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Ciccone lascia la Lidl-Trek: l’atto finale sarà al Giro di Lombardia

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Giulio Ciccone
Giulio Ciccone / LaPresse

Ci sono addii che si consumano in silenzio e addii che esplodono alla vigilia di una Classica Monumento. Quello tra Giulio Ciccone e la Lidl-Trek appartiene alla seconda categoria: il comunicato è arrivato oggi a meno di ventiquattr’ore dal via del Giro di Lombardia, che domani diventerà a tutti gli effetti l’ultima “recita” del corridore abruzzese con la maglia della formazione statunitense.

Una notizia di ciclomercato importante, perché il contratto del trentaduenne di Chieti correva fino al 2029 e la rescissione anticipata ha colto di sorpresa anche chi in queste settimane seguiva le voci in circolazione.

La nota, pubblicata sul profilo X della squadra, non lascia spazio a polemiche. “La Lidl-Trek e Giulio Ciccone hanno deciso di comune accordo di separare le proprie strade; ciò significa che Il Lombardia sarà l’ultima gara del corridore italiano con i nostri colori. Vogliamo ringraziare Giulio per tutto ciò che ha fatto per la squadra e augurargli il meglio per il futuro“.

Il linguaggio è quello delle separazioni consensuali, con la parola “mutual” a fare da cornice a un divorzio che, almeno formalmente, nasce da una scelta condivisa. Resta da capire cosa abbia convinto le due parti a interrompere con tre stagioni d’anticipo un rapporto così lungo.

Ciccone era approdato alla struttura nel 2019, quando il team si chiamava ancora Trek-Segafredo. In otto stagioni ha costruito un bottino solido per un corridore capace di muoversi tra corse a tappe e classiche dure: tre successi di tappa al Giro d’Italia (2016, 2019 e 2022), due maglie di miglior scalatore alla corsa rosa (2019 e 2026) e la maglia a pois al Tour de France 2023.

Gli ultimi due anni hanno confermato una maturità tecnica non scontata: nel 2025 sono arrivati il successo alla Donostia San Sebastián Klasikoa e il secondo posto alla Liège-Bastogne-Liège; nel 2026 il secondo posto al Grand Prix Cycliste de Québec e un titolo europeo sfuggito per pochi centimetri, nel confronto diretto con Remco Evenepoel.

Dopo le esperienze giovanili con Team Colpack, Team Palazzago e ASD Euro 90 Cicli Masciarelli, l’abruzzese si mise in luce alla Bardiani-CSF, dove corse dal 2016 al 2018. Fu lì che arrivarono le prime vittorie importanti: la tappa del Giro d’Italia 2016 con arrivo a Sestola e il successo al Giro dell’Appennino 2018. Risultati che attirarono l’attenzione di una squadra di vertice e gli permisero di consolidare il proprio profilo di scalatore e cacciatore di tappe nella massima categoria.

Sul dopo, le indiscrezioni delle ultime settimane indicano una destinazione precisa: la Pinarello Q36.5, formazione nata dalla collaborazione tra il marchio di biciclette Pinarello e l’abbigliamento tecnico Q36.5. La firma, però, non è ancora arrivata e l’ufficialità del nuovo contratto è attesa a breve. A 32 anni Ciccone resta un profilo appetibile, soprattutto per la sua abilità sulle tappe alpine e sulle classiche più dure: un valore di mercato che spiega l’interesse e che dà forza all’ipotesi di un passaggio già ben avviato.

Intanto, però, c’è ancora una corsa da onorare. Domani, sulle strade del Lombardia, il corridore italiano indosserà per l’ultima volta i colori della squadra con cui ha vissuto gran parte della sua carriera da protagonista.

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