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Bencic rischia la squalifica agli US Open: cosa è successo a New York

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Belinda Bencic
Belinda Bencic / LaPresse

Il confine tra frustrazione agonistica e comportamento punibile è stato sfiorato da Belinda Bencic nel suo debutto agli US Open contro Yulia Putintseva. La tennista svizzera, generalmente lontana da episodi di questo genere, ha rischiato una sanzione ben più pesante di un semplice warning dopo aver colpito accidentalmente uno spettatore con una pallina.

L’episodio si è verificato al termine del terzo game del secondo set. Bencic aveva appena perso il servizio ai vantaggi e, evidentemente contrariata per l’andamento del gioco, ha scagliato una pallina verso l’esterno del campo. La traiettoria, però, ha finito per raggiungere gli spalti, centrando una persona presente in tribuna.

La reazione immediata dell’elvetica è stata determinante nel successivo sviluppo della vicenda. Bencic si è infatti voltata verso lo spettatore per verificare personalmente le sue condizioni e accertarsi che il colpo non avesse provocato conseguenze. Un gesto che ha mostrato come non ci fosse, almeno nelle intenzioni, la volontà di colpire qualcuno.

Putintseva, tuttavia, ha ritenuto l’accaduto sufficientemente grave da rivolgersi al giudice di sedia, chiedendo che nei confronti dell’avversaria venisse applicata la squalifica. La richiesta non è stata accolta e l’incontro è proseguito regolarmente, con la kazaka che alla fine è riuscita ad avere la meglio.

La decisione del giudice ha inevitabilmente alimentato il dibattito, soprattutto sui social network, dove diversi appassionati hanno evidenziato una possibile disparità di trattamento rispetto ad altri episodi verificatisi nel circuito.

Il precedente più immediato è quello di Novak Djokovic agli US Open del 2020. Durante il match contro Pablo Carreño Busta, il serbo aveva colpito involontariamente una giudice di linea scagliando una pallina verso il fondo del campo dopo aver perso un game. La donna fu centrata al collo e Djokovic venne immediatamente squalificato dal torneo. In quel caso, a pesare sulla decisione fu soprattutto il fatto che la pallina avesse colpito una ufficiale di gara e che il gesto fosse stato compiuto con una certa veemenza, anche se non c’era l’intenzione di provocare un infortunio.

Il confronto tra i due episodi evidenzia però un aspetto importante: nel tennis la squalifica non scatta automaticamente ogni volta che una pallina lanciata per frustrazione raggiunge una persona. Gli ufficiali devono valutare il contesto, la dinamica dell’azione, la pericolosità del gesto, l’eventuale intenzionalità e, soprattutto, le conseguenze dell’accaduto. Anche la distinzione tra un gesto rivolto deliberatamente verso una persona e una pallina colpita senza avere come obiettivo qualcuno può diventare decisiva.

Non è del resto l’unico precedente controverso. Nel corso degli anni diversi giocatori sono stati sanzionati per aver lanciato racchette o palline in modo pericoloso, mentre in altri casi episodi simili si sono conclusi con un semplice warning. Il caso Djokovic resta comunque quello più emblematico perché dimostra quanto possa essere sottile la linea tra un comportamento antisportivo e un’azione ritenuta meritevole della massima sanzione.

VIDEO BELINDA BENCIC US OPEN 2026

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