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Formula 1GP Italia

F1, Kimi Antonelli al bivio power-unit: Monza pista ideale per scontare la penalità per il quinto propulsore?

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Kimi Antonelli
Antonelli Lapresse

Andrea Kimi Antonelli smarcherà la quinta power unit della stagione nel weekend del Gran Premio d’Italia, conscio di dover scontare una penalità di 10 posizioni sulla griglia di partenza. Si tratta di una decisione significativa, considerando come Monza rappresenti l’appuntamento di casa per il fresco ventenne bolognese. Si tratta altresì di una scelta ponderata da tempo.

Toto Wolff già a luglio aveva indicato l’autodromo brianzolo come quello in cui si sarebbe potuta “gettare nella mischia” la quinta PU del 2026. Chiaramente è un peccato, se si ragiona in termini  provinciali e partigiani, ma fortunatamente in Mercedes non ha questo difetto cognitivo. L’approccio seguito è quello decisamente più pragmatico di pensare all’intero Mondiale.

Deve essere chiaro che Antonelli ha sottolineato di essere parte in causa nella decisione. Se non avesse dato il suo benestare, non ci si sarebbe mossi in questo modo. Viceversa, il non-più teenager italiano ha avallato la proposta del team. Perché sa bene come Monza sia una delle piste sulle quali è più facile sorpassare. Dunque, è una di quelle ideali per scattare da centro griglia e limitare i danni.

D’altronde, qualche anno fa, anche Max Verstappen decise di andare in penalità a Spa-Francorchamps, ossia a tutti gli effetti un appuntamento casalingo. Vuoi per la vicinanza geografica con i Paesi Bassi, vuoi perché il quattro volte Campione del Mondo ha doppia cittadinanza. Corre con licenza olandese, ma la mamma (e uno dei suoi due passaporti) sono belgi. Sapendo come l’autodromo delle Ardenne potesse favorire una sua rimonta, si mosse nel modo più razionale possibile.

Se si vuole vincere un Mondiale, bisogna essere, appunto, freddi e razionali. Una guerra è composta da tante battaglie, alcune delle quali possono anche essere perse. Tutti conoscono il modo di dire “vittoria di Pirro”, ossia un successo inutile guardando al lungo periodo. Viceversa, non c’è un epiteto per definire l’esatto opposto, quella che in studi strategici è descritta come “Una sconfitta tattica, ma vittoria strategica”, ossia la situazione in cui si perde uno scontro immediato, ma si raggiunge comunque l’obiettivo finale a lungo termine.

Un esempio in tal senso è la battaglia delle Termopili, nella quale Re Leonida e i suoi 300 soldati vennero annientati. Fu una sconfitta immediata. Tuttavia, il loro sacrificio non fu vano e ritardò in maniera cruciale l’offensiva dei persiani, consentendo alla flotta greca di riorganizzarsi e di vincere la successiva battaglia di Salamina.

Sacrificio, appunto. Quello di sacrificare il Gran Premio di casa in favore di un bene superiore, la conquista del Mondiale. Per parafrasare Gneo Pompeo “Iridem necesse est, Monza non est necesse”. I punti assegnati dal GP d’Italia saranno gli stessi conferiti da qualsiasi altro appuntamento che si disputerà su layout meno favorevoli alle rimonte.

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