Formula 1GP Italia
Leclerc, troppi incidenti nel 2026: quanto stanno costando alla Ferrari
L’incidente di Monza ha aggiunto un altro capitolo a una stagione che, per Charles Leclerc, sta assumendo contorni sempre più complicati. Il violento impatto alla curva Alboreto, arrivato appena al secondo giro del Gran Premio d’Italia, non rappresenta infatti un episodio isolato, ma si inserisce in una serie di errori e incidenti che nel 2026 stanno incidendo tanto sul rendimento del pilota quanto sulle risorse della Ferrari.
Il confronto con Lewis Hamilton rende ancora più evidente la differenza. L’inglese è finora l’unico pilota del campionato ad aver completato tutti i giri disputati, mentre Leclerc ha già collezionato tre ritiri. Due di questi sono arrivati proprio a causa di un incidente, prima a Monaco e poi a Monza. Un bilancio che fotografa una situazione insolita per il monegasco e che inevitabilmente alimenta le discussioni sulla sua gestione del rischio.
Il quadro, tuttavia, è più ampio di quanto suggerisca il semplice conteggio dei ritiri. A Miami, per esempio, Leclerc ha compromesso un possibile piazzamento sul podio con un errore nell’ultimo giro. Il danneggiamento della sospensione anteriore sinistra lo ha costretto a tagliare alcune curve, circostanza che gli è costata una penalità e lo ha fatto precipitare fino all’ottavo posto. A questo vanno poi aggiunti gli incidenti in qualifica di Monaco e Barcellona: episodi che non hanno determinato direttamente la perdita di punti, ma che hanno comunque condizionato il rendimento della Ferrari nei rispettivi fine settimana.
La questione, inoltre, non è soltanto sportiva. Gli incidenti stanno iniziando a presentare un conto significativo anche alla scuderia di Maranello. Secondo alcune stime, i danni provocati da Leclerc nel corso del 2026 avrebbero raggiunto quota 1,88 milioni di dollari, il valore più elevato dell’intera griglia di F1. Una cifra tutt’altro che trascurabile nell’era del budget cap, considerando che i costi delle riparazioni devono essere sostenuti all’interno del tetto di spesa complessivo di 215 milioni di dollari previsto per la stagione.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto il denaro necessario per rimettere in pista la vettura. Ogni componente distrutto o danneggiato rappresenta una risorsa che la Ferrari deve sottrarre ad altre aree del programma, dallo sviluppo della monoposto alla produzione di nuovi elementi. In quest’ottica, quasi due milioni di dollari spesi per gli incidenti di un singolo pilota possono assumere un peso concreto nella gestione di una stagione in cui ogni margine economico e tecnico può fare la differenza.
E il calendario non lascia molto spazio per abbassare la guardia. Alla conclusione del Mondiale mancano ancora 9-10 appuntamenti, a seconda delle decisioni relative ai Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi, e all’orizzonte ci sono piste come Baku e Las Vegas, dove i margini di errore possono essere particolarmente ridotti.
Per Leclerc, dunque, la necessità di cambiare passo non riguarda soltanto la classifica o la ricerca della prestazione. Dopo una sequenza di episodi che ha già inciso sul bilancio sportivo e finanziario della Ferrari, la priorità diventa ritrovare continuità. La velocità non è mai stata il problema principale del monegasco: ora la sfida è riuscire a trasformarla in risultati senza pagare un prezzo sempre più alto in termini di incidenti.
