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Nuoto

Sara Curtis pronta: “Non vedo l’ora di gareggiare, sono contenta e fiduciosa”

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Sara Curtis
Sara Curtis/Foto Andrea Masini / DeepBlueMedia.eu

Sara Curtis si presenta all’appuntamento con grande fiducia, ma anche con la consapevolezza delle aspettative che accompagnano una delle atlete più attese della spedizione italiana. La nuotatrice piemontese, reduce da mesi di crescita costante, è tra i profili sui quali si concentrano maggiormente le attenzioni azzurre. Il percorso intrapreso negli Stati Uniti, alla University of Virginia, dove si è trasferita la scorsa estate, sta iniziando a produrre risultati importanti e ha contribuito a una maturazione evidente dentro e fuori dalla vasca.

Intervenuta ai microfoni di Sky Sport, Curtis ha raccontato con serenità l’avvicinamento alle gare, senza lasciarsi condizionare eccessivamente dalle attese esterne. “Sono contenta e fiduciosa. So che ci sono tante aspettative, ma presto attenzione alle mie personali. Manca ancora un pochino all’inizio delle gara, poi un po’ di tensione salirà sul blocchetto. E quando sarò lì, come dice mia madre, basterà mettere impegno“.

Una pressione che la piemontese sembra quindi voler trasformare in energia positiva. Curtis guarda anche alla forza complessiva del movimento femminile italiano, galvanizzato dai risultati arrivati nella prima parte della manifestazione. “Penso che il nostro movimento femminile sia molto forte. Ho seguito quello che hanno fatto Pellacani e Taddeucci in questa prima settimana e questo sicuramente ci dà la carica. Siamo sicure di fare bene. Per me poi le donne sono sempre una passo avanti, rispetto agli uomini (sorride, ndr.)“.

Alle spalle della giovane azzurra c’è stato un percorso di preparazione articolato, che non si è limitato all’esperienza americana. Curtis ha scelto infatti di concedersi anche una parentesi in Germania, inserita in un programma di avvicinamento costruito con attenzione e continuità. Un percorso nel quale l’autonomia rappresenta uno degli elementi centrali della sua nuova esperienza negli Stati Uniti.

Sono molto consapevole. In Virginia, dal momento che non c’è un allenatore che ti segue sempre, e quindi come mi ha detto Todd (DeSorbo, ndr.), che in generale dobbiamo essere noi i nostri allenatori. So di dover essere disciplinata nell’allenamento e quando arriva la stanchezza è il momento dove devo essere al 100% concentrata“, ha raccontato.

Una responsabilità maggiore, dunque, che Curtis ha imparato a gestire attraverso un rapporto sempre stretto con le figure tecniche di riferimento. Anche la tappa tedesca si è inserita in questa logica di continuità: “Mi sono spostata in Germania, ma ho sempre avuto una persona che mi seguiva. In Italia, ho sempre come tecnico di riferimento Thomas Maggiora e anche a casa mi ha seguito lui, in continuità con quanto fatto negli USA. Thomas era contento, anche perché si può imparare da tutti. E’ stata una bella esperienza in Germania, mi è piaciuto“.

Adesso, però, è il momento di trasformare il lavoro svolto in prestazioni. E Curtis sa già quale gara rappresenterà uno dei punti di riferimento del suo programma: “Scegliere una gara su cui punto? I 50 dorso sicuramente, sono comunque contenta di iniziare coi 100 sl nel primo giorno. Voglio vedere come sono messa a inizio settimana, meglio averla subito per non percepire la stanchezza verso metà campionato. Di 100 sl ne dovrò fare parecchi, ma io non vedo l’ora di cominciare di gareggiare“.

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