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Rugby

Il Sei Nazioni negli USA? World Rugby ci pensa e potrebbe coinvolgere l’Italia

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Italia-Irlanda mischia
Italia-Irlanda mischia / IPA Agency

World Rugby è pronta a sostenere qualsiasi federazione disposta a trasferire una gara del Sei Nazioni negli Stati Uniti, nell’ambito della sua strategia di espansione del rugby oltreoceano. L’iniziativa arriva in un momento favorevole: sabato Sudafrica e Nuova Zelanda hanno giocato davanti a 71.000 spettatori al M&T Bank Stadium di Baltimora per il quarto e decisivo test della loro “Greatest Rivalry Series”, l’ennesima dimostrazione che il pubblico americano risponde con entusiasmo ai grandi eventi rugbistici. Con i Mondiali maschile e femminile in programma negli USA rispettivamente nel 2031 e nel 2033, gli organizzatori vogliono portare oltre Atlantico sempre più incontri di prestigio.

L’amministratore delegato di World Rugby, Alan Gilpin, ha spiegato che la sfida tra All Blacks e Springboks dimostra come, dal punto di vista economico, un evento di questo tipo possa reggere il confronto con una partita del Sei Nazioni. Proprio per questo Gilpin ha indicato, come esempio ipotetico e non come discussione concreta, una possibile Italia-Irlanda da giocare in città come Boston o New York, dove risiedono comunità di tifosi italiani e irlandesi particolarmente numerose. Una scelta del genere, ha ammesso il dirigente, porterebbe con sé un problema delicato: bilanciare l’entusiasmo dei tifosi emigrati con la delusione di quelli rimasti in patria, privati della possibilità di vedere la propria nazionale giocare in casa.

Non è la prima volta che il rugby internazionale sperimenta trasferte fuori dai confini tradizionali: il Galles disputò le proprie partite casalinghe del Sei Nazioni 1998 e 1999 a Wembley, in attesa del completamento del Principality Stadium, ma spostare una gara del torneo addirittura oltreoceano sarebbe un fatto senza precedenti nei 143 anni di storia della competizione. Anche la Nuova Zelanda ha già portato la propria nazionale negli Stati Uniti, con vittorie nette contro USA e Figi davanti a decine di migliaia di spettatori, mentre l’Irlanda ha vissuto momenti storici a Chicago, dove nel 2016 batté per la prima volta gli All Blacks davanti a 60.000 tifosi, bis poi replicato con successo nel 2025.

Non tutti, però, condividono lo stesso ottimismo. John Mitchell, ct della nazionale femminile inglese e già allenatore degli Stati Uniti in passato, si è detto scettico sulla reale possibilità che il rugby sfondi definitivamente in America, sottolineando come il pubblico statunitense fatichi ad affezionarsi a nuove rivalità rispetto ad altri mercati sportivi. Mitchell ha anche messo in guardia sull’idea di portare oltreoceano una gara del Sei Nazioni femminile, ricordando quanto sia prezioso mantenere alta la visibilità del torneo nel mercato europeo. Alla fine, ha chiarito World Rugby, la decisione spetterà comunque alle federazioni coinvolte, consapevoli delle polemiche che una scelta simile potrebbe scatenare: il calendario delle edizioni 2027, maschile e femminile, è comunque già stato definito.

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