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Atletica

Sofia Fiorini sul tetto d’Europa: “Mi sveglio e ho voglia di allenarmi. La svolta è arrivata grazie alla tecnica”

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Sofia Fiorini
Sofia Fiorini / Grana Fidal

Nuova puntata di Run2U e nuovo ospite di eccezione. La protagonista della trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport è stata infatti Sofia Fiorini, fresca vincitrice della maratona di marcia agli Europei di Birmingham 2026 con il nuovo record del mondo. La giovane azzurra ha raccontato la magia di quei giorni ed i prossimi obiettivi.

Le emozioni della gara: “È stato un turbine di emozioni. Siamo arrivati a Birmingham sotto gara. Non c’è stato il tempo di realizzare che era il mio primo Europeo assoluto. Prima della gara non ho avuto il tempo di capire il contesto. Anche ora faccio fatica a ricordare la gara. Sembrava di essere dentro uno stadio di calcio con tutti gli inglesi e gli italiani a fare il tifo. Nel dopogara sono stata travolta da questo vortice. Mai avrei potuto immaginare tre giorni così”.

Cosa è cambiato in questo anno e mezzo: “Il primo cambiamento che ho fatto a maggio del 2025 è stata la guida tecnica. Con quel cambio mi sono inserita nel gruppo di allenamento. Allenarsi così è stimolante, nel gruppo c’è anche Orsoni che è arrivato quinto nella maratona. Il cambio più grande è stato il modo di allenarmi e la mia mentalità. Mi sveglio e voglio subito allenarmi. Se arrivi motivata, tutto viene meglio. Poi sono arrivati i risultati in gara, anche se non è facile portare in gara i frutti dell’allenamento. Ero preoccupata ed impaurita alla mia prima maratona, non è facile iniziare l’anno così. Ogni gara superavo le aspettative ed i paletti che io ed il mio coach avevamo fissato. La vera gara che ha cambiato la stagione è stata quella di La Coruna. Ho fatto una prestazione surreale, è scattato qualcosa in me. Ho capito che potevo concludere la stagione facendomi un bel regalo”.

I passi avanti sull’aspetto tecnico: “Avere una tecnica efficiente che ti fa risparmiare in distanze lunghe è uno degli aspetti più importanti. Una delle svolte è stato l’aspetto tecnico. Ho iniziato un lavoro tecnico per rendere il gesto efficiente sulle lunghe distanze. In passato ho avuto degli anni con problemi tecnici. Questo è stato uno degli ostacoli più grandi che non mi ha permesso di esprimermi nelle categorie giovanili. La marcia si basa sulla tecnica, non solo sulla tenuta fisica. È un movimento che è sempre stato naturale per me”.

La collaborazione con Gandellini: “A settembre saranno quasi due anni che mi sono trasferita a Milano. Inizialmente cercavo una figura ed ho pensato al gruppo di Alessandro Gandellini. È stato subito bello, ho creato un rapporto con lui giorno per giorno”.

Le perplessità sul percorso e l’atmosfera della gara: “C’erano grandi perplessità per il fatto di dover partire tutti insieme. Quando abbiamo visto il percorso era molto critico. Era stretto in vari tratti ed era difficile mettere più di 100 persone sulla stessa strada. La mezza maratona è stata tosta, i sorpassi erano difficili ed i ritmi diversi. A volte ti dovevi fermare e c’erano tratti con spintoni. Quando siamo rimasti solo noi atleti della maratona è filato tutto liscio. Il tifo era incredibile in ogni parte del tracciato. Nonostante l’orario mattutino della partenza c’era tantissima gente. La perplessità per il tracciato è svanita subito con quell’atmosfera. È stato divertente gareggiare con tutte quelle persone”.

L’ingresso in casa Italia: “Per me è stata la prima volta in cui ho visto dal vivo casa Italia. Ho avuto la fortuna di poterci andare due volte. La prima per la conferenza stampa in cui ero più tesa della gara, ero emozionata. Poi sono tornata per festeggiare le nostre medaglie con gli altri marciatori”.

Il briefing per la gara: “Hanno fatto la riunione ad inizio settimana. La nostra riunione l’abbiamo fatta il giorno prima con tutti i tecnici. Ne abbiamo fatta anche una post gara in cui abbiamo ricordato tutti i risultati della marcia in questo anno. La marcia si è mostrata pronta e presente. Ogni anno escono figure nuove e promettenti, si è creato un bell’ambiente, speriamo di continuare con questa crescita”.

Il cambio di passo della marcia italiana: “Dopo Tokyo noi giovani abbiamo visto un sogno realizzarsi. Da lì è partito il movimento della marcia di oggi. Stano e Palmisano sono stati di stimolo per noi, soprattutto durante i raduni. Ci parlano e ci motivano, sono importanti anche prima della gara. I loro discorsi ci aiutano a scendere più carichi che mai. Vedendo i risultati degli altri prendiamo ispirazione, vogliamo emularli. Tutto questo alimenta la forza del gruppo”.

L’allenamento: “La corsa l’ho abbandonata, non entra più nella mia routine. Ora mi concentro sul nuoto, è una attività di recupero aerobico. Mi piace molto perché stacco anche molto con la testa”.

La gestione della gara: “La maratona richiede attesa e pazienza. Due doti che non rientrano nel mio carattere. Io sono una persona energica, voglio fare tutto e subito. Ho pazientato fino al trentesimo chilometro. Quando ho ricevuto il via libera dai tecnici ho colto la frase e sono partita”.

L’impegni del 2027: “Ripartirò gradualmente a settembre e con la preparazione vera e propria ad ottobre. A maggio avrò gli Europei a squadre e poi a settembre 2027 ci saranno i Mondiali a Pechino. Sarà una stagione lunga ed impegnativa”.

Chiudendo sulla sua pista: “La mia pista di Cervia ha ricevuto il finanziamento ed è stata omologata per le gare federali. Lì ho corso per la prima volta, ho fatto tanti allenamenti. Poterci un giorno fare una gara di spessore sarebbe la chiusura di un cerchio”.

CLICCA QUI PER L’INTERVISTA COMPLETA A SOFIA FIORINI

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