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Basket

Basket: i destini diversi di Virtus Bologna e Olimpia Milano nel primo scorcio di Eurolega

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Daniel Hackett, Aliou Diarra
Daniel Hackett, Aliou Diarra / Ciamillo

Virtus Bologna da una parte, Olimpia Milano dall’altra, due modi di intendere (ad oggi) l’Eurolega che, all’inizio, sembrava avere le due squadre sotto un pronostico diametralmente opposto. E invece le prime sei giornate hanno regalato due quadri della situazione totalmente differenti dalle previsioni.

Si diceva delle V nere che avrebbero avuto delle difficoltà con un roster nuovo e tendenzialmente votato, a livello di nomi, al ribasso, oltre al fatto che ci sarebbe voluto teoricamente del tempo per assimilare le idee di coach Alex Mumbru. Se di tempo ne serve questo non è dato saperlo, quel che è certo è che i bianconeri, dopo aver perso le prime due partite (di cui la seconda sulla sirena a Milano), hanno preso il volo fin dalla vittoria contro l’Olympiacos.

Di lì in avanti una sicurezza nuova con le mani trascinatrici (spesso e volentieri) di Marcus Carr, un Aliou Diarra in grandissima forma e, soprattutto, la netta sensazione di star assistendo alla vera formazione di un gruppo in cui tutti credono in tutti. E questo può avere un valore anche più importante dei singoli. La squadra segue Mumbru, Mumbru ha la squadra in mano: dalle parti (attuali) di Piazza Azzarita tutto tranquillo sotto il sole. E pazienza se le sconfitte arriveranno, perché non potranno non esserci: l’importante è aver scoperto di avere una squadra che, ad oggi, ispira fiducia.

Dall’altra parte, invece, la questione dell’Armani è più complessa. Forse la vera Olimpia si è vista una sola volta, in semifinale di Coppa Italia proprio contro le V nere. Per il resto nulla, e senza il tiro di Devon Hall contro Bologna avremmo una situazione di 0-6 per Milano in Europa. Tutto questo mentre al momento la dirigenza ha confermato la fiducia a Peppe Poeta, che però non si riesce a capire se abbia totalmente la squadra in mano. Una squadra che presenta un mix di importanti momenti offensivi e amnesie importanti che durano diversi minuti, con cui le partite sfuggono via in maniera veloce.

Il talento c’è, ed è evidente, ma quello che pare ad oggi mancare è un vero amalgama, e forse ci vorrà del tempo per costruirlo in questo caso. Vero, tutto il quintetto base è cambiato, ma è altrettanto vero che una partenza da 1-5 in Europa pesa. E non poco. Lo ha capito anche la città, in un certo senso: sono scesi gli spettatori al Forum, e ci vorranno sia i risultati che la sensazione di avere una squadra che possa veramente trascinare il pubblico meneghino.

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