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Atletica

Chiara Rosa: “Ero tra le prime 10 al mondo, ma 6 di queste squalificate a vita. Il doping era sistematico”

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Chiara Rosa
Chiara Rosa / Olycom

Il getto del peso femminile in Italia sta attraversando un periodo complicato. Chi è stata una colonna di questa specialità per il Bel Paese è stata sicuramente Chiara Rosa, che tuttora la primatista nazionale con 19,15 metri (primato all’aperto, ma quello assoluto è di Assunta Legnante, 19.20 metri ottenuti al coperto), record che ormai dura da oltre vent’anni. La veneta ha raccontato tutta la sua carriera ad OA Focus, la trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, in un’intervista molto vera e sincera, toccando temi importanti come il doping che ha coinvolto direttamente la sua specialità e che forse le ha anche condizionato un po’ la sua vita da atleta.

Sulla decisione di ritirarsi: “Non ho mai avuto dubbi, anche perché ci sono arrivata dopo tanti anni con un bel percorso. Non mi manca l’agonismo, mi alleno regolarmente. Io sono della categoria che quando è il momento bisogna smettere e ho centrato il momento giusto. A volte quando guardo le gare mi emoziono, ma perché sono un’emotiva. Però è stato tutto così difficile, pesante, stressante che sicuramente non mi manca. Poi certo non rinnego nulla, perché è stato bellissimo, ma ho vissuto davvero in un vortice. Ho smesso quando volevo io e va bene così”.

La crescita esponenziale dell’atletica italiana, con davvero tanti giovani protagonisti: “Sono stata capitana per tanti anni e metà degli atleti che ancora incontro mi dicono ‘Ciao Capitana’. Per capire io ho gareggiato con Fiona (May, ndr) e Larissa (Iapichino, ndr) è stata matricola con me. Ne ho vista di gente, sono felicissima di come sta andando. Ho vissuto l’atletica di quando eravamo forti nella vecchia Coppa Europa. Adesso sono molto felice per loro, ma anche un po’ invidiosa dei loro risultati. Io ho fatto un Europeo dove vincevamo tre medaglie per grazia divina ed ora ventidue anche quando si rompono quelli forti”. 

Cosa è cambiato nell’atletica italiana: “Ho visto la base del cambiamento. Lo spartiacque sono state sicuramente le Olimpiadi di Tokyo. Io avevo fatto la Coppa Europa a Silesia in quel mese di maggio e nessuno si ricorda che siamo arrivati secondi per pochissimo. Sono andata io a prendere il premio, anche perché Tamberi non ha partecipato e purtroppo non siamo riusciti a sostituirlo altrimenti avremmo vinto la Coppa Europa proprio alla mia ultima maglia azzurra. Io ho visto già quella volta dei ragazzi che non avevano paura di nulla, un gruppo pazzesco, del quale mi prendo anche un po’ di merito visto che ho sempre cercato di far passare il concetto della squadra. Poi il tutto si è materializzato a Tokyo. Poi abbiamo sicuramente abbiamo avuto anche un bel parterre di allenatori, fisioterapisti, dirigenti. Tutto quello che serve per eccellere nel professionismo. Ne serviranno ancora tanti, ne servono sempre di più, ma alla fine abbiamo capito che siamo forti anche noi e bisogna aggiornarsi”. 

La situazione del peso femminile italiano: “Finalmente qualcosa si muove, anche se sicuramente è una disciplina complicata. Penso che le ragazze che ci sono adesso sono molto dotate, anche più di me credo. Sono forti, sono motivate. Anita Nalesso per esempio la conosco ed è già pronta a lanciare lontano. Bisogna aspettare solo un pochino e vedere cosa andranno a creare. Il peso pesa, è mortificante, anche perchè quando lanci le prime volte vedi misure piccole. Metà delle ragazzotte forti e potenti le perdiamo e vanno in altri sport, le altre metà vanno ad incontrarsi con una disciplina difficile. Poi comunque ora il peso femminile a livello mondiale si sta evolvendo, con tutte le ragazze che fanno venti metri, lanciano tutte in rotazione e c’è un livello medio mostruoso”.

Chiara Rosa ha dovuto affrontare un’epoca complicata per l’atletica con i dubbi di un doping dilagante e con tante squalifiche proprio nel getto del peso: “Io sono stata per dieci anni almeno tra le prime dieci al mondo. Di queste dieci almeno sei sono state squalificate a vita. Dunque in quel momento io ero quarta al mondo. Io sono rimasta fuori dalla finale di Londra per sei centimetri e la settimana dopo hanno squalificato quella che ha vinto. Lo vedevo che qualcosa non andava, avevo la cognizione di causa di capire che qualcosa di strano c’era. Ho vinto un bronzo europeo cinque anni dopo la gara proprio per una squalifica, è stato bello sicuramente, anche se molte gare mi chiedo come sarebbero potute andare. Ai miei tempi il doping era abbastanza sistematico. Nel 2011 abbiamo fatto tutti il passaporto biologico e da lì ad ogni gara c’era un controllo continuo e finalmente ha cominciato a funzionare il sistema antidoping e ne hanno pescate veramente moltissime. Tutto questo non si era mai potuto dire, ma tutto questo incide sulla carriera di una persona come me. Ho gareggiato con atlete che un facevano 16 metri e l’anno successivo dal nulla lanciavano a venti metri. Purtroppo questo è un discorso che ho sempre affrontato poco”.

Un punto di riferimento per il peso in Italia per tanti anni, dove è stata veramente l’unica interprete ed una colonna, con un numero incredibile di titoli nazionali vinti outdoor e indoor: “All’inizio c’era Assunta da battere e per me è stata metà dei motivi per cui ho lanciato lontano. Eravamo in tre ai tempi, perchè c’era anche Cristiana Checchi. Io sono cresciuta con l’obiettivo di battere Assunta, perchè era una fonte d’ispirazione e mi ha spinto sempre tantissimo a migliorarmi. Poi dico sempre che lei è stata più completa di me, visto che ha lanciato meglio indoor. Ricordo che eravamo tre pesiste sopra i 18 metri agli Europei e forse non si sono resi conti ai tempi di quello che eravamo”. 

Sul rapporto con Assunta Legnante: “Mi è ovviamente dispiaciuto quello che le è successo, ma io la vedo sempre come quell’Assunta che dovevo battere, come quella fonte d’ispirazione che mi ha portato a migliorarmi. Un’atleta fortissima e che ha fatto delle misure anche da non vedenti incredibili e che non faranno neanche tra duemila anni. Per me con lei sono stati anni di formazione totali”.

Su Anita Nalesso: “Le auguro di vincere tutto, ma per quelli atleti che sanno magari di non poter sempre vincere la cosa importante è essere sempre lì, rimanere costanti, perchè prima o poi il pomeriggio di gloria arriva. Quindi le consiglio davvero di essere sempre costante”.

Chiara Rosa scherza anche su una possibile esperienza televisiva, magari in qualche Reality: “Mi piacerebbe fare Ballando con le stelle, così magari sono la prima donna che fa una presa con un ballerino. Poi una volta ho pensato anche all’Isola dei Famosi per dimagrire, ma dopo due giorni sarei morta”. 

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA COMPLETA 

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