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US Open 2026: Luciano Darderi, ecco la sfida a Zverev nella notte. Programma ricchissimo a New York

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Luciano Darderi
Luciano Darderi / LaPresse

Sarà un lunedì di ottavi di finale ad altissima pressione, quello odierno agli US Open 2026. E ci sarà anche un pezzo d’Italia importante, quello chiamato Luciano Darderi, che è l’ultimo azzurro rimasto nel torneo e che si trova davanti alla sfida più difficile, quella rappresentata da Alexander Zverev, il tedesco numero 1 del seeding e 2 del mondo.

Zverev che, però, ha avuto tantissime difficoltà ad arrivare agli ottavi, avendo rischiato fino al quinto set sia contro Lorenzo Sonego che contro il francese Quentin Halys (meglio, invece, il terzo turno con il cileno Alejandro Tabilo). Cifra costante del nativo di Amburgo, in sostanza, che di problemi a inizio Slam ne ha spesso avuti nella propria carriera. Darderi, invece, arriva a questi ottavi pur non avendo ancora battuto nessun giocatore compreso tra i primi 100 in questo percorso, reso sostanzialmente più facile dai demeriti (e dai malesseri) degli altri possibili candidati ad arrivare a questo punto del torneo. Chiunque abbia una memoria recente potrà facilmente ricordare quanto accaduto al Foro Italico di Roma, con il classe 2002 di Villa Gesell capace di una performance storica e poi di travolgere Zverev nel terzo set, dandosi il via per una cavalcata conclusasi in semifinale con contorni epici (leggere alla voce Rafael Jodar).

Ma non è solo di Darderi-Zverev, che si giocherà in notturna, che vivranno questi US Open. In diurna l’Arthur Ashe Stadium propone, in modo anche abbastanza inatteso, Francisco Cerundolo contro Alexander Blockx, ed è probabilmente particolare questo perché la scelta più logica a livello americano sarebbe stata Khachanov-Tien. Tant’è: Cerundolo si è senz’altro meritato il ritorno sulle grandi scene grazie ai due set clamorosamente rimontati a Taylor Fritz, solo che l’argentino adesso ha Blockx, giocatore che ha tutto per dargli fastidio in qualsiasi modo. Poi ci sono appunto Khachanov-Tien, sfida incerta anche solo per la scalata dell’americano che a questo punto si è preso a forza di risultati un grande posto tra i suoi connazionali anche a livello di speranze di andare lontano non solo in questo torneo. Infine l’ottavo più a sorpresa di tutti, con il francese Arthur Gea (che non è alla prima favola di questi mesi) a sfidare l’olandese Botic van de Zandschulp, che proprio dagli US Open 2024 ebbe il primo grande moto di rinascita battendo Alcaraz.

In campo femminile, invece, tante le sfide che accendono New York dopo che i primi turni, contrariamente al solito, di materiale ne hanno offerto poco. L’Ashe si apre con Iga Swiatek e Qinwen Zheng, la rivincita di tante sfide tra cui la semifinale olimpica che, forse, ha anche segnato l’inizio della fase più difficile della carriera della polacca. La cinese ha firmato una rimonta leggendaria contro Madison Keys, da 0-5 nel terzo set, e forse ha davvero segnato la propria rinascita. Anche per questo dispiace che un simile scontro debba arrivare così presto. In sessione serale il derby americano tra Coco Gauff e Iva Jovic, che non è generazionale solo perché le età delle due sono molto vicine (è 2004 l’una e 2007 l’altra). Eppure Gauff sembra nel circuito da una vita, considerata la sua precocità, mentre Jovic è dall’anno scorso che si fa sentire a livelli pesanti.

Ma il big match non è sull’Ashe. E non è neppure il primo dell’Armstrong tra Mirra Andreeva e Anastasia Potapova, derby russo de facto anche se la seconda ha deciso di cambiare strada (per ora) e andare verso l’Austria. Si tratta, infatti, del confronto tra Naomi Osaka ed Elena Rybakina, Giappone contro Kazakistan, continua risalita contro caccia al numero 1 del mondo, due storie sia tennistiche che umane che collidono e quasi si fondono in modi diversi. In breve, questi US Open offrono davvero un signor lunedì.

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