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Gianetti su Pogacar: “Infortunio grave. Ha rinnovato fino al 2032, impossibile pensare di evitare le cadute”
L’infortunio di Tadej Pogacar è sicuramente stata la notizia più sconvolgente nell’ultimo mese per il ciclismo internazionale. L’uomo più atteso di quest’ultima fase della stagione, pronto a vincere la sua prima Vuelta e poi a conquistare un altro Mondiale ed Europeo, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo la brutta caduta proprio durante la corsa spagnola. Sulle condizioni del campione sloveno è intervenuto Mauro Gianetti, direttore generale della UAE Team Emirates XRG.
Nell’intervista al programma di Rai Sport, Radio Corsa, Gianetti ha spiegato la gravità dell’incidente occorso a Pogacar e la decisione di terminare la sua stagione: “L’incidente è stato grave. La rottura scomposta della clavicola ha necessitato di un’operazione molto complessa, oltre alla commozione cerebrale. Da lì era evidente che non avrebbe più potuto correre quest’anno, ma era anche giusto lasciargli qualche giorno di tempo per assimilare questa decisione forzata, proprio perché era in testa alla Vuelta, aveva in testa il Campionato del Mondo e l’Europeo, davanti alla porta di casa, alla sua gente. Obiettivi importantissimi, oltre al Lombardia, che poteva giocarsi”
Il numero uno della UAE parla dello stato d’animo dello sloveno: “Questo è il ciclismo. Lui è sereno in questo momento. Chiaro che la delusione di non poter correre è grande, ma questo fa parte dello sport e sa che la caduta poteva anche avere conseguenze peggiori. Penserà alla prossima stagione con grande impegno”.
Una notizia importante è il rinnovo di Pogacar: “Già da qualche mese stavamo discutendo di prolungare l’accordo, anche perché ha voglia di correre, impegnarsi, divertirsi e voleva dare un segnale importante della fiducia che ha nei confronti della squadra stessa. Fiducia che noi abbiamo in lui e nel suo staff. È una bella notizia per il mondo del ciclismo sapere che Pogačar sarà professionista almeno fino al 2032″.
Nella testa di Pogacar ci può essere ora la paura di cadere e questo potrebbe anche portarlo a decidere di evitare una corsa ritenuta rischiosa come la Parigi-Roubaix, ma Gianetti non è di questo avviso: “La verità è che sembra che la Roubaix possa essere più rischiosa di altre gare, ma poi, al tirare delle somme, le cadute più brutte e con peggiori conseguenze non sono tanto lì ultimamente, ma su gare e in momenti come questi, dove è caduto Tadej, dove c’è una velocità estremamente alta, tutto il gruppo è veramente vicino, tanti corridori, tutti di altissimo livello. La Roubaix è una gara difficile, ma abbiamo visto che non è solo lì che si può cadere. Bisognerà pensare bene al calendario, ma non si può pensare di evitare le cadute”.
