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Tennis

Sinner, perché ha rinunciato agli US Open: il nuovo approccio dopo il Roland Garros

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

La rinuncia di Jannik Sinner agli US Open 2026 non riguarda soltanto il problema al ginocchio destro. Il ritorno a Torino per nuovi accertamenti al JMedical evidenzia una gestione più prudente da parte del numero uno del mondo, probabilmente influenzata anche da quanto accaduto al Roland Garros.

Dopo il malore accusato a Parigi, Sinner sembra aver modificato il modo di gestire la propria stagione. I numeri sono indicativi: 40 partite disputate tra gennaio e maggio, con cinque Masters 1000 vinti, e appena sette incontri successivi, tutti a Wimbledon, torneo poi conquistato.

La situazione al ginocchio non ha impedito completamente a Sinner di allenarsi e scendere in campo. Le immagini dei training a Montecarlo e le informazioni sulle sessioni al Country Club hanno mostrato un giocatore comunque attivo. La scelta di rinunciare agli US Open, quindi, può essere interpretata soprattutto come una decisione di gestione e prevenzione.

Per Sinner, infatti, partecipare a uno Slam non significa semplicemente essere nelle condizioni di giocare. L’obiettivo deve essere quello di poter competere fino in fondo e avere concrete possibilità di vincere il torneo. Presentarsi a New York senza queste garanzie avrebbe potuto significare correre un rischio non necessario.

La priorità diventa quindi risolvere definitivamente il problema al ginocchio, recuperare la migliore condizione fisica e affrontare la parte conclusiva della stagione senza nuove incognite. La rinuncia agli US Open può così diventare un investimento sul futuro: Jannik sceglie di fermarsi oggi per provare a tornare al massimo livello domani.

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