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Rubaudo: “Contento che Paltrinieri si stia risparmiando. L’addio di Antonelli? E’ un ambizioso, cerca nuovi stimoli”

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Gregorio Paltrinieri
Gregorio Paltrinieri / La Presse

Nella nuova puntata di Swim Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Enrico Spada ha intervistato Stefano Rubaudo, Commissario Tencico della Nazionale italiana di nuoto in acque libere. Rubaudo ha tracciato il bilancio degli Europei e si è soffermato sulla qualità di un movimento da sempre ai vertici.

Il commento sulla rassegna continentale: “É stato un Europeo tosto, soprattutto perché c’è stato un eccesso di informazioni sbagliate sulla qualità dell’acqua. Sono arrivati tutti preoccupati. In realtà il setting era molto buono. Quello ha creato un po’ di dissapori e malumori che si potevano evitare. Noi ci siamo fatti trovare come sempre pronti. L’Italia è sempre stata una eccellenza di campioni e di organizzazione”.

I problemi di Parigi: “Le aspettative delle condizioni dell’acqua erano diverse da quello che si è verificato. Il problema alle Olimpiadi era stato la corrente che ha condizionato la gara, non si poteva attaccare. Se prendevi bene l’uscita della boa era impossibile superare di nuovo per la corrente a favore. Questa volta la corrente era impercettibile, le canoe del soccorso andavano contro corrente. Le gare sono state più spettacolari. Per gli atleti è stato stressante non sapere cosa avessero di fronte. Per la qualità dell’acqua potevi trovare nel fiume la bottiglietta d’acqua. Non vuol dire che l’acqua è batteriologicamente inquinata. Le condizioni erano perfette batteriologicamente. È stata messa una pezza a uno sversamento di idrocarburi che non è mai positivo. La fiducia al comitato a monte era poca e questo ha creato le varie voci”.

I risultati delle grandi nazionali: “Le grandi nazionali hanno fatto tutte bene. Da 35 anni il fondo italiano è in condizione. L’Italia e la Germania hanno sempre investito molto, anche la Russia era forte. Poi sono arrivate Ungheria e Francia. L’Italia è sempre stata presa in considerazione per l’organizzazione degli eventi”.

Su Taddeucci: “Ginevra Taddeucci è sempre stata forte, le mancava un po’ di consapevolezza. Ha un grande cuore, sia in allenamento che in gara dà sempre tutto. È molto esigente con sé stessa. Come tutti i cavalli pazzi va un po’ gestita. Quando va in acqua fa quello che deve fare, è un’atleta di grande caratura. Riesce a stare al passo con Moesha Johnson in vasca, Ginevra è sempre stata lì vicina e l’ha anche battuta. Le considero entrambe un riferimento per il nuoto mondiale”.

La compattezza della Federazione: “La Federazione ha la sua visione. Il gruppo non si deve sfaldare. Anche in piscina il risultato è sempre frutto del lavoro di squadra. La Federazione mette a disposizione le condizioni logistiche per svolgere la parte tecnica. L’Italia è una fabbrica di tecnici e di atleti. Il centro federale di Ostia deve rimanere un punto di riferimento per il nuoto in acque libere. C’è una buona scuola nel fondo e rimarrà tale anche senza un tecnico come Fabrizio Antonelli”.

L’addio di Fabrizio Antonelli: “Ognuno ha la sua idea. Fabrizio è una persona ambiziosa, non ci aspettavamo la tempistica, ma sapevamo che prima o poi avrebbe cercato altri stimoli. Si è sentito più stimolato dalla Cina per iniziare un progetto. Deve essere bravo a trovare atleti e staff. Ma soprattutto deve trovare la cultura della disciplina, non è solo un discorso tecnico”.

L’obiettivo Los Angeles e la gestione del gruppo: “Una vittoria sarebbe portare alle Olimpiadi una squadra completa con due donne e due uomini. Penso che l’Italia che potrebbe andare con due squadre, ma non è possibile. Paltrinieri e Taddeucci sono i due intoccabili, hanno dimostrato grande solidità nel tempo. Dietro c’è fermento soprattutto nei maschi. Devo cercare di motivare coloro che potrebbero andare nel 2032. Il sogno nel cassetto è vincere due medaglie, non ce l’abbiamo mai fatta, ma credo che abbiamo la squadra per provarci”.

Paltrinieri e la 10 km: “Manca un po’ di volume in allenamento per Paltrinieri nelle 10 km. Gregorio vuole vincere per forza, è così. È consapevole di quello che deve fare. La caratura e la forma dell’atleta si sono visti, non sono preoccupato. Sono anzi contento che la macchina Paltrinieri si stia risparmiando. Ad un certo punto devi fare delle scelte”.

La staffetta mista alle Olimpiadi ed i problemi del nuoto di fondo: “Penso che ci sia una carenza dirigenziale della federazione internazionale. Farebbe bene alle federazioni nazionali portare una staffetta mista alle Olimpiadi. La scarsa partecipazione agli Europei evince una sfiducia organizzativa. Se ci fosse una attenzione maggiore ed una comunicazione sulle gare ci sarebbe uno scatto. C’è scollegamento tra le nazionali e la parte politica. Come si fa a proporre una staffetta mista olimpica ed essere credibili?”.

Il futuro di Paltrinieri: “Credo che Paltrinieri possa essere performante nel mio ruolo dirigenziale. Un motivatore, un dirigente, una persona in grado di far sognare chi si approccia alla disciplina. Per me sarebbe un onore passare il testimone a lui”.

CLICCA QUI PER L’INTERVISTA COMPLETA A STEFANO RUBAUDO 

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