Flag Football
Nausicaa Dell’Orto: “Dicevano che il football non aveva senso per le ragazze. Ho lottato contro un sistema di uomini”
Nella nuova puntata di Focus, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Alice Liverani ha intervistato Nausicaa Dell’Orto, uno dei simboli del flag football italiano. L’azzurra ha raccontato la sua carriera e l’amore per questo sport, soffermandosi sulla sua evoluzione e sui prossimi obiettivi per una nazionale italiana in continua crescita.
Gli inizi e le difficoltà: “Da piccola ho fatto tutti gli sport. Poi sono entrata in uno stadio di football per fare la cheerleader e mi sono accorta che questo gioco mi ha acceso qualcosa dentro. Anche io volevo giocare ed essere in campo. All’epoca le ragazze erano relegate a ruoli diversi, io ho sentito il bisogno di giocare. Con le altre ragazze abbiamo deciso di creare una squadra, abbiamo ricevuto tante porte in faccia. Il nostro presidente ci ha detto che non aveva senso. Il nostro coach ci ha portato in un campo ad allenarci a Milano. Abbiamo cominciato a giocare così. Poi il presidente si è convinto, anche perché delle persone volevano vederci giocare. Quella è stata la vittoria più grande. Adesso è uno sport olimpico, nessuno può dire che è una perdita di tempo”.
L’aiuto della Federazione: “La mia è stata una lotta contro un sistema di tanti uomini. Alcuni però ci aiutavano. I miei primi coach sono stati tutti uomini. Sono persone che ci credono come noi. Abbiamo dovuto convincere il sistema. La Federazione poi ha fatto tutto il resto ed ha costruito ed investito per noi, soprattutto da quest’anno. Sono molto orgogliosa, ora penso a quello che c’è da fare adesso. Il programma maschile ha avuto allenatori competenti e costanti. Per questo ora hanno conquistato la qualificazione olimpica. Hanno vinto l’Europeo e per questo hanno avuto un investimento importante, tutto per meriti. Adesso per esempio c’è da fare il passaporto italiano per le ragazze americane. Mi occupo anche di altre cose federali, faccio parte del Consiglio. Le ragazze nel flag stanno avendo tante opportunità. È uno sport nuovo e che sta crescendo. Noi dobbiamo farlo conoscere”.
Le regole del flag: “Il flag football è una versione condensata del football americano. In questa versione il campo è molto più piccolo, le partite durano più o meno un’ora. Si gioca cinque contro cinque, l’attacco deve guadagnare terreno sulla difesa e fare touchdown. Si può subito lanciare in avanti o passarla all’indietro quando si attacca. Tutti possono ricevere il pallone a differenza del football. La difesa deve fermare il gioco dell’attacco tirando le bandierine che i giocatori hanno in vita. Il campo è meno di 100 metri, per arrivare a metà campo si hanno quattro tentativi. Per avere una squadra bastano quindi otto atleti”.
Le possibilità di qualificazione olimpica per la nazionale femminile: “Al Mondiale abbiamo quasi battuto il Messico, primo nel ranking. Possiamo andare all’Olimpiade, nel flag può succedere di tutto, è avvincente. Quest’anno la Federazione ha fatto un focus sui ragazzi perché hanno vinto l’Europeo, ma ora faranno all-in sulle ragazze. Ci saranno nuovi innesti italo-americani perché servono come esperienza. Aumenta il nostro livello e poi ci sono quelle che giocano da una vita qui. Siria Granelli, per esempio, ha 17 anni ed è fortissima. La Francia non ha così tanti americani in squadra come noi. Nel flag c’è posto per tutti, indipendentemente dall’altezza. Devi essere scattante e veloce. Devi avere poi buone mani per ricevere la palla o rubarla. Come contatti è molto simile al basket, ogni tanto viene tollerato. Le ragazze hanno fatto tanti sacrifici in questi anni, ma questo sta cambiando”.
Un consiglio ai ragazzi: “Consiglio di seguire il proprio cuore. Se lo sport è giusto per te, nessuno ti potrà convincere del contrario. Trova sul campo chi ti sostiene. Queste persone credono nel tuo sogno più di te e riescono a portarti avanti. Io non ero nessuna quando ho scelto questa squadra. Nello sport si impara a lavorare con le ragazze ed in gruppo anche se sei diverso”.
Come far conoscere di più il flag football: “Tantissimo fa la promozione nelle scuole. Tante delle nostre atlete della Nazionale hanno iniziato così. La Federazione sta cercando di supportare sempre di più le società nuove per farle crescere. Stiamo cercando di fare una squadra a Roma che ancora non c’è perché è una città enorme. In Sicilia, per esempio, c’è una grande tradizione, dobbiamo aiutare anche il Sud”.
Il tuo sogno: “Il mio sogno è quello di competere alle Olimpiadi o solo contribuire a fare arrivare le ragazze a quel punto. Se non ci arrivo io non è un problema, l’importante è che ci arrivi la squadra. I colori azzurri valgono più dell’ego”.
