Tennis
Ambesi: “All’inizio la diagnosi di Sinner non era chiara. Questa pausa risolverà anche altri problemi”
Seconda puntata della versione giornaliera di TennisMania dedicata allo swing asiatico, decisamente più vicina però alla Cina che all’Italia. Sul canale YouTube di OA Sport riecco l’appuntamento quotidiano con Dario Puppo, Guido Monaco e Massimiliano Ambesi: qui ritroviamo le parole di Ambesi, il cui focus è ovviamente su Jannik Sinner, mentre nella parte che rimane della puntata si trovano approfondimenti anche su Pechino, Tokyo e tennis femminile.
Le prime parole, lunghe, di Ambesi: “Nel caso di Sinner parliamo di un super atleta, un fuoriclasse assoluto. Abbiamo provato a raccontare la nostra verità, anche per rapporti vicini o lontani con persone vicine all’entourage. Ha provato a rientrare, gli allenamenti sembravano dare riscontri positivi, ma ogni volta che si è avvicinato alle due ore si è creato una sorta di blocco. Volente o nolente, anche se non era lontanamente il suo piano, è stato convinto a fermarsi. All’inizio non c’era precisa contezza del problema: adesso siamo arrivati ad avere un’idea della causa dell’infortunio, la diagnosi è anche abbastanza precisa, l’entità la sapranno solo gli interpellati. Ci si ferma, fa parte del gioco. Faccio fatica a ricordare nomi di atleti di alto livello non obbligati a fermarsi per infortunio. Queste pause lunghe possono peraltro risolvere altri problemi. Chi ha seguito sportivi di quel lignaggio sa che ci sono vari problemi che devi affrontare. In questi mesi di pausa si potrà metter mano a qualcos’altro. Vediamola in positivo. Dispiace, non per il numero 1, ma perché un agonista che vive di sfide sarà costretto a guardare gli altri dalla tv. A me sembra che l’informazione sia piuttosto lineare, sia arrivata anche abbastanza puntuale. Va bene così. Il tennis va avanti, Sinner rientrerà, ci sono tanti altri temi da dibattere. E oggi ci sono state partite di un certo rilievo“.
E poi si scaglia contro un malcostume comune e non soltanto: “La dietrologia per cui le rinunce sarebbero arrivate all’ultimo per supportare gli organizzatori e far sì che i biglietti venissero venduti lascia il tempo che trova e la ritengo di basso livello. Smentisco la notizia arrivata da fonti estere relativa ai 10 minuti di allenamento dopo cui si fermava sistematicamente. No. Non è assolutamente vero. Ma è vero che non era al 100%, per il problema al ginocchio e per altri motivi facilmente immaginabili. A quel punto si è deciso di dire basta. Non ci trovo nulla di scandaloso. Quando ha iniziato ad accusare il problema non si sapeva cosa fosse. La medicina non è una scienza esatta al 100%, ci si avvicina, ma tante situazioni si valutano col tempo. Jannik dopo Wimbledon si è allenato ad altissima intensità in più di un’occasione e poi si è deciso di non lavorare più sul dolore“.
Lo sguardo va anche oltre: “Tanti tennisti di alto profilo negli ultimi due anni sono stati obbligati a saltare tanti appuntamenti. Restare in salute tutto l’anno è una qualità, ma bisognerebbe interrogarsi sul proliferare di questi problemi“.
E poi la situazione Finals anche oltre i biglietti: “Qualcuno ha contattato me che sono l’ultima ruota del carro per sapere come rivendere i biglietti delle Finals“. E poi: “Per come si sta sviluppando la stagione rischiamo di avere tre o quattro giocatore che arrivano lì vicini al 100% e in grado di dare spettacolo. Medvedev, Djokovic, Alcaraz…“.
Sul totonomi lanciato da Puppo per chi allenerà il numero 1: “Secondo me alla luce di quanto accaduto Sinner e Cahill prolungano di un altro anno“. E poi: “L’unica idea che ho provato a sviluppare è legata a vincere lo Slam mancante e Ferrero può darti quel quid in più“.
