Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Tennis

Rusedski mette in dubbio Alcaraz agli US Open: “Sarei stupito se giocasse il singolare”

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz
Carlos Alcaraz / IPA Sport

Il ritorno di Carlos Alcaraz agli US Open resta avvolto da qualche interrogativo. L’annuncio dello spagnolo, che ha comunicato sui social la propria intenzione di essere al via nel torneo di New York, non ha convinto del tutto Greg Rusedski. L’ex numero 4 del mondo ritiene infatti difficile immaginare Alcaraz impegnato nel singolare, soprattutto considerando il lungo stop e i problemi al polso.

Nel podcast Off Court with Greg Rusedski, il britannico ha messo subito in discussione la scelta del quattro volte campione Slam: “Bisogna chiedersi: perché mai dovrebbe tornare a giocare con un problema al polso proprio in un torneo al meglio dei cinque set?“. E ha aggiunto: “Sarei molto sorpreso se giocasse il singolare, ma lui dice: ‘Sono tornato’“.

A preoccupare Rusedski è soprattutto il rischio legato a un rientro così impegnativo. “Sono sorpreso. Sapete, è proprio questo che lascia qualche dubbio. È per questo che penso che forse il rapporto con Juan Carlos Ferrero possa essersi incrinato, perché non credo che gli avrebbe permesso di correre un rischio del genere se non fosse al 100%“, ha spiegato. Il britannico ha comunque sottolineato di augurarsi che Alcaraz sia in buone condizioni: “Spero che sia in salute. Spero che possa giocare gli US Open. Ma non sono sicuro che sia la cosa più intelligente da fare, a meno che non sia semplicemente una trovata pubblicitaria“.

Rusedski non si è limitato a esprimere perplessità, arrivando a prevedere uno scenario molto diverso da quello annunciato dallo spagnolo: “Non credo che giocherà. Penso che dica di essere tornato, ma credo che potrebbe limitarsi a partecipare al doppio misto. Sarei scioccato se giocasse il singolare“.

Secondo l’ex tennista, il problema non riguarda soltanto le condizioni fisiche, ma anche l’impatto agonistico di un torneo dello Slam dopo una lunga assenza: “Ha perso presto quando è tornato a giocare dopo lunghi periodi di assenza dai tornei. Una cosa è allenarsi, un’altra è giocare un torneo“.

Il giudizio di Rusedski sul talento di Alcaraz, però, resta estremamente alto. “È la più grande stella del tennis maschile. Senza dubbio. È una sorta di fusione dei Big Three. È Djokovic, Federer e Nadal riuniti in un unico giocatore, una cosa mai vista prima“. Proprio per questo, il britannico considera il suo rientro un appuntamento atteso da tutto il circuito: “È quindi la più grande stella del nostro sport e tutti vogliamo rivederlo in campo. Sarei davvero molto sorpreso se giocasse“.

Prima dell’eventuale debutto nel singolare, Alcaraz sarà comunque protagonista nel doppio misto insieme a Serena Williams. Un impegno che, secondo Rusedski, non può essere considerato una preparazione sufficiente per affrontare uno Slam nel formato tradizionale. “Senza voler mancare di rispetto a nessuno, quello non è un vero torneo di tennis. Si gioca su metà campo, è un po’ una cosa per divertirsi e provare a vincere un torneo importante, che rimane comunque qualcosa di speciale, ma non è la stessa cosa del singolare, dove devi coprire l’intero campo“.

Il punto, per Rusedski, è soprattutto la mancanza di un vero test agonistico prima degli US Open. “Hai bisogno di un torneo di preparazione. Se questa settimana avesse giocato a Winston-Salem, direi: ‘Ok, allora sì, la sua presenza agli US Open sembra probabile’“.

La conclusione è quindi un invito alla prudenza. “Vogliamo che torni, ma vogliamo che sia in salute per i prossimi dieci anni. Non vogliamo che torni per una settimana e poi, magari, si procuri un nuovo problema durante una partita al meglio dei cinque set al secondo o al terzo turno. Sarebbe lo scenario peggiore possibile“.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità