Basket
Basket: i destini diversi di Virtus Bologna e Olimpia Milano nel primo scorcio di Eurolega
Virtus Bologna da una parte, Olimpia Milano dall’altra, due modi di intendere (ad oggi) l’Eurolega che, all’inizio, sembrava avere le due squadre sotto un pronostico diametralmente opposto. E invece le prime sei giornate hanno regalato due quadri della situazione totalmente differenti dalle previsioni.
Si diceva delle V nere che avrebbero avuto delle difficoltà con un roster nuovo e tendenzialmente votato, a livello di nomi, al ribasso, oltre al fatto che ci sarebbe voluto teoricamente del tempo per assimilare le idee di coach Alex Mumbru. Se di tempo ne serve questo non è dato saperlo, quel che è certo è che i bianconeri, dopo aver perso le prime due partite (di cui la seconda sulla sirena a Milano), hanno preso il volo fin dalla vittoria contro l’Olympiacos.
Di lì in avanti una sicurezza nuova con le mani trascinatrici (spesso e volentieri) di Marcus Carr, un Aliou Diarra in grandissima forma e, soprattutto, la netta sensazione di star assistendo alla vera formazione di un gruppo in cui tutti credono in tutti. E questo può avere un valore anche più importante dei singoli. La squadra segue Mumbru, Mumbru ha la squadra in mano: dalle parti (attuali) di Piazza Azzarita tutto tranquillo sotto il sole. E pazienza se le sconfitte arriveranno, perché non potranno non esserci: l’importante è aver scoperto di avere una squadra che, ad oggi, ispira fiducia.
Dall’altra parte, invece, la questione dell’Armani è più complessa. Forse la vera Olimpia si è vista una sola volta, in semifinale di Coppa Italia proprio contro le V nere. Per il resto nulla, e senza il tiro di Devon Hall contro Bologna avremmo una situazione di 0-6 per Milano in Europa. Tutto questo mentre al momento la dirigenza ha confermato la fiducia a Peppe Poeta, che però non si riesce a capire se abbia totalmente la squadra in mano. Una squadra che presenta un mix di importanti momenti offensivi e amnesie importanti che durano diversi minuti, con cui le partite sfuggono via in maniera veloce.
Il talento c’è, ed è evidente, ma quello che pare ad oggi mancare è un vero amalgama, e forse ci vorrà del tempo per costruirlo in questo caso. Vero, tutto il quintetto base è cambiato, ma è altrettanto vero che una partenza da 1-5 in Europa pesa. E non poco. Lo ha capito anche la città, in un certo senso: sono scesi gli spettatori al Forum, e ci vorranno sia i risultati che la sensazione di avere una squadra che possa veramente trascinare il pubblico meneghino.
