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TennisUS Open

Passaro: “Sono state due o tre partite nella stessa. Alla fine, è un torneo più che positivo”

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Francesco Passaro
Francesco Passaro / IPA Sport

Non si conclude in maniera positiva la prosecuzione del match di primo turno dello US Open per Francesco Passaro. L’olandese Jesper de Jong rimonta lo svantaggio del giorno precedente e vince 6-2 al quinto set. Nella conferenza stampa post partita l’azzurro ha analizzato la sua prova.

Su ciò che ha fatto la differenza nel match e sul bilancio del torneo: “Onestamente sono state due o tre partite diverse nella stessa. Abbiamo sospeso ieri due volte, per poi finirla oggi. Sicuramente ieri, nel primo set, ero partito molto bene e poi ho fatto il break subito nel secondo set. Lì ho preso break e mi sono un po’ disunito: l’ho fatto rientrare un po’ in partita. Però nel terzo set ho reagito. Abbiamo sospeso, sono rientrato in campo molto determinato, abbastanza fiducioso su quelle cose che dovevo fare. È andato bene, ho vinto il set.

Oggi sono rientrato in campo sicuramente con un po’ di pensieri. Ero in vantaggio, ovviamente avevo un po’ d’acquolina per la vittoria. Però devo dire che lui ha giocato molto bene. Io ero un po’ poco energico, poco presente probabilmente, e non sono riuscito a trovare una via per entrare in partita. Nel quarto set, sul 4-2 per lui e 0-40, quella poteva essere un’occasione per rientrare e non sono riuscito a sfruttarla. Il quinto set è scivolato via facilmente, ero un po’ uscito dal match. Ovviamente con lui ci avevo già perso a Parigi al quinto, da due set a zero, quella volta.

Non sono contento della prestazione di oggi in sé, però alla fine è un torneo più che positivo. Dal rientro non ne ho vinte più di due partite in fila; quindi, qui sono riuscito a vincerne tre e penso sia un buon punto di partenza. Sicuramente c’è ancora molto da lavorare. Se si poteva scegliere un posto in cui vincerne tre, magari era quello”.

Sull’insegnamento positivo da cui ripartire: “Ovviamente vado via con un po’ di amaro in bocca, però serve tutto e spero di trarre qualcosa da questa esperienza per i tornei che vengono dopo”

Sull’obiettivo di entrare direttamente nel tabellone degli Slam: “Quello è l’obiettivo principale: tornare tra i primi 100, dove sono stato l’anno scorso per poco, purtroppo. Sicuramente dovrò trovare più continuità a livello fisico e, di conseguenza, in campo: a livello di atteggiamento e di prestazioni, che a volte sono un po’ altalenanti e discontinue. Queste sono, credo, le due motivazioni per cui oggi non sono tra i primi 100. So bene su cosa devo lavorare e devo cercare di farlo nel quotidiano, anche se non è facile. Però questo torneo mi ha dato una buona fiducia. Dovrò prendermi un paio di giorni per metabolizzare la sconfitta di oggi, però a mente lucida riesco a trarne gli aspetti positivi, che sono abbastanza”.

Sul programma e gli obiettivi per l’ultima parte dell’anno: “L’obiettivo è avere la classifica per giocare le qualificazioni in Australia. Onestamente, ad oggi è questo: era quello prima di cominciare questo torneo. Oggi sono intorno al numero 200, perdo qualche punto, quindi posso rischiare di non qualificarmi, però l’obiettivo è quello. Poi, ovviamente, cercare di trovare continuità a livello Challenger. Penso che giocherò perlopiù sulla terra fino a fine ottobre, poi finirò l’anno con qualche torneo sul cemento. Ancora non abbiamo visto per bene tutto il programma”.

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