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TennisUS Open

Luciano Darderi: “Sto dimostrando di poter fare bene sul cemento. Punto alla convocazione per la Coppa Davis”

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Luciano Darderi
Darderi / Lapresse

Luciano Darderi tiene alta la bandiera dell’Italia a New York ed è l’unico tennista azzurro ancora in corsa nei tabelloni di singolare agli US Open 2026. Il giocatore italo-argentino ha battuto infatti in tre set l’australiano Dane Sweeny, raggiungendo la seconda settimana a Flushing Meadows ed eguagliando il miglior risultato della carriera in uno Slam dopo essersi spinto fino agli ottavi anche ad inizio anno in Australia. Al prossimo turno dovrà inventarsi un’impresa quasi impossibile contro il tedesco Alexander Zverev.

Sono contento: di nuovo seconda settimana, è bello. Come ho detto ieri e l’altro ieri, non era una partita facile da gestire, lui non aveva nessuna pressione addosso. Penso che la cosa in cui sono stato più bravo sia stata gestire le emozioni, sapendo che era una partita che potevo vincere. Cerco sempre di fare il massimo. In uno Slam non è mai facile arrivare agli ottavi, ai quarti o in semifinale, a parte negli anni in cui in quasi tutti gli Slam, dalle semifinali in poi, c’erano sempre gli stessi. Non è facile e non è un’abitudine fare gli ottavi in un Major. Alla fine non è una pressione: è bello, è tutta gioia. Essendo l’unico ancora in gioco, spero di poter andare ancora avanti, così avremo ancora sempre un italiano“, dichiara il n.22 al mondo in conferenza stampa.

Sul suo prossimo avversario, quando ancora non sapeva se avrebbe affrontato Zverev o Tabilo:Sono due giocatori forti. Ci ho giocato su diverse superfici: con Zverev mi sembra che sarebbe la prima sul cemento, se dovesse vincere; con Alejandro, invece, abbiamo giocato sia sulla terra sia sul cemento. Aspettiamo la partita, che vinca il migliore. Stasera la guarderò dal letto, sicuramente, in hotel. Vediamo chi vince, per poi preparare meglio la partita. Avrò un giorno di riposo domani, che servirà tantissimo. Oggi non ho fatto una partita lunghissima ed è venuto bene“.

Sono già anni che stiamo lavorando. Non si sa quale sarà il risultato finale, ottavi, quarti o semifinale, però già quest’anno sto dimostrando di aver fatto bene nei tornei grandi sul cemento. È una cosa positiva, molto positiva, e mi dà una carica in più sapere che posso fare bene qui. Quest’anno ho fatto gli ottavi in Australia, i quarti a Montreal e qui di nuovo gli ottavi; manca ancora metà della stagione, quindi bene

Sul duplice obiettivo della top20 a fine stagione e della convocazione per le Finals di Coppa Davis:Sono due traguardi che voglio raggiungere, quindi prima o poi voglio fare tutte e due. Se proprio devo sceglierne solo uno? Sicuramente la Coppa Davis. Sono tre anni di fila che sono tra i primi trenta e non ho ancora giocato. È vero pure che ci sono tanti giocatori, però mi piacerebbe“.

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