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Ginger Caimi, la nuova promessa del surf italiano: “I miglioramenti non arrivano di colpo, ma perseverando”

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Nella nuova puntata di Talent Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, l’attenzione si è spostata sul surf. L’ospite è infatti stata Ginger Caimi, promessa del surf italiano in questi giorni occupata ad El Salvador per disputare il Mondiale. La quattordicenne azzurra ha raccontato gli inizi della sua giovane carriera ed ha chiarito l’obiettivo di rimanere nel World Tour e continuare a migliorare.

Le acque di El Salvador, località che ospita il Mondiale: “Questa mattina il mare era bello, inizia ad esserci tanta gente ed è difficile prendere onde. Ci sono già la squadra giapponese e quello olandese. El Salvador si inizia a popolare”.

L’aria che si respira: “L’atmosfera è sempre bella soprattutto con il longboard. Poi quando inizia la gara siamo tutti più competitivi e meno amici”.

Gli inizi col surf: “Ho iniziato quando avevo 3-4 anni grazie a mio papà. Lui ha iniziato con lo short e poi si è avvicinato a longboard. Lui ha avuto l’idea di avvicinarmi al longboard. Poi ho provato lo short facendo gare in tutte e due le specialità. Alla fine, ho scelto il long perché andavo meglio e mi ero appassionata. Secondo me è anche più divertente”.

Il footwork sulla tavola: “Il lavoro con i piedi che faccio sulla tavola mi aiuta. Da piccola ho fatto danza quindi sicuramente ha contribuito. Prima andavo in skate, ma ho smesso per paura di farmi male”.

Proseguendo: “Il mio allenatore è mio padre. Ho cambiato tante cose da quando ho iniziato. In primis le tavole ma anche il mio surfing. Prima non ero potente perché il mio peso non era sufficiente. Adesso sto mettendo su più peso e muscoli che aiutano sulla tavola. Adesso riesco ad effettuare bene i giri”.

L’inizio difficile con il longboard: “È stato difficile abituarsi al longboard. Per un’adolescente è difficile concentrarsi quando sei in acqua. Adesso sto cercando di concentrarmi di più. C’è stato un periodo in cui mi sono fermata, ma ora sto proseguendo nei miglioramenti”.

Gli step in avanti: “All’inizio mi allenavo tanto, ma vedevo che non miglioravo. Nel surf di colpo non si fa uno step in avanti. Facendo sacrifici ed allenandosi i miglioramenti arrivano. È stata solo una questione di tempo”.

Il ruolo dell’allenatore: “A volte mi accompagna in acqua. Adesso sta tante volte fuori e mi segue facendo video. Serve per darmi consigli ma soprattutto a motivarti e farti fare esercizi. Ogni serfista in acqua sa già cosa fare”.

Le emozioni in gara: “Io in gara sono sempre spensierata, credo che bisogna divertirsi. Se non ci si diverte non è lo sport per te. Io ascolto musica e sono spensierata anche prima di competizioni importanti. È stato sempre così anche quando ero piccola”.

I momenti più difficili: “Quando ero piccola commettevo errori perché non avevo chiare tutte le cose. In una heat non devi fare errori ma è difficile. Quando manca poco tempo faccio molti errori e so che devo essere più veloce per prendere le onde. In quei casi sento che ho più pressione e sono un po’ più nervosa. Ma un’atleta sa come aggiustare le cose”.

Gli idoli nel surf: “Non ho tanti idoli nel surf ma Honolua Blomfield è una delle mie preferite. Quando ho fatto il mio primo mondiale lei era una delle mie super fan. Adesso non più perché prima ero una bambina, ora siamo in competizione tra di noi”.

Il rapporto con la vittoria e con la sconfitta: “Vincere è sempre bello. In ogni gara si parte con l’obiettivo della vittoria. La sconfitta è sempre brutta. Quando ho partecipato al mio Mondiale non avevo grandi aspettative. Ho vinto le due heat e non ci potevo credere. Mi sarebbe piaciuto andare più avanti ma sono stata eliminata. Nonostante ciò, ero contentissima per quello che avevo fatto”.

Cosa daresti e cosa prenderesti da un’altra surfista: “Scambierei con una ragazza giapponese la sua abilità nella zona critica tra il cadere e lo stare in piedi. Lei fa benissimo questo. A lei invece darei il mio stile, è bravissima ma potrebbe avere più stile sulla tavola”.

La formazione: “Io faccio una scuola tutta in inglese. Ho iniziato tre anni fa con la scuola online. È molto diversa rispetto a quella italiana. Ho più tempo perché posso recuperare le lezioni. Questo mi aiuta a gestirmi con le competizioni e gli allenamenti. Ho tanto tempo libero che occupo disegnando”.

Uno sguardo al lontano futuro: “Ho sempre pensato di fare la professionista ed in futuro insegnare a surfare. Oltre in disegno ha anche la passione per la fotografia”.

I prossimi obiettivi: “Per questo Mondiale vorrei migliorare il sedicesimo posto dell’anno scorso. Vorrei arrivare nella top10 e per il World Tour qualificarmi anche per l’anno prossimo arrivando nelle prime dodici posizioni”.

CLICCA QUI PER L’INTERVISTA COMPLETA A GINGER CAIMI

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