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Atletica

Quando Andrew Howe firmava la doppietta ai Mondiali U20 e Bolt lo attaccava a parole. Inzoli e Doualla eguagliano i suoi record

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Andrew Howe
Andrew Howe / Olycom/Lapresse

Andrew Howe balzò agli onori della cronaca ai Mondiali U20 di Grosseto nel 2004, quando conquistò due medaglie d’oro: memorabile doppietta tra salto in lungo (8.11 metri) e impattante 20.28 sui 200 metri (allora record dei campionati). La rassegna iridata di categoria disputata in Toscana esaltò l’allora 19enne, che poi proseguì la propria carriera nel lungo con due sigilli agli Europei (outdoor nel 2006 e in sala nel 2007) e con la medaglia d’argento ai Mondiali di Osaka nel 2007 (con l’ancora odierno record nazionale di 8.47 metri).

L’affermazione sul mezzo giro di pista a Grosseto fa sempre ricordare il mancato duello con Usain Bolt. Sì, proprio sua maestà, che due anni prima conquistò il titolo di categoria ad appena 15 anni con il crono di 20.61 a Kingston e che non gareggiò in Italia a causa di un problema fisico. Pochi mesi prima il giamaicano aveva siglato il record mondiale juniores con un superbo 19.93, 35 centesimi meglio del crono valso il trono di categoria al laziale. Il rapporto tra il velocista più forte della storia, ancora oggi primatista mondiale di 100 (9.58) e 200 (19.19), e Andrew Howe non è mai stato idilliaco. Anzi.

Usain Bolt ha dedicato alcuni paragrafi all’azzurro nella sua celebre biografia “Come un fulmine, la mia storia”, attaccandolo duramente a parole, nero su bianco: “[A Grosseto, n.d.r.] ci tenevo molto ad affrontare un ragazzo di nome Andrew Howe, che prima dei campionati non aveva tenuto la bocca chiusa, dicendo un sacco di fesserie e promettendo di battermi sul terreno di casa. Quei discorsi non mi piacevano, erano irrispettosi, e poi sapevo di sconfiggere Howe senza neanche sforzarmi, infortunio o no. Battere quel chiacchierone nei 200 metri sarebbe stato un buon modo per metterlo a tacere“.

Si legge ancora, nella ben nota pagina 81: “Howe aveva vinto con 20.28, era il suo record personale e per il resto della carriera non avrebbe corso più veloce di così, ma io li avrei fatti anche dormendo. E invece lui continuava a prendermi in giro da bordo pista“. Il tre volte Campione Olimpico sul rettilineo e sul mezzo giro di pista ricordò anche quanto successo ai Mondiali di Osaka:Esultò come un pazzo, strappandosi la canotta e battendosi il petto. Corse sotto la tribuna strillando. Sua madre gongolava sugli spalti. Ma che gli prende? Rilassati, bello… pensai guardando la scena. La folla andò in visibilio, ma Saladino non batté ciglio. Non si mise a saltellare, né si strappò la canotta. Era come se avesse detto a Howe… datti una calmata, il migliore sono io. Fu una delle scene più spassose cui avessi mai assistito in un campionato“.

Il nome di Andrew Howe è inevitabilmente molto menzionato nella giornata odierna, perché Daniele Inzoli ha conquistato la medaglia d’oro nel salto in lungo ai Mondiali U20, riportando il titolo iridato juniores in Italia dopo ben 22 anni dall’impresa del classe 1985. Anche Kelly Doualla ha eguagliato un primato dell’ex saltatore: è diventata la seconda italiana di sempre a conquistare due medaglie nella stessa edizione della competizione iridata di categoria, mettendosi al collo il bronzo sui 100 metri e l’oro nella 4×100 mista.

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