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CiclismoStrada

Van Aert: “Ho l’8% di possibilità di vittoria. Devo convincermi che il percorso mi piace”

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Wout van Aert
Wout van Aert / LaPresse

L’assenza per infortunio di  Tadej Pogacar, colui che sarebbe stato il favorito indiscusso,  rende la gara di domani aperta a diverse soluzioni per il successo finale: sono in diversi a poter aspirare alla vittoria della Montreal-Montreal, gara valevole per i Mondiali di ciclismo su strada categoria élite maschile. Il belga Wout van Aert, nell’intervista concessa a Sporza, ha analizzato le difficoltà della gara iridata e si è soffermato sulle proprie possibilità di vittoria.

Sulle condizioni ideali per esprimere il proprio potenziale: “Corro le gare migliori quando riesco a fare leva sui miei punti di forza e quando mostro una certa capacità di prendere l’iniziativa. È un tema ricorrente nella mia carriera. È così che si sfruttano le proprie qualità. A volte ho pensato troppo alla volata e ho aspettato troppo. Ma non si vince nessuna classica limitandosi a seguire il gruppo. A un certo punto bisogna osare e correre, ed è proprio quello che preferisco fare”.

Sulla difficoltà di individuare il momento giusto per attaccare: “È proprio questo il punto complesso. È difficile in ogni gara, ma questo è un circuito impegnativo in cui le salite si susseguono rapidamente. Anche dalle altre gare si possono trarre molte conclusioni. Tra gli Under-23, Ashlin Barry è rimasto davanti con un attacco da lontano. A quanto pare, è comunque difficile colmare un tale distacco. Ma tra gli juniores è stato esattamente il contrario e per noi sarà di nuovo diverso. Il momento giusto è soprattutto quello in cui sei abbastanza forte da dare una svolta decisiva alla gara”.

Sulla necessità di coordinare gli attacchi con Evenepoel: “Conosciamo le idee reciproche su come vogliamo affrontare la gara. È su questo che ci si può basare. Per me è come negli anni precedenti. Posso dire che trovo Remco ancora più rilassato rispetto ai Mondiali precedenti. Abbiamo un buon gruppo e abbiamo già trascorso una settimana davvero piacevole”.

Sulle proprie possibilità di vincere il titolo iridato: “Mi attribuisco l’8% di possibilità. Sono già arrivato secondo qui (al GP de Montréal 2022, ndr). Non devo convincere nessuno, tranne me stesso, che questo percorso mi si addice. È una classica di 270 chilometri. Ho già dimostrato più volte che gare di questo tipo mi si addicono. Negli ultimi giri le salite saranno meno esplosive, anche se domani potrei essere smentito. Ma una gara del genere è soprattutto una prova di resistenza”.

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