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Tennis

US Open 2026: gli italiani nei tabelloni di qualificazione e il cammino verso il main draw

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Federico Cinà
Federico Cinà / IPA Sport

Andiamo a scoprire quello che può accadere alla generalità del blocco italiano nei due tabelloni di qualificazione degli US Open. Sono 11 gli azzurri presenti a cercare il main draw di New York al maschile, mentre a tentare la fortuna in campo femminile sono sei (un numero che non eravamo più abituati da qualche tempo a vedere).

Partiamo dagli uomini, in virtù di molti dati interessanti. L’ordine è quello del tabellone, cioè scorrendo dall’alto verso il basso. Per Andrea Pellegrino, autore di una stagione molto valida, c’è il mai affrontato Colton Smith all’interno di un tabellone non semplice da interpretare, con diversi nomi quasi tutti ugualmente candidati a sfidare Hugo Gaston, il francese che è vero favorito di questo terzo spot.

Per Francesco Passaro, invece, c’è il britannico Felix Gill, ed anche in questo caso non ci sono confronti ufficiali. Non si parla comunque di un avversario insormontabile; le vere variabili sono il tedesco Tom Gentzsch, numero 29 del seeding, due Challenger vinti recentemente (ma entrambi sul rosso) e soprattutto il giapponese Shintaro Mochizuki, ottavi a Wimbledon all’attivo di recente.

A Francesco Maestrelli non è andata benissimo, nel senso che si ritrova a giocare contro il britannico Toby Samuel, numero 7 del seeding. Il vero problema, in questo caso, è che Samuel sta giocando davvero una grande annata, con tre Challenger vinti e una condizione che, sul veloce, è davvero molto buona. Nello stesso spot, il settimo dei 16 disponibili, ci sono Elias Ymer e Garin.

Due gli azzurri nell’ottavo spot. A Raul Brancaccio tocca il brasiliano Thiago Seyboth Wild, della stessa generazione junior di Musetti, ma che dopo segnali importanti nei primissimi anni ha poi faticato tra vicende personali ed infortuni. Possibile il derby al secondo turno contro Stefano Napolitano, che però ha davanti uno dei nomi più pericolosi in circolazione, quello dell’americano Mackenzie McDonald, già pericoloso a livello ATP nel passato.

E arriviamo qui al nono spot, dove Lorenzo Giustino starà probabilmente vivendo queste ore con sentimenti contrastanti. L’avversario è Grigor Dimitrov, per il quale non servono presentazioni: da una parte c’è di sicuro l’orgoglio di giocare contro un simile monumento del tennis, dall’altra la speranza di riuscire a tenere, anche contando l’anno non proprio eccelso del bulgaro.

Molto interessante, invece, l’accoppiamento capitato nel decimo spot ad Andrea Guerrieri. Si tratta, infatti, del danese August Holmgren, che tra la sorpresa generale nel 2025 si spinse fino al terzo turno a Wimbledon. Quest’anno non ha ripetuto quei risultati, ma si è comunque assicurato una classifica anche da top 150 a giugno: in breve, sta progredendo.

E arriviamo infine all’undicesimo spot, quasi una “maledizione”, come andremo a vedere, perché qui davvero in casa Italia c’è solo un avversario potenziale per avere un ulteriore nome nel main draw, ed è il cinese Bu Yunchaokete (o come lo si preferisce scrivere, dipende dai punti di vista). Il fatto è che qui c’è un derby tra due delle figure più citate negli ultimi anni di tennis italiano, per diverse ragioni: Luca Nardi da una parte, Federico Cinà dall’altra. E chi vincerà avrà un’occasione non da poco.

Due gli italiani anche nel quattordicesimo spot: Marco Cecchinato, che non è mai stato proprio fortunato a New York, pesca il britannico Liam Broady, promessa sì mai esplosa, ma all’interno di un contesto di vita davvero complesso per il quale non bastano poche righe. Avversario britannico anche per Stefano Travaglia: è l’inglese Harry Wendelken. E, potendoci credere, l’ascolano ne ha le chance. Certo, il favorito dello spot è il lituano Vilius Gaubas, ma non di così tanto.

Passiamo ora al femminile, con una presenza finalmente di certa competitività. Non è andata molto bene a Nuria Brancaccio, che pesca subito la testa di serie numero 3, la britannica Francesca Jones, i cui propositi di main draw sono elevatissimi anche in una zona che comprende svariati nomi di un certo livello sia presente che passato.

Nel settimo spot, invece, ci sono chance decisamente concrete per Lucia Bronzetti, se riuscirà davvero a credere nei propri mezzi in una seconda metà di 2026 che può e deve essere da risalita per lei. Esordirà contro l’argentina Luisina Giovannini, e al netto di tutti i discorsi di teste di serie le principali avversarie potrebbe affrontarle al terzo turno: parliamo dell’attualmente armena Elina Avanesyan e della giapponese Mai Hontama.

Complessa la situazione, nell’ottavo spot, di Jennifer Ruggeri, e non tanto perché c’è la belga Sofia Costoulas al primo turno (difficile, ma fattibile). Da quelle parti, infatti, ci sono sia l’americana Elvina Kalieva (primo turno contro la quasi immortale francese Kristina Mladenovic) che la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, che quanto a esperienza ne sa qualcosa.

Nel nono spot, invece, Lucrezia Stefanini pesca sia, nell’immediato, la turca Ayla Aksu che la vera e propria congestione di nomi di spicco: Madison Brengle (potenziale 2° turno), Kayla Day, Julieta Pareja, Rebeka Masarova e Iryna Shymanovich, tutte per diversi motivi da tener d’occhio.

Per Tyra Caterina Grant, invece, sono gli US Open in cui tenta di emergere. In un certo senso il tabellone le ha dato una mano: prima la wild card USA Savannah Broadus, poi verosimilmente la giapponese Himeno Sakatsume, infine eventualmente l’ex promessa andorrana Victoria Jimenez Kasintseva.

Ed arriviamo infine al quindicesimo spot, quello di Lisa Pigato, subito attesa dalla polacca Linda Kimovicova, che solo per caso ha un cognome russofono avendo sempre vissuto in Polonia. Sono tutte comunque potenzialmente abbastanza bloccate dalla slovacca Rebecca Sramkova in un potenziale terzo turno.

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