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Mondiali ciclismo 2026, la mina vagante Giulio Pellizzari. Una seconda punta da calare al momento giusto
Giulio Pellizzari si presenta al primo Mondiale Elite della carriera nel momento forse migliore della sua stagione (non esaltante visto un Giro d’Italia da dimenticare). Il marchigiano ha infatti trovato continuità e risultati nelle ultime settimane, vincendo il Giro della Toscana e chiudendo poi al secondo posto al Memorial Pantani. Due piazzamenti che certificano una condizione eccellente e che possono trasformarlo in una pedina importante per la Nazionale italiana.
Il primo riferimento dell’Italia sarà Giulio Ciccone, ma alle sue spalle Pellizzari può rappresentare una carta tattica molto interessante. Il percorso di Montréal, infatti, non è completamente adatto alle caratteristiche del corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe: le salite del circuito sono brevi e impegnative, con Camillien-Houde e soprattutto la Polytechnique che richiederanno accelerazioni secche, mentre Pellizzari resta maggiormente uno scalatore puro. Non è quindi il terreno ideale per aspettarlo fino all’ultimo giro e puntare tutto sulla sua capacità di fare la differenza in salita.
Ecco perché il marchigiano potrebbe avere un ruolo importante in anticipo, provando ad attaccare prima che la corsa entri nella sua fase conclusiva. In una gara di 273,7 chilometri, con dodici giri del circuito di Montréal, anticipare i grandi favoriti potrebbe costringere le altre Nazionali a spendere uomini ed energie per chiudere. Pellizzari ha mostrato proprio nelle ultime settimane di avere la gamba e il coraggio per provarci: il successo in Toscana è arrivato con un’azione decisiva nel finale, mentre al Memorial Pantani è stato ancora protagonista di un attacco che ha contribuito a selezionare la corsa.
Per l’Italia sarà quindi fondamentale interpretare la gara in maniera collettiva. Ciccone potrà essere conservato per il momento decisivo, mentre Pellizzari avrà la possibilità di muoversi quando la corsa sarà ancora leggibile e le squadre dei favoriti dovranno decidere se inseguire oppure lasciare spazio. Non serve necessariamente arrivare da solo: il suo compito potrebbe essere quello di anticipare, entrare in una selezione e costringere gli avversari a scoprire le carte.
