Pallavolo
Europei volley, Istanbul elegge le semifinaliste: Lavarini sfida l’Olanda, Santarelli trova Bregoli
A Istanbul si decidono altri due posti nelle semifinali degli Europei 2026, con un programma che propone due quarti di finale molto diversi per caratteristiche e possibili sviluppi. Da una parte Polonia e Olanda, confronto nel quale equilibrio, fisicità e qualità del servizio possono spostare gli equilibri; dall’altra Turchia e Germania, con le padrone di casa favorite ma chiamate a contenere la potenza offensiva di una Leana Grozer reduce da un ottavo di finale di altissimo livello.
La Polonia di Stefano Lavarini arriva all’appuntamento nelle condizioni migliori, almeno dal punto di vista delle energie spese. Il 3-0 inflitto al Portogallo negli ottavi ha permesso alle polacche di gestire la partita senza particolari sofferenze, mentre l’Olanda di Felix Koslowski è stata costretta ad arrivare al quinto set per avere ragione della Slovenia. Una battaglia che ha richiesto alle neerlandesi ben 180 attacchi e che potrebbe lasciare qualche conseguenza sul piano fisico.
Lavarini può costruire il proprio gioco attorno alla potenza di Magdalena Stysiak, protagonista contro il Portogallo con 22 punti e il 50% offensivo. Limitarsi all’opposta sarebbe però riduttivo: Julita Piasecka offre un’altra soluzione importante sulle palle laterali e Magdalena Jurczyk ha chiuso l’ottavo con uno straordinario 75% in attacco. La Polonia ha fatto registrare complessivamente il 49% offensivo e otto muri, numeri che evidenziano la capacità di fare la differenza soprattutto quando Katarzyna Wenerska può gestire una ricezione sufficientemente vicina a rete.
Per l’Olanda diventa quindi fondamentale togliere velocità e varietà alla costruzione polacca attraverso il servizio. Costringere Wenerska a giocare lontano da rete significherebbe aumentare il numero di palloni affidati a Stysiak e permettere al muro di organizzarsi con maggiore facilità.
La squadra di Koslowski dispone però di armi sufficienti per mettere in difficoltà le polacche. Il successo sulla Slovenia ha confermato la crescita di Elles Dambrink, autrice di 24 punti, ma soprattutto la pericolosità di Indy Baijens, capace di mettere insieme 22 punti, il 60% in attacco e quattro ace. Aggiungendo gli 11 punti di Britte Stuut emerge una distribuzione che può consentire a Sarah van Aalen di non dipendere esclusivamente dalla palla alta.
Molto passerà dalla qualità della seconda linea. L’Olanda ha chiuso l’ottavo con il 36% di ricezione positiva, la Polonia addirittura con il 29%. Percentuali che possono trasformare la battuta nel primo vero spartiacque della sfida: chi riuscirà a mettere maggiormente in crisi la costruzione avversaria avrà la possibilità di organizzare meglio il proprio sistema muro-difesa. La Polonia possiede qualcosa in più sul piano della potenza e della continuità, mentre l’Olanda ha già dimostrato di sapersi adattare anche a partite complicate e poco lineari.
Il secondo quarto propone invece una sfida nella sfida tutta italiana in panchina. Daniele Santarelli guiderà la Turchia contro la Germania di Giulio Cesare Bregoli, con le padrone di casa che possono sfruttare un numero maggiore di terminali offensivi. Il 3-0 sull’Azerbaijan negli ottavi ne è stata una dimostrazione: Melissa Vargas ha realizzato 16 punti, ma Zehra Güneş ne ha aggiunti 12, Hande Baladin 10, Eda Erdem e İlkin Aydın 9.
È soprattutto la forza al centro della Turchia a rappresentare un problema per la Germania. Güneş ha chiuso con il 67% in attacco e quattro muri, mentre Erdem ha fatto registrare il 56%. Se Elif Şahin potrà giocare con ricezione vicina a rete, Bregoli rischierà di trovarsi davanti un sistema offensivo difficilissimo da leggere, nel quale Vargas rappresenta soltanto una delle possibili soluzioni.
La Germania dovrà allora provare a rompere questo meccanismo partendo dalla battuta e contemporaneamente trovare continuità attorno alla sua giocatrice più importante. Leana Grozer ha trascinato le tedesche contro il Belgio con 28 punti, frutto di 24 attacchi vincenti, tre muri e un ace. Emilia Weske ne ha aggiunti 14, Lina Alsmeier 13 e Camilla Weitzel 11. Proprio Alsmeier, ferma al 24% in attacco, dovrà però aumentare la propria efficienza per alleggerire il carico sulle spalle di Grozer.
Servizio e muro possono diventare i due fondamentali determinanti. Bregoli dovrà cercare di allontanare la ricezione turca dalla rete, mentre Santarelli proverà a fare esattamente lo stesso per rendere più prevedibile il gioco tedesco e organizzare il muro soprattutto su Grozer e Alsmeier.
C’è anche un precedente recente: nella fase a gironi la Turchia si è imposta 3-1 sulla Germania. Il pronostico resta dunque dalla parte di Vargas e compagne, che possono contare su maggiore profondità e più alternative offensive. Per cambiare il copione Bregoli avrà bisogno di una Germania aggressiva dai nove metri e capace di trascinare la partita su scambi lunghi, togliendo ritmo e certezze alle padrone di casa. Questa volta, però, non ci sarà possibilità di rimediare: chi vince continua la corsa europea, chi perde saluta il torneo.
