteggio complessivo di 85.098, precedendo Hashimoto (84.632), il russo Arsenii Dukhno (83.866), l’altro nipponico Shohei Kawakami (83.699, già out dalla finale), Jake Jarman (83.698) e Kovtun (83.099).

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