Formula 1GP USA
Charles Leclerc: “Stagione al limite della perfezione di Antonelli. I nostri super aggiornamenti? Non sono così grandi…”
Ad Austin Charles Leclerc arriva con un podio fresco di Singapore nel taccuino e un ricordo più antico, ma ancora lucidissimo, nella memoria: la vittoria del 2024 su questo tracciato. Il Gran Premio degli Stati Uniti apre un trittico americano che toccherà anche Città del Messico e Interlagos. Il monegasco ha voglia di battaglia, e non lo nasconde. Ha però imparato da tempo a tenere i piedi per terra, soprattutto quando i valori in campo si misurano ormai in frazioni minime.
In un campionato così, anche l’aggiornamento più modesto può spostare gli equilibri. Leclerc lo sa, e per questo tiene a freno gli entusiasmi attorno alle novità portate dalla scuderia di Maranello. La fotografia che offre è quella di un gruppo compatto, dove la gerarchia cambia con poco: “Mi aspetto quattro top team vicinissimi, questo è poco ma sicuro. Credo che ultimamente si sia visto che, non appena qualcuno porta un aggiornamento, anche se non molto significativo, è sufficiente per passare dal quarto posto di questo gruppo al primo, e penso che la Red Bull lo abbia dimostrato molto bene. Spero che lo dimostreremo anche noi questo fine settimana con i pochi aggiornamenti che abbiamo portato, ma non si tratta di nulla di eclatante. Quindi, sulla carta, la gerarchia vista nelle gare precedenti non dovrebbe cambiare. Ma sì, credo fortemente che sarà una lotta apertissima, esattamente come nelle ultime gare“.
Attorno agli sviluppi della Ferrari è cresciuta una certa aspettativa, alimentata da voci che parlano di “super pacchetti”. Il numero 16 ridimensiona senza giri di parole. Dice di aver sentito parlare molto della questione, ma di non riconoscere in quelle storie le dimensioni che gli vengono attribuite:
“Beh, in realtà non sono così importanti come molti… insomma, ho sentito dire parecchio al riguardo, ma non sono così grandi come forse si racconta in giro. È un piccolo passo nella giusta direzione. Ovviamente, come sempre, l’obiettivo è questo. Dobbiamo ancora montarli sulla macchina, fare i primi giri e verificare se il passo avanti che ci aspettavamo c’è davvero. Tuttavia, ho sentito che ci sono altri team che stanno portando grandi aggiornamenti, quindi dovremo vedere come andiamo in confronto a loro. Non mi aspetto nulla di enormemente significativo, ma spero che possa aiutarci a fare quel piccolo passo in avanti per lottare per la vittoria“, ha dichiarato.
Più tagliente il tono quando gli si chiede conto delle polemiche seguite a Singapore, quelle sui confronti incrociati tra piloti e vetture. Qui Charles abbandona la diplomazia e sposta il discorso su un terreno più concreto: il lavoro sul pacchetto a disposizione conta più dei paragoni astratti. “Beh, prima di tutto, penso che sia una sciocchezza mettersi a dire cose del genere. Chi ha fatto questa osservazione non ha idea di che tipo di macchina guidiamo noi, e io non ho idea di che tipo di macchina guidi lui. Ripeto, credo che lo schieramento sia così compatto che è davvero, davvero difficile per noi fare previsioni. Certo, abbiamo un’idea di come andare su questa pista, ma quando si parla di margini così sottili, tutto dipende realmente dall’ottimizzazione del proprio pacchetto, e questo ha un’influenza molto maggiore rispetto a ciò che ci aspettiamo in termini di vetture pure. Credo che l’unica eccezione nelle ultime gare sia stata forse la Mercedes, che ci aspettavamo fosse più avanti rispetto a quanto si sia vista in realtà. Se riusciranno finalmente a sbloccare le prestazioni che avevamo in mente per loro nelle ultime gare, allora penso che saranno più avanti di chiunque altro. Ma per il resto, sarà una battaglia serratissima“.
Tra i temi del weekend c’è Kimi Antonelli, ormai a un passo da un traguardo storico, il titolo piloti. Leclerc non fa sconti alla retorica e consegna un giudizio che vale come un riconoscimento tra colleghi: “È stata quasi perfetta. Non ricordo alcun… beh, c’è stato un errore due o tre gare fa, ma probabilmente è l’unico che ha commesso nel corso dell’intera stagione. Fin dall’inizio è stato veloce e non ha mai fatto un passo falso. Quindi penso che sia solo questione di tempo prima che vinca il campionato, e sarà un successo meritatissimo. Sì, non c’è molto altro da aggiungere: ha disputato una stagione perfetta“.
Il ferrarista ricorda poi che cosa lo abbia colpito di più nella parabola del giovane rivale, cioè il salto compiuto tra il primo e il secondo anno: “Credo che la cosa che mi abbia sorpreso di più sia stato il salto dal primo al secondo anno. Voglio dire, già dai primissimi giri con la sua macchina si vedeva che era fortissimo. Già alla prima qualifica dell’anno e alla prima gara dell’anno era andato fortissimo. Si capiva che questo tipo di vetture si adattava molto meglio al suo stile e che il duro lavoro fatto tra una stagione e l’altra aveva dato i suoi frutti. Quindi sì, dopo due o tre gare era già chiarissimo che sarebbe stato un grande contendente e che era estremamente veloce fin dall’inizio“.
Le monoposto di questa generazione chiedono ai piloti un adattamento continuo. Leclerc ammette che lo stile richiesto non è quello che preferisce, ma ne intravede il valore a lungo termine: “Sì, per quanto riguarda lo stile di guida, sicuramente sì. Queste macchine ci costringono a fare cose che non avevamo mai fatto prima nella nostra carriera. E penso che per la versatilità di un pilota questo sia sempre un bene, perché nel corso della tua carriera devi guidare vetture diverse per aggiungere “strumenti” al tuo bagaglio di guida ed essere in grado di gestire qualsiasi situazione. Quest’anno, più di ogni altro anno precedente, stiamo guidando in modi a volte molto strani. Non è qualcosa che mi diverta particolarmente, ma penso che a lungo termine sarà un vantaggio per me come pilota“.
Poi c’è il compagno di squadra, Lewis Hamilton. Il rapporto, a sentire Charles, è un’officina di stimoli reciproci: “E per quanto riguarda Lewis, al 100%. Credo che ci spingiamo a vicenda a dare il massimo ogni fine settimana. Ci sono weekend in cui lui è semplicemente incredibilmente veloce e io imparo moltissimo. E quando faccio un buon lavoro io, continuo comunque a imparare enormemente da Lewis, semplicemente guardando i suoi dati, cercando di capire il suo metodo di lavoro e il modo in cui gestisce la monoposto, perché è incredibilmente bravo in questo. C’è sempre qualcosa da portarsi a casa dopo ogni fine settimana. Ho il mio taccuino pieno di appunti, probabilmente più note che mai da quando Lewis è arrivato nella squadra“.
Alla fine il discorso torna dove era cominciato, sul tracciato texano. Leclerc ne parla con la passione di chi ci ha vinto, ma anche con l’occhio di chi ne apprezza il disegno: “Penso che, prima di tutto, il primo settore sia iconico. In termini di qualifiche e di puro piacere di guida, è probabilmente la parte che preferisco in assoluto, perché è ad alta velocità e c’è quella prima curva che è unica nel suo genere. È la parte che mi diverte di più durante un giro di qualifica. Ma credo che ciò che rende questa pista davvero, davvero fantastica sia lo spettacolo in gara. Il modo in cui il tracciato è stato pensato e progettato offre moltissime opportunità di sorpasso. Grazie a come è concepita la pista, puoi attaccare, subire il controsorpasso, riattaccare e lottare continuamente, il che rende le gare molto, molto interessanti. È senza dubbio il circuito più emozionante della stagione per quanto riguarda i duelli in pista. È una pista che amo davvero molto“.
