Basket
Basket femminile, i possibili volti nuovi dell’Italia verso gli Europei 2027. Novità dai college americani?
Quale Italia vedremo verso gli Europei 2027, o meglio anche nelle qualificazioni? Difficile dirlo, per diversi ordini di ragioni. Il primo: c’è inevitabilmente il tema delle giocatrici che entrano dall’universo NCAA. Il secondo: chi sarà effettivamente a disposizione tra infortuni, difficoltà e momenti di vario genere che possono capitare in una stagione. E specialmente in una situazione nella quale le finestre non sono più tre, ma due: una a novembre e una a febbraio, con tre partite ciascuna. E, dunque, con più valutazioni da fare, con più rotazioni da gestire, con più problematiche da risolvere. Qui andiamo a ricapitolare una specie di mix tra universitarie e giovani del futuro.
Il primo capitolo, quello dei college, almeno per quel che riguarda queste qualificazioni europee renderà impossibile (per coincidenza delle date stagionali) l’uso di tre che sono chiarissime candidate a indossare la maglia azzurra nel breve-medio termine. Una, Vittoria Blasigh, l’abbiamo proprio vista ai Mondiali ed è risultata tra le grandissime protagoniste, senza paura nella rimonta contro l’Australia e in generale capace di una preparazione tale da convincere Capobianco. E giungere in 10 partite dal non avere presenze a prendersi già un posto e la stima nel roster fa tanto e vuol dire tanto. Le altre due, Eleonora Villa e Candy Edokpaigbe, hanno tutto per entrare in maniera fissa nel gruppo azzurro, l’una accanto alla sorella Matilde, l’altra dopo un percorso che attualmente la vedrà protagonista a San Francisco.
Poi c’è il caso a parte di Cristina Osazuwa, che evidentemente ha dell’esperienza in più, e nel giro azzurro già c’è. Per la classe 2005, nelle occasioni in cui le big sotto canestro non ci saranno, potranno senz’altro esserci importanti occasioni in un futuro, che però difficilmente sarà quello del 2026 perché è stata chiamata da Kansas State all’interno della grande riforma NCAA che, però, è in bilico per vicende infinitamente più grandi e fuori dall’ambito di quello che stiamo raccontando. Verosimilmente verrà richiamata in più di un’occasione Carlotta Zanardi, che deve ancora esplodere appieno nel suo ruolo da play-guardia e in questo senso sarà molto importante la prossima stagione a Schio.
Un altro nome futuro che potrà spiccare, e di cui bisognerà seguire i passi ad Albany, è Emma Zuccon, che agli ultimi Europei Under 20 si era distinta con 10,1 punti e 12,7 rimbalzi ad allacciata di scarpe, fatto che quantomeno denota come si stia parlando di un’ala con caratteristiche molto accentuate più verso il canestro che lontano dallo stesso. Se dobbiamo andare sotto canestro il nome è quello di Caterina Piatti, un tipo di giocatrice più di stile classico nel ruolo di centro e che ha percorso tutta la strada delle giovanili azzurre.
Per quanto riguarda le generazioni future, soprattutto quella 2007 può offrire spunti interessanti. Di Emma Giacchetti s’è scritto e detto parecchio, e il fatto che già sia una giocatrice a tutto tondo di Campobasso, nel senso che è già attivamente in rotazione, fa capire che le potenzialità ci sono eccome. Se si cerca una tiratrice da tre non è il suo caso, ma se si tratta di prendersi iniziative dentro l’arco allora il nome è quello perfetto. Tra le giocatrici da seguire Beatrice Cerè (compagna di Giacchetti a Campobasso e che potrebbe vedere aumentati minuti e spazio nell’annata ventura), Nicole Torresani, che però ha un discorso tutto suo e che prosegue in Lussemburgo, e Olivia Ostoni, guardia di scuola Geas.
Per le 2008 il nome principale è scontatissimo: Francesca Baldassarre, già esperta di A1 con Battipaglia e in grado già di reggere il confronto sia a livello Under 20 che, ancor più, a livello Under 18, il che non guasta in una fase nella quale le annate delle giovanili sono state semplicemente (molto) storte. E da tenere d’occhio c’è anche Marianna Zanetti, lunga capace di accendersi in partite decisive, mentre per il 2009 c’è Isabel Hassan, che come ala di potenziale ne ha non tanto, ma tantissimo. E di cui da diversi anni si seguono le tracce.
