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CiclismoStrada

Diego Bragato e il futuro del quartetto femminile: “Dobbiamo crescere con forze nuove e rientri: segnale significativo”

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Team pursuit femminile
Team pursuit femminile / IPA Sport

Un argento che conferma la continuità del settore femminile italiano e indica la direzione da seguire in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. Ai Mondiali di ciclismo su pista di Shanghai, il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre ha chiuso al secondo posto la finale contro la Gran Bretagna, al termine di una prova nella quale l’Italia è riuscita a tenere testa alle avversarie nella prima parte, prima di subire il ritorno britannico.

Per Elisa Balsamo e per il commissario tecnico Diego Bragato, il risultato rappresenta una conferma del lavoro svolto, ma anche uno stimolo a proseguire nel percorso di crescita.

La finale ha visto l’Italia schierare Chiara Consonni, Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini. Dopo aver superato la Germania nel turno precedente in 4’06”771, facendo segnare il nuovo record italiano e precedendo le rivali di 914 millesimi, le azzurre si sono giocate il titolo contro la Gran Bretagna. La formazione britannica ha conquistato l’oro in 4’04”610, mentre l’Italia ha concluso in 4’09”967. Un epilogo che ha impedito alle campionesse uscenti di confermarsi sul tetto del mondo, senza però cancellare il valore di un altro podio iridato.

Elisa sottolinea lo sforzo profuso dalla squadra e la consapevolezza di poter continuare a competere ai massimi livelli. La delusione per il mancato oro lascia spazio alla soddisfazione per una prestazione che conferma la competitività del gruppo. “Abbiamo dato tutto quello che avevamo – commenta Balsamo domani impegnata anche nell’Omnium –. La Gran Bretagna oggi è stata più forte, ma credo che possiamo essere soddisfatte di questo argento. Abbiamo dimostrato ancora una volta di essere un gruppo competitivo, capace di lottare per le medaglie più importanti. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla strada giusta“.

La stessa prospettiva emerge dalle parole di Bragato, che mette al centro il valore della finale raggiunta e la necessità di guardare oltre il risultato immediato. La riconferma ai vertici mondiali costituisce un passaggio importante, ma il progetto tecnico è orientato a un obiettivo più ampio: costruire una squadra sempre più competitiva in vista dei Giochi olimpici di Los Angeles, favorendo l’inserimento di nuove atlete e il recupero di elementi importanti.

“Era importante conquistare questa finale e riconfermarsi tra i migliori al mondo. L’obiettivo è assolutamente raggiunto, ma il nostro lavoro guarda a Los Angeles. Dobbiamo continuare a far crescere il gruppo, inserendo forze fresche e recuperando elementi importanti. Abbiamo dato un segnale significativo anche con una Venturelli per ora fuori gioco e che ci auguriamo torni presto“, ha spiegato.

Il riferimento a Federica Venturelli evidenzia come la costruzione del gruppo passi anche dalla possibilità di recuperare risorse preziose e ampliare le alternative a disposizione dello staff. Il risultato di Shanghai, quindi, non si esaurisce nella medaglia.

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