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Formula 1

Toto Wolff, bordata alla Ferrari e difesa della strategia interna: “Avremmo potuto fare la figura degli stupidi”

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Toto Wolff / Pier Colombo

Il confine tra una scelta strategica discutibile e un presunto favoritismo, per Toto Wolff, è molto netto. E il Team Principal della Mercedes non ha alcuna intenzione di accettare che la gestione del confronto interno tra George Russell e Kimi Antonelli venga interpretata come una preferenza nei confronti del giovane italiano.

Intervenuto ai microfoni di Sky Sports F1 nel corso del weekend di Madrid, Wolff ha risposto senza mezzi termini alle critiche ricevute dopo il Gran Premio d’Italia. A finire nel mirino era stata soprattutto la gestione della gara di Monza, con una parte dei tifosi di Russell convinta che alcune decisioni strategiche avessero finito per favorire Antonelli.

Una ricostruzione che Wolff ha respinto categoricamente, partendo proprio dalla strategia adottata durante la gara. “Abbiamo fatto assolutamente la cosa giusta – ha replicato Wolff – lui (Russell, ndr.) aveva le gomme dure. Si prevedeva che una sola sosta fosse la strategia migliore. Le gomme medie erano un compromesso; abbiamo dovuto montare le medie su Kimi perché era partito con le dure“.

Il manager austriaco ha poi alzato ulteriormente i toni, rivolgendosi a chi, secondo lui, giudica le decisioni del muretto Mercedes sulla base di informazioni parziali e contenuti visti online. “Ovviamente ci saranno alcuni leoni da tastiera che lasceranno i loro commenti dopo aver visto qualche altro video online… dire che [Russell, ndr.] è stato penalizzato è una vera e propria sciocchezza“.

Wolff ha poi allargato il discorso alla gestione dei due piloti all’interno della stessa squadra, utilizzando anche quanto accaduto a Monza tra i due alfieri Ferrari come termine di paragone. “Gestire entrambi i lati del box è stato parte del nostro ruolo negli ultimi 12 anni perché quando si lotta per il titolo dopo una gara uno dei due sarà inevitabilmente deluso, mentre l’altro sarà felice“.

Secondo il Team Principal della Mercedes, la chiave per evitare che una rivalità interna degeneri è mantenere il massimo livello di trasparenza, anche quando questo significa assumere decisioni impopolari. “Credo che la trasparenza, unita all’assenza di doppi fini o favoritismi, sia il modo migliore per gestire la situazione. Ciò non significa che non si debbano prendere decisioni difficili“.

Wolff ha quindi spiegato come vengono affrontate internamente queste situazioni, sottolineando che le possibili dinamiche di gara vengono discusse preventivamente e senza escludere, quando necessario, anche ordini di squadra. “La domenica mattina affrontiamo discussioni franche: analizziamo le varie situazioni a cui ci troviamo di fronte. Se subiamo la pressione di un’altra squadra e uno dei nostri piloti è dietro all’altro ma chi sta davanti è troppo lento, invertiremo le posizioni in pista se necessario“.

Da qui è arrivata anche la stoccata alla Ferrari, con Wolff che ha commentato l’episodio della Prima Variante di Monza nel quale Charles Leclerc aveva accompagnato Lewis Hamilton verso la ghiaia. “Posso esprimere la mia opinione e dire che non è corretto spingere fuori pista il compagno di squadra alla curva 2“.

Una critica che, tuttavia, il manager austriaco ha accompagnato con una considerazione rivolta anche alla propria squadra. Perché, secondo il team principal Mercedes, episodi potenzialmente pericolosi possono verificarsi anche quando non sono stati messi in conto. “Ma a tre o quattro giri dalla fine anche noi abbiamo vissuto momenti di tensione tra i due nostri piloti che non ci aspettavamo, proprio perché George aveva le gomme ormai finite mentre Kimi era più veloce di un secondo“.

Ed è proprio questo il punto sul quale ha voluto insistere: “Ci aspettavamo che duellassero in quel modo, rischiando di finire entrambi nella ghiaia? No. Avremmo potuto fare la figura degli stupidi da un momento all’altro, proprio come è successo alla Ferrari. È davvero una questione di dettagli“.

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