Tennis
SEI FORTE, FLAVIO! Cobolli rimonta Paul e conquista la prima semifinale in un 1000 a Cincinnati!
“Io non mollo mai!”, scrive Flavio Cobolli sulla telecamera. Lo fa col sorriso. E se sorride lui, è tutta l’Italia del tennis che può sorridere. Per la terza volta consecutiva un italiano è in semifinale al Masters 1000 di Cincinnati: il numero 2 azzurro supera in rimonta per 2-6 6-3 6-4 Tommy Paul, impiegando un’ora e 57 minuti per porsi per la prima volta tanto avanti in un torneo di questa categoria. Ora, dopo l’americano, l’attesa è per uno tra il francese Arthur Fils e l’argentino Thiago Agustin Tirante.
L’inizio di partita non è proprio di quelli che Cobolli sogna: il dritto di Paul funziona alla grande, l’italiano fa fatica a entrare in campo (e di certo le fatiche dei giorni precedenti non possono non aver lasciato segni). Per l’americano di incertezze ce ne sono relativamente poche, e del resto la solidità è proprio quel che funziona dal suo lato. In qualche modo Flavio riesce a ricominciare a far girare il proprio tennis, almeno per qualche minuto, ma sul 4-2 per Paul l’azzurro si ritrova di nuovo nei guai, con tre errori che consegnano al suo avversario un altro break e poi il successivo 6-2, in soli 27 minuti peraltro.
Cobolli si salva da 0-30 in apertura di secondo set, riuscendo ad artigliare con personalità il game ai vantaggi. Il fatto sembra insignificante sul momento, ma si evidenzia in tutta la sua forza sul 2-1 per Flavio, quando è proprio lui a cominciare a far correre il dritto. Il resto lo fa Paul, che sul 30-40 incappa in un doppio fallo e si toglie la battuta da solo. Per l’italiano tanto di meglio, perché sale abbastanza rapidamente sul 4-1 e a questo punto può essere abbastanza tranquillo. Abbastanza, ma non troppo, perché sul 4-2 risale da 0-30, poi dal 30-40 con l’ace. Ed è lui, a sua volta, ad avere due set point sul 5-2 15-40: Paul annulla con due buone prime che non aiutano le risposte di Cobolli. Flavio, però, riesce a chiudere ai vantaggi e, con un passante in lungolinea, forza il terzo set.
Qui le prime fasi non vivono di vero duello, ma il segnale interessante c’è: l’intensità di Cobolli sale e resta sempre alta, mentre Paul forse non sa nemmeno come dall’altra parte della rete ci sia quasi un altro giocatore ora. Un giocatore, peraltro, continuamente sostenuto dalle voci che gli arrivano dall’angolo, che lo rinfrancano. Sul 2-2 Cobolli non riesce a sfruttare una situazione di 15-30, sbaglia un paio di colpi non impossibili. Il vero game lottato, però, è il settimo: Flavio si guadagna di forza quattro palle break ai vantaggi, ma è sempre bravo Paul, in scambi lunghi (da 29 colpi) come nella brevità, a tenere servizio e vantaggio. Due giochi dopo, però, l’americano è costretto a cedere: Cobolli in difesa non lascia niente, vince uno scambio di grande foga con cui si guadagna la palla break. Arriva poi l’errore di dritto di Paul, Flavio serve per il match, risolve a 15 e si guadagna un altro tassello di un anno per lui meraviglioso.
Nonostante i 12 ace, Paul non sfonda col servizio, un po’ perché Cobolli regge a quota 10, e poi perché, nel gioco dei dettagli, conta il rendimento della seconda di Flavio: 64% contro 53% di punti vinti. Molto simile il rapporto vincenti-errori gratuiti (21-30 per l’italiano, 28-39 per l’americano), ma adesso conta davvero il giusto, perché con oggi c’è l’ulteriore dimostrazione che di italiani al top, in questa fase storica, ce ne sono ben tre.
