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Tuffi

Tuffi, Italia da sogno agli Europei. Pellacani sfida le cinesi, squadra dal futuro d’oro

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Chiara Pellacani
Chiara Pellacani / LaPresse

A Parigi l’Italia dei tuffi ha saputo prendersi il trono d’Europa. Una clamorosa vittoria nel medagliere della manifestazione, guidata ovviamente da una storica Chiara Pellacani, capace di conquistare cinque ori in altrettante gare. La romana si è consacrata definitivamente, ma a spiccare è soprattutto la forza e la profondità di una squadra azzurra giovane, talentuosa e ambiziosa. Sette medaglie in totale, dove pesano anche i sincro in chiave olimpica. Poi non solo la piscina, ma anche dalle grandi altezze, con un doppio argento storico dei fidanzati Elisa Cosetti ed Andrea Barnabà. Un’Italia che festeggia nel presente, ma che soprattutto fa sognare per il futuro, guardando già all’Olimpiade di Los Angeles 2028.

Chiara Pellacani non si è limitata a vincere, ma ha semplicemente dominato. Cinque gare, cinque ori, un en plein che certifica la straordinaria maturità raggiunta dalla romana e che è andato ben oltre l’obiettivo iniziale di salire cinque volte sul podio. A impressionare, infatti, è soprattutto la qualità delle vittorie. In tutte le cinque gare il divario tra Pellacani ed il resto d’Europa è stato impressionante, con la romana che ha distrutto la concorrenza sia individualmente sia nel sincro.  Il punteggio dai tre metri (358.05), unica specialità olimpica individuale, è di quelli che autorizzano a sognare in grande e non c’è dubbio che Chiara può competere contro le cinesi. Molto importante anche il successo nel sincro femminile, che lancia le ambizioni di una coppia nata da poco e per la quale questo oro è davvero il punto di partenza per il loro percorso verso l’evento a Cinque Cerchi.  Prima, però, ci saranno i Mondiali di Budapest, che saranno il vero banco di prova proprio in vista di Los Angeles 2028.

Non solo il sincro femminile dai tre metri, ma le successive importanti medaglie sono arrivate anche dal sincro maschile sia dai tre metri sia dalla piattaforma, con due coppie veramente giovani e che confermano la bontà di tutto il gruppo di lavoro guidato da Oscar Bertone. Matteo Santoro e Stefano Belotti, proprio come Pellacani/Pizzini, hanno poche occasioni di allenarsi insieme, visto che il romano vive, studia e si allena a Miami, ma il bronzo conquistato è anche per loro importante per continuare a crescere. Sensazionale l’argento di Raffaele Pelligra e Simone Conte, rispettivamente classe 2008 e 2007, con un punteggio sensazionale e alla loro primissima gara insieme a livello internazionale.

Proprio dalla piattaforma maschile l’Italia si trova incredibilmente un’abbondanza che in passato non aveva mai avuto. Nella gara individuale Romano Wang ha concluso addirittura al quarto posto, in un esordio continentale da sogno per il diciottenne romano. Poi c’è Simone Conte, anche lui finalista europeo e capace di vincere i Mondiali Juniores nel 2024. Il già citato Raffaele Pelligra, decisivo nell’oro del Team Event (era la sua prima volta in gara agli Europei) e poi d’argento nel sincro. Il tutto senza dimenticare quello che sarebbe stato sicuramente il titolare dai dieci metri, Riccardo Giovannini, che ha perso l’appuntamento di Parigi per infortunio.

Passando al trampolino c’era veramente grande attesa per Matteo Santoro, che ha vissuto un Europeo complicato a livello individuale, battuto sempre dai veterani Lorenzo Marsaglia e Giovanni Tocci. Dal metro la grande delusione della mancata qualificazione alla finale, mentre dai tre metri tanti errori ed un dodicesimo posto conclusivo. Sicuramente risultati che non possono soddisfare il romano, ma questo è un Europeo che può essere utile per la crescita di un ragazzo dal talento infinito e che per la prima volta ha vissuto un grande appuntamento con la pressione della medaglia e del dover dimostrare.

Dai trionfi in piscina, l’Italia dei tuffi ha poi proseguito anche dalle grandi altezze. Elisa Cosetti ed Andrea Barnabà conquistano un doppio argento veramente eccezionale dai venti metri, con anche un ottimo quinto posto di Davide Baraldi. Una prestazione di squadra importante, in un settore che ha saputo crescere con il tempo, gara dopo gara, ottenendo anche risultati importanti a livello mondiale e che ora si è preso la consacrazione agli Europei.

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