Pallavolo
Bryan Argilagos: “Ho imparato tanto da Giannelli: è il migliore per un motivo. Ho provato panico alla prima chiamata in Nazionale”
Bryan Argilagos, talento classe 2007, è stato ospite dell’ultima puntata di Volley Night, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport. Il giovane palleggiatore, da quest’anno a Cuneo, ha raccontato le sue ambizioni, l’emozione del debutto da titolare contro la Perugia, squadra in cui ha militato fino a pochi mesi addietro, il rapporto con Simone Giannelli, l’esperienza estiva in Nazionale e tanto altro.
Sull’ultima alzata della partita con Perugia: “Col senno di poi alzerei comunque la palla al centrale. Però non con Sebastian Solé che mi ha studiato un anno, quindi diciamo che mi conosce e sa cosa ho fatto nei momenti importanti, quindi pensandoci magari avrei cambiato qualcosina. Sono però veramente contento di come sia andata la partita, anche se un po’ rode perché eravamo lì”.
Sull’arrivo a Cuneo e sul punto conquistato contro Perugia: “Allora noi da inizio anno fino alla partita ci siamo detti che andiamo per giocare contro chiunque, andiamo per vincere 3-0 contro tutti, che sia a Perugia, che sia a Milano, che sia Prato, che siano tutte le squadre. Andiamo per vincere perché abbiamo delle capacità, abbiamo dei picchi di gioco, secondo me, a livello molto alto. Siamo una squadra molto giovane, inesperta, come si è visto anche nel secondo e nel terzo set in cui abbiamo oltre dei picchi molto alti contrapposti a dei picchi veramente molto bassi, e quindi c’è da trovare un po’ un equilibrio e mantenere un po’ il livello tecnico e mentale per tutta la partita per raggiungere gli obiettivi che vogliamo raggiungere. A Cuneo mi sto trovando veramente bene, con la società e i compagni sta andando veramente tutto molto bene. Sono felice di questo e spero che continui così. Il punto che abbiamo preso ha fatto bene. Siamo contenti, certo, siamo atleti, vogliamo tutti vincere. Quando arrivi lì contro Perugia al tie-break con 4000 persone che tifano per te, poi perdi, dà un po’ fastidio, però guardiamo il bicchiere mezzo pieno”.
Sull’importanza del pubblico e l’approccio con la tifoseria di Cuneo: “È tanta roba averla in casa, è veramente tanta roba. Se in quel momento stai giocando da otto su dieci con loro arrivi a giocare a undici perché ti gasano, ti portano a fare meglio. Il rovescio della medaglia sta nel sostenere un po’ più di pressione. I tifosi sono molto presenti, sono tosti, sono tosti sia da avere contro, ma anche da avere insieme. Ci siamo detti a inizio anno che venire a giocare a Cuneo è un po’ come andare dal dentista, situazione che non piace mai a nessuno. È sempre complicato e son contento perché questa è un’arma in più che possiamo utilizzare”.
Sulla coesistenza delle proprie origini cubane e del sangue veneto: “Allora ti dico un 80% veneto, 20% cubano. Sono sincero, perché spagnolo non lo parlo, a Cuba non sono mai stato. Ho soltanto i geni cubani, caratterialmente mi definirei al 90% cubano. Fuori dal campo sono una persona molto pacata, sono molto tranquillo”.
Su quanto appreso da Giannelli: “L’anno scorso penso e spero di aver preso il più possibile, quasi tutto quello che ho visto di lui, sia a livello tecnico che a livello mentale. La cosa che secondo me lo contraddistingue da tutti gli altri, e adesso lo rende il palleggiatore più forte al mondo, è la leadership con cui affronta le partite, gli allenamenti e anche lo studio gara. Lui è un proprio un soldato, su quello lo ammiro tanto e mi ha aiutato molto anche fuori dalla pallavolo. È stato una gran bella guida l’anno scorso e lo ringrazio. Adesso abbiamo buoni rapporti, ogni tanto chiacchieriamo prima della partita, son contento”.
Sulla parentesi estiva in Nazionale: “Io ero rientrato a Cuneo dopo un allenamento e il direttore mi ha chiamato alle 22:30 più o meno e mi ha detto ‘guarda che ti ha chiamato De Giorgi, domani vai a Messina. Devi giocare perché ci sono due palleggiatori che non stanno bene, sono Simone e Sbertoli. Domani hai l’aereo e parti’. Io ero contentissimo e felicissimo però ho provato un po’ di panico perché la preparazione era iniziata da qualche giorno e non toccavo palla da una vita, fisicamente ero così, ero un po’ titubante. Arrivo là, sono stato in hotel a merenda e sono andato a fare la partita subito. È stato un po’ complicato, però la partita è andata tutto sommato bene. Poi i ragazzi, lo staff della Nazionale mi hanno tranquillizzato per dire di divertirmi e vivermi l’esperienza nel miglior modo possibile. È andata tutto sommato bene e sono contento anche di quello”.
Sulla precocità del proprio percorso di crescita: “Sì ho vissuto una bella esperienza a Treviso, io ho trascorso cinque anni lì e poi ho fatto un anno di serie B e mi è arrivata la chiamata da Perugia per fare il secondo e non ci ho pensato tanto. A Perugia c’erano Lorenzetti e Giannelli, ho detto vado senza problemi, poi a Perugia ho avuto qualche occasione per mettermi in mostra. Ci sono state alcune partite. Non è assolutamente semplice, però ho avuto le occasioni per qualche fattore esterno e sono stato bravo e fortunato a sfruttarle. E poi è arrivata la chiamata da Cuneo che ha investito sul futuro. Abbiamo fatto una scommessa e anche questa l’ho colta subito perché penso sia un’opportunità di crescita molto elevata”.
L’aspetto su cui lavorare maggiormente e sull’obiettivo personale per la stagione: “Allora io a livello tecnico mi sento di dover migliorare un po’ tutto quanto, soprattutto la battuta che mi segue da un bel po’, però ci stiamo lavorando. Un altro switch che dovrei fare a livello mentale è di saper fare l’errore. I veri campioni si vedono quando nei momenti di difficoltà riescono a uscirne. Quello è uno switch che sto lavorando per fare. Ci vorrà del tempo sicuramente, ma sono pronto a farlo, invece il mio obiettivo per quest’anno è quello di far ballare i miei attaccanti, di farli divertire, di far girare la squadra e di mettere in difficoltà tutti gli altri”.
Sul passaggio di Mol dalla sabbia alla palestra: “È una cosa che mi incuriosisce tantissimo. Io sinceramente vorrei proprio vederlo giocare per vedere come va. È complicato il passaggio dal beach volley alla Superlega. Secondo me può fare bene perché le doti ce le ha, è campione olimpico, ha fatto tutto quanto. Un conto però è attaccare con muro a uno, un conto è attaccare con muro a tre. Voglio vedere come si adatta. È proprio la cosa che mi incuriosisce di questa Superlega di quest’anno”.
Sull’esperienza giovanile del beach volley nel proprio percorso di crescita: “Penso che il beach a livello tecnico per la pallavolo possa servire, soprattutto per i ragazzi un po’ più giovani, magari per la lettura di gioco, per la difesa, per la manualità è una cosa che aiuta molto. E poi beach lo faccio praticamente da quando ho iniziato a pallavolo, quindi da sempre, è una cosa che mi è sempre piaciuta e mi dà proprio un senso di spensieratezza. Mi piace stare nella sabbia ed è un passaggio che secondo me può aiutare molto un atleta”.
Sulle abitudini fuori campo: “Io sono un grandissimo dormiglione, quando ho un giorno di riposo io spesso dormo proprio tanto. In caso contrario mi piace uscire con gli amici, andare a fare un aperitivo, ma molto tranquillo. Poi adesso sono fidanzato, quindi quando ho il giorno libero mi tocca andare anche dalla fidanzata. Quando possibile, la domenica o il sabato sera, vado in discoteca perché son giovane ancora, quindi ogni tanto quando si può si va”.
Sull’obiettivo con Cuneo e sulle aspettative di un torneo sempre più equilibrato: “L’obiettivo minimo è sicuramente la salvezza. Noi ci siamo detti che l’obiettivo è la salvezza, poi abbiamo le capacità di poter fare qualcosa in più e lo abbiamo dimostrato e adesso abbiamo una partita importante contro Milano la prossima settimana per vedere un po’ a che punto siamo. Sì, io penso che il livello in Superlega si stia allineando molto, che non esista un grosso divario tecnico tra le big e tra le squadre di metà classifica. Sarà un campionato molto interessante e che può regalare colpi di scena. Nella prima giornata Milano e Monza che perdono senza fare punti io sinceramente non me l’aspettavo contro la neopromossa Prato e Cisterna, quindi sarà un campionato molto equilibrato e sarà bello da vedere da fuori secondo me”.
Sulle nuove regole sul palleggio: “A me danno un po’ fastidio perché non posso fare più i miei tocchi di seconda come voglio, però va bene. Io non le ho capite tanto, ogni tanto fischiano i contrasti, è un po’ il problema. Il problema è che secondo me è molto soggettivo, dipende dall’arbitro. Dipende come la vede lui e diventa un po’ complicato trovare l’equilibrio, ma le prime giornate saranno un po’ più complesse. Il metro sembra quello per cui ogni tanto fischio ogni tanto no per poi trovare una quadra, un po’ come si è visto nella VNL di quest’estate che poi hanno trovato un po’ di allineamento”.
