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Curling, il “nuovo corso” dell’Italia è partito dal Challenge di Cembra, tappa cruciale per la crescita dell’intero movimento
La scorsa settimana, a Cembra, si è disputato il cosiddetto “Challenge”, ossia il torneo di qualificazione per stabilire chi rappresenterà l’Italia agli imminenti Campionati Europei di curling, che si terranno a Ostrava (Cechia) dal 27 ottobre al 1° novembre. Il nuovo corso del curling azzurro ha pertanto vissuto una tappa cruciale nel suo percorso di crescita complessiva.
Dopo avere fornito incoraggianti riscontri negli eventi internazionali disputatisi in Canada tra agosto e settembre, in campo maschile, il pass è stato conquistato dal Team Spiller, che ha rimontato il Team Retornaz nella finale, al termine di cinque combattuti match. Difatti Stefano Spiller, Amos Mosaner, Sebastiano Arman e Cesare Spiller, dopo essere stati sconfitti nei primi due incontri, hanno avuto il merito di riuscire a ribaltare la situazione ai danni del team formato da Joël Retornaz, Stefano Gilli, Andrea Gilli e Alberto Pimpini.
Nel settore femminile è stata ben più netta la vittoria del Team Zardini Lacedelli, composto da Giulia Zardini Lacedelli, Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto e Rachele Scalesse. Il quartetto, in finale, ha conseguito uno sweep sul nuovo Team Constantini, formato da Stefania Constantini, Angela Romei, Lucrezia Grande e Allegra Grande.
Il risultato, sia per quanto riguarda gli uomini che per quanto concerne le donne, ha pienamente rispettato con i pronostici della vigilia. L’Italia sarà rappresentata agli Europei dalle proprie squadre più forti. La nota più lieta è tuttavia un’altra, ossia il fatto che in questo momento storico, il movimento azzurro possa contare addirittura su tre squadre per settore con velleità di competere ai massimi livelli dell’arena internazionale.
Non mancano perciò i presupposti affinché il livello complessivo dell’intero curling italiano possa alzarsi, facendo leva su una sana concorrenza interna, come avviene da tempo in altri Paesi. Non si arriverà mai ai livelli del Canada, ma quanto sta accadendo in Italia è la normalità da tempo in nazioni quali Scozia, Svezia e Svizzera.
