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Formula 1GP Spagna

F1, Kimi Antonelli ha preso le redini del Mondiale. Ora bisogna “solo” gestire i salti degli ostacoli

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Kimi Antonelli
Antonelli / La Presse

Nell’arco di otto giorni, Kimi Antonelli ha preso saldamente le redini del Mondiale 2026 di F1. La vittoria di Monza ha avuto un peso specifico enorme, per come è arrivata. Quella fortunosa di Madrid è stata altrettanto pregnante in virtù delle disgrazie capitati ai principali rivali per il titolo. L’anonima performance di George Russell e il ritiro di Lewis Hamilton gli hanno permesso di guadagnare tanti punti.

Punti pesantissimi raccolti anche nel confronto diretto con Norris. Alfine, la Virtual Safety Car ne ha spostati 17 in favore del bolognese. I 7 in più che ha ottenuto vincendo anziché arrivando secondo, uniti ai 10 persi dall’inglese, ritrovatosi al terzo posto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, ossia +81 sul compagno di squadra, +101 sul ferrarista e +106 sul detentore del titolo.

Ne resta un massimo teorico di 233 sul piatto (che verosimilmente si ridurrà a 208, poiché è altamente probabile la cancellazione dei GP di Qatar e Abu Dhabi, solo parzialmente sostituiti da un unico recupero a Imola) e rebus sic stantibus, l’incertezza legata al nome del Campione del Mondo 2026 è quasi svanita. Al di là delle scaramanzie italiche, tutti guardano ad Antonelli.

Potrebbe essere altrimenti? Di quattordici gare, ne ha vinte otto. Significa che tutti gli altri piloti messi assieme hanno festeggiato meno di lui. Chi corre a parità di auto si è imposto solo due volte e paga dazio sul piano prestazionale spesso e malvolentieri. Chi corre con una Ferrari ha primeggiato una volta e, se corre su una Ferrari, corre PER la Ferrari, con tutti gli annessi e connessi del caso. Non si va oltre per rispetto del cognome di chi ha fondato un’azienda mitica e ancora vincente in qualsiasi ambito non sia la F1. Chi ha vinto il Mondiale l’anno scorso è partito a handicap e ora ne paga le conseguenze, pur essendo tornato molto competitivo.

Antonelli può cominciare a fare i conti, ma avere il Mondiale in pugno non significa averlo in bacheca. Lì verrà messo, al sicuro e sotto chiave, solo quando arriverà la certezza aritmetica. Siamo arrivati a due terzi di una stagione durante la quale si sta dimostrando il più forte. A fare da Spada di Damocle resta l’affidabilità, ma è una variabile che vale per tutti. Oppure contatti e incidenti, ma anche questa è una variabile che vale per tutti.

A parità di variabili, sul lungo periodo, lo stiamo vedendo tutti chi si sta meritando il titolo 2026. C’è da completare un’opera magnifica ancora in corso di svolgimento. Antonelli ha preso le redini del destriero iridato, non gli resta che condurlo nelle sue scuderie, gestendo il salto degli ostacoli che, certamente, gli si pareranno davanti da qui a dicembre.

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