Skateboard
Gaia Urbinati: “La voglia di fare nuovi trick supera la paura. In gara non mi sento una tredicenne”
Nella nuova puntata di Focus, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Alice Liverani ha intervistato Gaia Urbinati. La tredicenne azzurra è un talento innato dello skateboard che si sta già ritagliando il suo spazio a livello internazionale. La romagnola ha raccontato la sua giovane carriera ed il risultato più prezioso, l’argento ai Giochi del Mediterraneo.
La prima volta sullo skate: “Sono salita per la prima volta su uno skate a quattro anni e mezzo. Non ho mai smesso, ho sempre continuato. Non ci sono tanti altri sport che mi appassionano come questo. Mi piace guardare gli altri sport in televisione. Mi piace la sensazione che lo skate mi da sotto i piedi, l’aria che passa quando vado forte”.
L’emozione della gara: “Quando gareggio mi sento una atleta. Sono abituata a gareggiare con ragazze più grandi, non mi sento tanto una tredicenne. A Roma nella World Cup i turni preliminari sono andati molto bene, ho fatto la mia linea. Poi dai quarti non sono riuscita a fare tutto quello che dovevo. Ho paura nel fare nuovi trick, ma la voglia di farli e portarli in gara è più della paura”.
L’esperienze di questi anni: “A dieci anni ho iniziato a fare gare internazionali. La più bella è stata in Olanda. Quando sono entrata in Nazionale quella più bella è stata in Brasile. Mi emoziona molto essere in Nazionale. Mi piace molto viaggiare e fare nuove amicizie. Lo skatepark migliore è quello in Giappone, era molto bello e grande”.
La differenza tra le piste: “Le piste sono tutte molto diverse ed hanno stili diversi, anche in Italia. Mi piace molto la pista di Ancona dove ho fatto il campionato nazionale. Sono legata alla pista dell’Ippodromo di Cesena perché lì ho iniziato”.
Gli errori e la pressione: “Un paio di volte mi sono fatta seriamente male. Ma la voglia di vincere e dimostrare quello che so fare mi ha fatto tornare sullo skate. In gara mi passano in testa mille pensieri e faccio fatica a gestire le emozioni. Sbaglio quando ho tanta tensione. Quando sono in gara cerco di non avere ansia. Ai Giochi del Mediterraneo non avevo tutta questa pressione”.
I Giochi del Mediterraneo: “La cosa più bella è che sono simili a delle Olimpiadi. Mi è piaciuto l’ambiente ed il fatto di portare la divisa dell’Italia. Il mio sogno da quando ho iniziato è quello di arrivare alle Olimpiadi”.
La volontà di non lasciare lo skate: “Devo fare la terza media. Mi piacerebbe poi fare una scuola impegnativa, ma non voglio mollare lo skate. Devo trovare una via di mezzo”.
Il trick preferito: “Il trick che mi piace di più si chiama flip front board. Si deve far girare la tavola su sé stessa e dare la schiena alle ringhiere”.
Il grande obiettivo delle Olimpiadi: “Dovrò andare in Paraguay per la Word Cup. Poi ci sarà la Winter League per non restare fermi. Alle Olimpiadi ci vanno i primi 44 del ranking. Per ora sono quarantaduesima, quindi sono dentro. Poi ci sarà una gara per decretare i 22 che andranno a Los Angeles”.
