Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Basket

Basket femminile, l’estate negativa delle nazionali giovanili dell’Italia. Eppure il futuro non è fosco come sembra

Pubblicato

il

Francesca Baldassarre
Francesca Baldassarre / fiba.basketball

C’è poco da dire: quest’anno l’estate delle Nazionali giovanili femminili per quanto riguarda la pallacanestro italiana di positivo ha avuto molto poco. Ed è stata un’annata quasi straniante, se si considera che anche solo fino a un anno fa c’era almeno una selezione che lottava per vincere le medaglie, con un picco notevolissimo nel 2019 quando si vinsero ben due ori a livello Under 18 e Under 20 (e difatti buona parte di quelle squadre costituisce l’ossatura odierna del gruppo di Andrea Capobianco).

L’Italia, in particolare, con l’Under 20 si è salvata davvero sul filo del rasoio, in quanto è stata a un nonnulla dal retrocedere in Division B, salvandosi soltanto al supplementare della sfida di semifinale del tabellone 13°-16° posto con la Slovenia e, poi, vincendo l’altrettanto drammatica, e decisiva, finale per il 13° posto contro la Serbia. Peggio è andata all’Under 16, che anche tecnicamente è apparsa in difficoltà contro varie compagini e non è riuscita a esprimere forse neanche il livello di gioco voluto all’origine. Com’è come non è, la retrocessione in Division B, la prima in vent’anni, è giunta dopo la sconfitta nel tabellone 9°-16° posto contro la Polonia. In questo caso il discorso del 13° posto perdeva di valore perché in quella zona di classifica si trovava anche la Bulgaria, che però ospiterà l’edizione ventura della Division A ed è quindi salva d’ufficio. A tal punto, quelle due partite rimanenti non servivano: per la cronaca il piazzamento finale è stato il 14°.

L’Under 18, invece, ha dato qualche segnale di vita in più, riuscendo a fornire un interessante colpo di mano sull’Ungheria nel suo ottavo di finale, dov’era giunta da terza nel girone, salvo poi cedere contro la Spagna, rivelatasi un’autentica corazzata USA style, dal momento che ha vinto la finale contro la Francia di 36 punti e solo la Serbia è riuscita a “limitare” il distacco a 23 punti. Forse non per caso questo è stato anche un roster con presenze già conosciute almeno a livello italiano, come l’asse play-centro formato da Francesca Baldassarre e Marianna Zanetti. L’una ha già avuto responsabilità importanti sia in altre selezioni giovanili che in A1 a Battipaglia, e indubbiamente può rappresentare un nome sul quale puntare quando l’attuale e ricca generazione di piccole azzurra avrà comunque bisogno di una mano. L’altra, invece, ha convinto abbastanza da essere chiamata da quello che è e rimane il mix tra l’ala Derthona Basket e ciò che è comunque rimasto a Castelnuovo Scrivia di una società sempre attenta al mix alto livello-giovani.

In ogni caso rimane il fatto che, sebbene si possa e debba assolutamente migliorare il discorso giovanile in tempi anche molto brevi (l’Italia non può senz’altro permettersi anni in Division B in nessuna delle categorie, e poco meglio è andata alla maschile, che pure una finale l’ha raggiunta a livello Under 18 in quel di Trento), elementi buoni ci siano. Abbiamo recentemente visto uscire dai canoni delle giovanili figure come Carlotta Zanardi, Candy Edokpaigbe e Cristina Osazuwa, sono ancora da quelle parti giocatrici come Emma Giacchetti e Isabel Hassan. In sostanza, da preoccuparsi nel prossimo futuro c’è, ma non va buttato via il fatto che elementi buoni ne esistano. Certo, va ampliata la coperta, e questo non può essere negato.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità