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Mondiali ciclismo, l’Italia dovrà farsi trovare pronta tatticamente: i possibili scenari
L’Italia non parte tra le grandi favorite per la prova in linea dei Mondiali di Montréal, ma ha tutte le carte in regola per provare a giocarsi qualcosa di importante. A guidare la selezione azzurra sarà Giulio Ciccone, capitano designato e uomo sul quale verranno concentrate le maggiori aspettative. L’assenza di Tadej Pogacar, campione del mondo uscente e dominatore delle ultime rassegne, rende però la corsa decisamente più aperta e offre anche alla Nazionale italiana la possibilità di inserirsi nella battaglia per le posizioni che contano.
Ciccone dovrà soprattutto avere pazienza. Il corridore della Lidl-Trek arriva al Mondiale dopo il secondo posto al GP Québec e il settimo al GP Montréal, proprio sul percorso che ospiterà la prova iridata, e ha quindi già avuto modo di testare direttamente le difficoltà del circuito. L’obiettivo sarà rimanere coperto il più possibile nelle fasi iniziali e poi, nelle ultime tornate, seguire le accelerazioni dei principali favoriti come Remco Evenepoel, Isaac Del Toro e Paul Seixas. Arrivare a quel momento con le energie intatte sarà fondamentale.
Per questo l’Italia dovrà muoversi prima. Davide Piganzoli e Giulio Pellizzari sono in ottima condizione e possono essere le carte da giocare nelle azioni d’anticipo, mentre Lorenzo Mark Finn, al debutto tra gli Elite, può rappresentare un’ulteriore soluzione offensiva. Il giovane azzurro potrebbe provare a inserirsi in un attacco nelle fasi intermedie, mettendosi alla prova e obbligando le altre squadre a reagire. A dirigere le operazioni ci sarà Matteo Trentin, chiamato a essere il regista della Nazionale e a leggere l’evoluzione della corsa.
Il punto fondamentale sarà evitare di arrivare nel finale con l’Italia costretta a tirare per chiudere sulle azioni degli altri. Gli azzurri dovranno provare a mandare uomini davanti, sfruttando la qualità di Piganzoli, Pellizzari e Finn, così da lasciare Ciccone il più possibile protetto in vista delle ultime tornate. Senza Pogacar il Mondiale è più aperto e l’Italia, pur senza partire con i favori del pronostico, può provare a ritagliarsi uno spazio importante: servirà una corsa aggressiva e soprattutto una gestione tattica impeccabile.
