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Tennis

Ambesi analizza il caso Sinner: “Il dolore è riaffiorato. C’è però una cosa che un po’ mi spaventa”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / Lapresse

Massimiliano Ambesi ha analizzato la decisione intrapresa da Jannik Sinner di non disputare il Masters 1000 di Shanghai, che scatterà il prossimo 7 ottobre sul cemento della metropoli cinese, e di rinviare ulteriormente il proprio ritorno in campo: “Per me non è cambiato granché rispetto a tre giorni fa. Proviamo ad utilizzare un metodo analitico per capire. Torniamo indietro al 12 luglio: c’è poi una pausa di diverse settimane, in quel periodo si viene a sapere di consulti medici a Torino e Milano, con fisioterapia annessa al J Medical. Si è sempre parlato di sovraccarico, che non è un problema di natura traumatica: quindi scivolate e cadute non c’entrano nulla. Abbiamo degli indizi che sia sovraccarico. Il problema è di natura tendinea. Dopodiché non sappiamo se sia una tendinopatia rotulea e adesso si parla di bandelletta ileo-tibiale. Una è la sindrome del saltatore, l’altra la sindrome del corridore. Non sappiamo se il dolore sia durante o dopo l’allenamento, o a riposo“.

Durante l’ultima puntata di Tennis Mania, trasmissione del canale YouTube di OA Sport, il telecronista di Eurosport ha poi proseguito: “Cosa si fa di norma quando c’è un sovraccarico? Si va chiaramente dai medici sportivi competenti per capire l’entità del problema e stabilire la cura conservativa da attuare. La chirurgia è davvero l’estrema ratio, ed è difficile che ci si arrivi in questo periodo storico dove le terapie conservative di norma funzionano. Quello che mi ha lasciato un po’ così è stata la visita a questo luminare di Lione. Anche qui ci sono dei punti di collegamento: è il chirurgo che ha operato giocatori della Juventus di recente, dunque ci sta che gli sia stato consigliato proprio dal J Medical. Da quello che è emerso, questo medico avrebbe indicato a Sinner di proseguire con la strada conservativa“.

Jannik Sinner non disputa un incontro ufficiale dalla finale di Wimbledon (domenica 12 luglio) ed è tornato ad allenarsi da tre settimane: “Io penso che Sinner, e ho testimonianze dirette, abbia iniziato a caricare durante gli allenamenti, poi il problema si è posto perché il dolore è tornato. Per me è vero che lui sia arrivato a decidere all’ultimo se andare a Pechino e Shanghai. Quello che mi hanno detto i vari specialisti consultati è che in questi casi bisogna evitare una eventuale ricaduta. Quindi è meglio aspettare 2-3 settimane in più e non avvertire nessun tipo di dolore. Non dubito che ci sia un effetto nocebo, ovvero che un minimo segnale negativo ti manda in difficoltà, ma questo è fisiologico. Io non penso che sia un problema così serio da creare grandi allarmismi. Verosimilmente perderà il n.1, ma non tutto ruota intorno a quello. Deve tornare quando si sentirà al 100% e il problema sarà completamente superato. La ricaduta è infatti dietro l’angolo: ti può ricapitare dopo 2 anni se hai sottovalutato il problema o se ci hai giocato sopra.  Evidentemente questa infiammazione non è completamente superata e, al minimo campanello d’allarme, lui si ferma: non ha intenzione di giocare sul dolore. Meglio sacrificare tre mesi adesso che magari anni“.

Massimiliano Ambesi ha cercato di essere ottimista, anche se il recente consulto a Lione ha destato qualche perplessità: “Il fatto che abbia ricominciato ad allenarsi in tempi abbastanza celeri, forse un mese, mi fa pensare che il problema non sia così grave, altrimenti gli avrebbero prescritto un fermo anche di 2-3 mesi continuativi. Per gli elementi che ho a disposizione, arrivo a questa conclusione. Se poi dovesse operarsi, sarò il primo ad esprimere stupore. Molti si lamentano dalla comunicazione, che non è diversa da un anno fa: va bene così al suo giocatore e al suo entourage. Non sto dicendo che sia giusto. Mi dispiace vedere questo tiro al bersaglio sulla stampa in generale. Se Sky o Gazzetta scrivono che sceglierà domani se partecipare a Pechino o Shanghai, è perché hanno avuto informazioni in proposito. L’unica cosa che mi ha un po’ spaventato è stata questa visita al luminare di Lione all’improvviso. Perché se vai lì, significa che il dolore ti è rimasto, magari non con l’entità dell’inizio, ma ce l’hai ancora. E quindi inizi a consultare chi un domani ti potrebbe operare. Dopodiché, il dottore gli ha detto no“.

Sempre sugli ultimi accertamenti: “Le visite a Milano e Lione probabilmente arrivano dopo il dolorino accusato al termine degli allenamenti pianificati. Di più non si può sapere. Bisogna capire anche che terapia conservativa stia seguendo. Lui comunque si è allenato in questo periodo, non è che ha staccato la spina dal 13 luglio fino al 30 settembre. Il fatto di accusare ancora un po’ di fastidio forse lo ha messo in allarme. La visita a Milano non mi aveva sorpreso, invece quella a Lione qualche pensiero me lo ha fatto fare. Sicuramente il medico gli avrà detto ‘finché senti dolore o fastidio, non rientrare’ “.

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