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Tennis

Andy Roddick fa un’ipotesi: “Sinner sta usando l’infortunio per risolvere anche altri problemi”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / IPA Sport

Il ginocchio è il motivo ufficiale, ma la pausa di Jannik Sinner potrebbe servire a qualcosa di più ampio. A suggerirlo è Andy Roddick, ex numero uno del mondo, nel podcast che conduce insieme al giornalista Jon Wertheim. Secondo i due, anni di sforzi e carichi pesanti stanno presentando il conto a Sinner e ad Alcaraz. L’altoatesino, già costretto al ritiro quest’anno da una tendinopatia, avrebbe quindi l’opportunità di rimettere a posto l’intero organismo.

Roddick dice di essere partito da una semplice ipotesi: “La mia supposizione è che sta usando il periodo di pausa preso per il ginocchio per risolvere anche altri problemi“. E la formula in modo ancora più diretto: “Possiamo prendere due piccioni con una fava prima di ripartire nel 2027? Anche se non ho informazioni specifiche al riguardo, se mi trovassi in quella situazione sarebbe un ragionamento logico“.

L’ex tennista statunitense chiarisce dunque di non avere notizie mediche e di ragionare per congettura. A interessargli non è la gravità dell’infortunio, ma la convenienza di fermarsi in questo momento. Del resto Sinner non è una macchina, come ha ricordato più volte lui stesso, e ha bisogno di tempo.

La seconda parte della discussione riguarda il modo in cui Sinner ha gestito le informazioni. Wertheim cita il caso di Jackson Dart, giocatore di football con un serio problema al ginocchio, i cui aggiornamenti clinici sono continui. Nel tennis, osserva, la situazione è diversa: “Non dico reticenza, ma di certo non c’è stata la massima trasparenza“. Il giornalista ricorda anche il confronto fatto da alcuni con Emma Navarro, che ha raccontato nel dettaglio il suo percorso, mentre su Sinner le notizie sono state scarne. Il numero uno azzurro si è limitato a un video con l’annuncio e a poche parole generiche sulle condizioni del ginocchio.

Roddick difende la sua scelta: “Il fatto che una persona scelga di aprirsi non significa che tutti debbano seguire la stessa strada. È una scelta personale“. Ammette che la questione cambierebbe davanti a un infortunio molto grave, ma ricorda che Sinner è sempre stato riservato: “Non ha mai parlato molto di sé, nemmeno durante la vicenda del doping dell’anno scorso. Se quello è il suo modo di agire e lo fa sentire a suo agio, va bene così“. Per l’ex campione non ha poi senso giustificare ogni torneo saltato, né mettere a confronto sport di squadra e individuali, perché sono mondi diversi. Lo dice così: “Nel caso specifico, non ha senso giustificare ogni rinuncia a un torneo. E anche confrontare le informazioni sugli infortuni negli sport di squadra rispetto a quelli individuali non è giusto perché è diverso“.

Vincere Wimbledon e fermarsi per cinque o sei mesi è un prezzo alto. La preparazione è comunque già cominciata: un mese lontano dalla racchetta, in famiglia, prima di tornare ad allenarsi. Resta una sola domanda, quella che accompagna ormai ogni notizia su di lui: sarà pienamente recuperato per l’Australia?

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