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Tennis

Rusedski sul ritiro di Sinner: “Vi dico come si è infortunato, deve pensare ai prossimi dieci anni”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Il forfait di Jannik Sinner agli US Open non cambia soltanto gli equilibri del torneo, ma apre anche interrogativi sulle condizioni fisiche del numero uno del mondo. Dopo il trionfo a Wimbledon, Jannik non è più tornato in campo e la decisione di rinunciare all’ultimo Slam della stagione ha alimentato inevitabilmente le discussioni sull’entità del problema al ginocchio.

Tra chi ha provato a ricostruire l’origine dell’infortunio c’è Greg Rusedski. L’ex numero 4 del mondo, oggi opinionista e analista, ha individuato in una precisa fase di Wimbledon il possibile momento in cui Sinner potrebbe aver accusato i primi problemi.

Nel podcast Off Court with Greg Rusedski, l’ex finalista degli US Open ha ripensato alla caduta dell’italiano nel match d’esordio del torneo londinese: “Beh, ripensandoci, stavo guardando Wimbledon. Ricordate quella brutta scivolata che ha avuto al primo turno? Si è rialzato e il suo ginocchio si è mosso in ogni direzione possibile, e nonostante tutto è riuscito a stringere i denti e a vincere il titolo“.

Un episodio che, secondo Rusedski, potrebbe avere avuto conseguenze più importanti di quanto fosse apparso inizialmente. L’ipotesi dell’ex tennista è che l’altoatesino possa aver continuato a giocare nonostante un fastidio al ginocchio, riuscendo comunque a portare a termine il torneo e a conquistare il titolo.

Quindi penso che possa essersi procurato un problema al ginocchio proprio a Wimbledon, ma evidentemente ha trovato il modo di andare avanti, vincere il torneo e poi non lo abbiamo più visto in campo. Dal mio punto di vista, probabilmente il ginocchio gli dava fastidio durante il torneo. Naturalmente è tutta una speculazione. È riuscito a vincere Wimbledon, poi è andato dai suoi medici e potrebbe aver avuto un nuovo problema durante un allenamento“, ha spiegato Rusedski.

Una ricostruzione che lo stesso ex giocatore presenta con cautela, sottolineando come non ci siano elementi sufficienti per stabilire con certezza quando sia nato il problema. Resta però il dato concreto: dopo Wimbledon, Sinner ha scelto di non disputare tornei di preparazione in vista dello Slam newyorkese e, successivamente, ha annunciato la rinuncia agli US Open.

Per Rusedski, al di là delle possibili cause dell’infortunio, la decisione presa dal campione italiano rappresenta soprattutto un segnale di maturità. “Sta scegliendo la strada più intelligente. Non giochiamo, prendiamoci cura del corpo. Devo pensare ai prossimi dieci anni. Per tutti noi è stata una sorpresa, perché stavamo parlando di cosa sarebbe successo con Jannik Sinner, se sarebbe riuscito a vincere tutti i Masters 1000 in un anno. Ma lui ha consultato i suoi medici, non ha giocato alcun torneo di preparazione e ha deciso di ritirarsi“.

Il britannico ha infine espresso una preoccupazione più ampia per il circuito, legata alla necessità di non perdere a lungo i principali protagonisti del tennis mondiale: “Quindi è una scelta intelligente. Speriamo che non sia nulla di troppo serio, perché abbiamo già perso Carlos Alcaraz per un periodo così lungo e non vogliamo perdere anche Jannik Sinner“.

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