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Basket

Giorgia Sottana si sfoga per l’arbitraggio contro le azzurre: “Visto che non si può dire per il politically correct, lo dico io…”

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Giorgia Sottana
Giorgia Sottana / Ciamillo

L’Italia ha sfiorato l’impresa contro gli Stati Uniti ai Mondiali di basket femminile. Alla Berlin Arena le azzurre di Andrea Capobianco hanno tenuto testa alla squadra più forte del torneo per quaranta minuti, arrendendosi soltanto per 55-52 e arrivando a un possesso dal clamoroso ribaltamento dei pronostici. Una prestazione che ha raccolto consensi, ma anche lasciato spazio alle polemiche per alcune decisioni arbitrali nel finale.

Tra le voci che hanno commentato a caldo la partita c’è anche quella di Giorgia Sottana, una delle figure più rappresentative della pallacanestro femminile italiana. L’ex azzurra, che ha seguito la sfida attraverso i contenuti pubblicati sui social, ha affidato alle proprie storie Instagram una lettura senza filtri della partita. Nel mirino sono finiti sia l’arbitraggio sia il modo in cui negli Stati Uniti è stata interpretata la clamorosa difficoltà incontrata dal Team USA.

Sottana parte proprio dalla prestazione delle statunitensi, apparse lontane dalla versione dominante che ci si sarebbe potuti aspettare. L’Italia è rimasta in partita fino all’ultimo, dopo aver chiuso il primo quarto sotto di 11 punti e aver poi progressivamente ricucito lo svantaggio.

E niente, secondo me stavolta quelle del Team USA un po’ se la sono cagata addosso“, scrive Sottana. Poi il passaggio più duro sull’arbitraggio: “Visto che per il politically correct nessuna delle ragazze può dirlo, che l’arbitraggio ha fatto un pelo “cagare”“.

Una valutazione che si inserisce in una polemica già esplosa immediatamente dopo la partita. A far discutere sono state soprattutto alcune decisioni nel finale, compreso il fallo in attacco fischiato a Cecilia Zandalasini a circa tre minuti dalla sirena e il contatto al volto subito dalla stessa azzurra nell’ultima azione, non sanzionato dagli arbitri.

Sottana, però, mette le mani avanti e precisa di non voler attribuire alla terna arbitrale la responsabilità della sconfitta. “Non voglio dire che, con due cagate in meno da parte degli arbitri, avremmo vinto. Questo non si può sapere, perché poi comunque c’è da giocare e bisogna fare le scelte corrette. Ma zio billi, però“.

Al di là delle polemiche, il giudizio sull’Italia resta nettamente positivo: “La solidità che hanno dimostrato le ragazze fa sicuramente ben sperare per le prossime partite“.

La critica agli americani: “Non capite davvero un cazzo di cosa voglia dire squadra“. Il ragionamento di Sottana, però, non si ferma all’arbitraggio. L’ex azzurra si sofferma anche sulle reazioni arrivate dagli Stati Uniti dopo una partita che, secondo la sua lettura, ha messo in evidenza una differenza sostanziale nella concezione della pallacanestro.

Sono due ore che guardo video di americani che cercano di spiegare come sia possibile che a momenti perdano contro l’Italia. E più li guardo, più penso: non capite davvero un cazzo di cosa voglia dire squadra“, ha aggiunto.

Secondo Sottana, una parte della lettura americana avrebbe finito per concentrarsi eccessivamente sul talento individuale delle giocatrici statunitensi, trascurando il valore collettivo mostrato dall’Italia. “Basano tutto sull’individualità e sul talento, sottolineando come loro siano le migliori al mondo. “Wow, wow, wow”. E persino che questo basti a spazzare via il mondo“.

L’Italia ha chiuso la partita con percentuali offensive tutt’altro che brillanti, ma è riuscita a compensare con organizzazione e intensità, mettendo in difficoltà una squadra che sulla carta dispone di un talento superiore in quasi ogni ruolo. Sottana cita quindi alcune delle protagoniste della prestazione italiana per spiegare cosa significhi, secondo lei, giocare da squadra: “Poi ti scontri contro Cubaj, o contro Santucci, che venderebbe anche sua madre per recuperare un pallone. O Madera, che per fare un contropiede spinge il cuore un po’ più in là. E così per tutte le altre. Bello il talento, eh. Ma la squadra di più“.

Infine, l’ex azzurra torna sul contatto al volto di Zandalasini nell’ultimo possesso. A due secondi dalla sirena, sul 55-52, l’Italia ha avuto la possibilità di pareggiare con una tripla della giocatrice citata, che però non ha trovato il bersaglio. Poco prima, l’azzurra aveva protestato per una manata ricevuta sul volto, episodio non sanzionato dalla terna arbitrale. Dopo la gara, Zandalasini ha riconosciuto di aver reagito male e si è scusata per la propria reazione. Sottana, però, contesta anche la narrazione di alcune immagini mostrate dopo la partita: “E visto che fate vedere tutte le angolazioni del flop (non flop), fate vedere anche questa. Una manata su un occhio richiede una frazione di secondo, non sette ore di contatto“.

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