Scacchi
Scacchi, Olimpiadi 2026: Italia a segno con le squadre Open e femminile. Vittorie su Malesia e Cile
Concluso il quarto turno delle Olimpiadi degli Scacchi a Samarcanda, in Uzbekistan. Positive le notizie per l’Italia, che si conferma squadra di livello sia con la selezione Open che con quella femminile. In particolare, la Open si impone per 3-1 nei confronti della Malesia, mentre le donne con lo stesso punteggio sconfiggono il Cile. Andiamo a vedere le cose nel dettaglio.
OPEN: ITALIA-MALESIA 3-1
Lorenzo Lodici-Jun Ying Tan 0,5-0,5
Patta solo apparentemente deludente per Lodici, che in realtà, in prima scacchiera, già vede che il risultato di squadra sta andando verso la vittoria e allora decide di non correre neppure rischi inutili per cercare un punto che, con disattenzioni, rischia di diventare uno zero. Il numero 1 d’Italia si trova ad affrontare la Caro-Kann e sulla variante avanzata gioca 4. h4, la sottovariante intitolata al grande Mikhail Tal. Poi manda fuori preparazione Tan con 8. Ab3, ottenendo in risposta 22 minuti di riflessione (si tratta di un’idea rispolverata di recente dal potenziale nuovo fenomeno Erdogmus). La posizione è abbastanza complicata per entrambi, tant’è che alla 30a Lodici commette quello che per i motori è un errore serio, non sfruttato però da Tan e, a quel punto, i due dimostrano conoscenza del finale di Cavalli contro Cavallo e Alfiere e non possono che accordarsi per l’equa divisione del punto.
Kim Yew Chan-Luca Moroni 0,5-0,5
Questa è una patta dal peso specifico ben più rilevante della differenza di ELO a favore di Moroni di +173, perché Chan si dimostra avversario serio, preparato e capace di giocare la Catalana chiusa. Il Grande Maestro di Desio per certi versi si perde in una pericolosa danza dei Cavalli vicino alla ventesima mossa e Chan si ritrova con un vantaggio di livello importante, soprattutto in termini di spazio sulla scacchiera. Il fatto è, però, che l’attacco non è facile da coordinare e l’italiano ha anche a disposizione l’arrocco alla 25a mossa. Di solito non si arrocca tanto tardi, anche a questi alti livelli, e può essere sia anche questo uno dei fattori che un po’ confonde Chan. La difesa di Moroni è estremamente precisa e comprende anche un sacrificio di Torre per Cavallo per “disattivare” e poi catturare il pericoloso pedone bianco in d7, poi giunge la patta dopo 35 mosse.
Francesco Sonis-Kavin Mohan 1-0
Partita lunga, tesa, ma alla fine vinta da parte di Sonis, che sfodera una prestazione di un signor livello contro Mohan, specialmente per come gestisce la sua situazione di vantaggio. Dopo un rientro in una versione un po’ particolare dell’Inglese, per il sardo arriva una prima situazione di vantaggio a livello posizionale dopo la 20a mossa, che però se ne va in un primo momento assieme al cambio delle Donne. A giocare per due risultati (patta e vittoria), però, è solo lui, avendo paradossalmente un po’ più spazio nonostante Torre e Cavallo di Mohan molto avanzati sulla scacchiera. Al malese è fatale 49… f5, un’incauta spinta di pedone che provoca l’immediato blocco dello stesso con 50. f4 e l’immediata apertura di spazio per il Bianco, che guadagna tre pedoni, tutta l’inerzia e poi il punto intero dopo 76 mosse.
Zhuo Ren Lim-Edoardo Di Benedetto 0-1
Bisogna salutare con un ampio sorriso la vittoria dell’uomo che è al ballo dei debuttanti olimpici in quest’occasione: è anche quella che, su Catalana chiusa, arriva con stile e dopo momenti non proprio semplici. Come alla 18a mossa, quando dopo 54 minuti riesce a trovare una continuazione controintuitiva, ma necessaria per non avere difficoltà con l’Alfiere campochiaro totalmente chiuso in quel momento. Certo, va nettamente sotto con il tempo, ma Lim dimostra di non conoscere bene le sottigliezze del finale di Cavallo contro Alfiere con cinque pedoni per parte che risulta dopo il cambio delle Torri. Il Bianco, infatti, sbaglia subito, alla 30a, e il Nero può rimuovere il pedone b dalla scacchiera, ultimo baluardo contro un trittico di omologhi neri pronti a sostenersi a vicenda per la promozione. Risultato: posizione del Bianco bloccata e abbandono alla 40a.
FEMMINILE: ITALIA-CILE 3-1
Marina Brunello-Belen Gomez 0,5-0,5
Si gioca subito sui ritmi imposti dalla Spagnola chiusa, un impianto totalmente classico e che ha bisogno di ben poche spiegazioni. In questo caso i pedoni dell’ala di Donna del Nero diventano chiave importante col passare del tempo, tant’è che la numero 1 d’Italia si trova in più di un’occasione a dover difendere una posizione leggermente inferiore. Posizione sulla quale, però, lei ha parecchio tempo per pensare e Gomez poco. In una situazione che diventa di squilibrio materiale questo rende complesso costruire un vantaggio: alla fine si entra in un finale di Donna, Torre e sei pedoni contro Donna, Torre, Alfiere e tre pedoni. Differenze materiali, equilibrio teorico in pratica, equilibrio reale nei fatti, equa divisione del punto alla 45a mossa.
Monserrat Morales-Olga Zimina 0-1
Contro Zimina, e visto che si gioca contro l’Italia, per Morales c’è la scelta del Giuoco Piano, che con 4. c3 porta alla linea principale. Uscendo dall’apertura, però, i problemi della cilena diventano evidenti perché gioca in modo molto passivo. Anche troppo, si direbbe, dato che concede a Zimina la colonna aperta d e un’importante coordinazione dei Cavalli sempre sul lato di Donna. I pedoni del Bianco cominciano a cadere in tempo abbastanza breve, e così arriva l’abbandono da parte di Morales in 50 mosse.
Tea Gueci-Francisca Todar 1-0
In un certo senso, a colori invertiti, accade in terza scacchiera quello che si vede anche in seconda. Chiaramente la struttura della partita è diversa, con una Caro-Kann avanzata che appare sulla scacchiera, stavolta nella versione con 3… c5 4. Cf3 e successivo cambio di pedoni e Cavalli. Gueci, con il Bianco, rovina subito i pedoni dell’ala di Re del Nero con il cambio Alfiere-Cavallo alla 13a, fatto che rende l’arrocco quasi un miraggio per Todar. Pian piano l’ala di Re diventa un terreno d’attacco per l’italiana, che però può anche permettersi di cambiare fronti d’attacco a suo piacimento, facendo infine crollare la posizione del Nero, che abbandona dopo 49 mosse, la perdita della qualità e i pedoni ormai spacciati.
Rocio Suazo-Kamilla Rubinshtein 0,5-0,5
Questa è una gran prova per Rubinshtein, che si ritrova a recuperare più volte una partita difficilissima al massimo grado. Dopo la variante classica della Caro-Kann, l’italiana si trova in posizione molto passiva una prima volta in uscita dall’apertura, poi, nel passaggio al finale, si ritrova con due pedoni in meno pur avendo quello a in potenziale corsa verso la promozione. Si entra in una complicatissima situazione di Torre e tre pedoni del Bianco contro Torre, Cavallo e due pedoni del Nero in cui ad andarsene è il pedone h di Suazo, il che porta a un finale di Torre e pedone contro Cavallo e due pedoni, molto arduo da difendere. La cilena, però, non trova la strada per la vittoria, va dietro ai pedoni neri e dopo il cambio Torre-Cavallo e pedone la posizione diventa inevitabilmente patta.
Il confronto più atteso di giornata, quello USA-Ucraina, finisce 3,5-0,5 per gli americani e con Caruana-Ivanchuk che va a favore del nativo di Miami dopo una lunga e interessante lotta. Vincono anche l’Uzbekistan, per 2,5-1,5 sulla Turchia grazie a Nodirbek Yakubboev su Vahap Sanal (patta l’attesissima Abdusattorov-Erdogmus), mentre l’India sfodera un 3-1 sulla Spagna. Ad abbandonare il lotto delle squadre a punteggio pieno, tra le big, è l’Azerbaigian, fermato da quattro patte e dal conseguente 2-2 contro la Cechia, e anche l’intrigante Francia-Romania finisce in parità. Restano a quota 4/4 Cina, Uzbekistan, Germania, Armenia, India, USA, Paesi Bassi e Ungheria. Tra le donne, invece, sono in dieci alla massima quota: USA, Cina, Polonia, Uzbekistan, Bulgaria, Germania, India, Azerbaigian, Kazakistan, Serbia. Di fatto ci sono tutte le big tranne la Georgia, che viene fermata sul 2-2 dall’Austria.
Nella giornata di domani l’Italia Open andrà a sfidare l’Indonesia, ed è un accoppiamento possibile: il migliore degli indonesiani è Susanto Megaranto, la squadra è la numero 52 del tabellone, e dunque di fatto la situazione è di quelle che consente di sperare in un 4/5 dal quale si potrebbe andare a cercare un nuovo accoppiamento importante. Alle donne toccherà invece il Tagikistan, la cui media ELO è di 1929 e che finora ha giocato un torneo sorprendente con le vittorie per 2,5-1,5 su Slovacchia e Bosnia-Erzegovina. Vietato, in sostanza, sottovalutare questa formazione.
