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US Open 2026, Lorenzo Musetti in cerca di risposte sul cemento di Flushing Meadows
Lorenzo Musetti si affaccia agli US Open 2026 con una consapevolezza diversa rispetto al passato. Il cemento americano, superficie sulla quale non sempre era riuscito a esprimere appieno le proprie qualità, sembra infatti aver smesso di rappresentare un limite. Anzi, nelle ultime settimane il tennista carrarino ha offerto indicazioni incoraggianti, mostrando un tennis più incisivo, una maggiore continuità e una condizione atletica che gli consente di sostenere ritmi elevati.
Il percorso compiuto durante la tournée nordamericana è la conferma più evidente di questa evoluzione. Musetti ha raggiunto i quarti di finale al Masters 1000 di Cincinnati, imponendosi senza particolari difficoltà nei primi tre incontri contro Daniel Altmaier, Michael Zheng e Jaime Faria, tutti superati senza perdere un set. La sua corsa si è interrotta soltanto contro Frances Tiafoe, al termine di una sfida combattuta e durata oltre due ore, nella quale l’americano ha trovato le soluzioni migliori nei momenti decisivi.
Il rendimento mostrato a Cincinnati si inserisce in un percorso di crescita già emerso nei tornei precedenti. A Washington Musetti era arrivato fino ai quarti di finale, dopo le vittorie contro Matteo Arnaldi e Aleksandar Vukic, mentre a Montréal si era fermato al secondo turno, battendo in precedenza Mejía. Il bilancio dell’ultimo mese, pur con qualche battuta d’arresto, racconta dunque di un giocatore sempre più a suo agio sulle superfici rapide e soprattutto capace di interpretare le partite con un atteggiamento più aggressivo.
La scelta di prendersi una pausa a inizio stagione per recuperare energie e lavorare sulla condizione fisica sembra aver prodotto gli effetti desiderati. Musetti è arrivato alla parte più importante dell’annata con un corpo maggiormente reattivo e con una tenuta atletica che gli permette di spingere con continuità, senza rinunciare alle variazioni che da sempre rappresentano una delle caratteristiche distintive del suo tennis.
Anche a New York le prime impressioni sono state positive. Arrivato con largo anticipo a Flushing Meadows, l’azzurro ha attirato l’attenzione durante gli allenamenti sull’Arthur Ashe Stadium, fino a diventare un prezioso compagno di allenamento per Novak Djokovic. A testimoniare la considerazione di cui gode nel circuito internazionale c’è anche la sessione disputata con Roger Federer, tornato sui campi di Flushing Meadows in vista di un evento esibizione. Scambi ad alta intensità che, al di là del valore puramente tecnico della preparazione, raccontano bene il credito conquistato da Musetti tra i grandi del tennis mondiale.
A New York, inoltre, l’azzurro potrà contare sul vantaggio di essere testa di serie, condizione che gli consentirà di evitare i principali favoriti nelle primissime fasi del torneo. Con il forfait di Jannik Sinner, costretto a rinunciare per un problema al ginocchio, inevitabilmente una parte delle aspettative del tennis italiano si concentra anche su Musetti.
Il compito sarà tutt’altro che semplice, ma il momento sembra essere quello giusto per provare a fare un ulteriore salto di qualità. Il cemento, un tempo terreno meno congeniale alle sue caratteristiche, oggi appare una superficie sulla quale Musetti ha acquisito nuove certezze. Gli US Open rappresentano ora il banco di prova ideale per capire fin dove possa spingersi questa versione più aggressiva, solida e consapevole del talento di Carrara.
